
La Svizzera gela Vancouver, 2-1 al Canada e primato nel Gruppo B
Vargas e Manzambi affondano i padroni di casa in avvio di ripresa, elvetici primi a punteggio pieno; canadesi comunque agli ottavi per la prima volta.
Ci sono voluti quaranta secondi del secondo tempo per trasformare la festa di Vancouver in un silenzio irreale. La Svizzera ha spento l’entusiasmo del Canada con due fendenti chirurgici, imponendosi 2-1 al BC Place e chiudendo il Gruppo B in vetta a quota sette punti. Ruben Vargas, imbeccato da un cross teso di Johan Manzambi, ha infilato Maxime Crépeau sul primo palo; undici minuti dopo lo stesso Manzambi, lanciato da una sponda preziosa di Breel Embolo, ha firmato il raddoppio approfittando di una incertezza del portiere. Il gol della bandiera di Promise David, al primo tocco dopo l’ingresso in campo, ha riaperto la partita a un quarto d’ora dalla fine, ma la reazione canadese si è infranta contro l’organizzazione elvetica e i guantoni di Gregor Kobel.
La sfida era una finale per il primato, con entrambe già certe del passaggio del turno. Nel primo tempo l’equilibrio aveva retto: Embolo si era divorato un mano a mano al decimo minuto, mentre Cyle Larin e Ali Ahmed avevano impegnato Kobel senza fortuna. La svolta è arrivata nell’intervallo. Murat Yakin ha alzato i ritmi e la sua squadra ha colpito con la precisione di chi sa leggere i momenti. Manzambi, ventenne del Friburgo, si è confermato la stella emergente del torneo: tre gol e un assist in due partite, dopo la doppietta alla Bosnia, numeri che stanno ridisegnando la sua quotazione internazionale.
Per il Canada, nonostante la sconfitta, resta l’ingresso nella storia. La nazionale di Jesse Marsch non aveva mai vinto una partita in una fase finale mondiale prima di questa edizione; ora si ritrova agli ottavi per la prima volta, anche se il secondo posto la costringe a lasciare il suolo di casa. L’appuntamento è per il 28 giugno a Los Angeles contro la seconda del Gruppo A, mentre la Svizzera potrà restare a Vancouver e attendere una delle migliori terze, con un percorso che sulla carta appare meno impervio. Prima del fischio d’inizio, l’ovazione per Ismaël Koné, entrato in campo in sedia a rotelle dopo la frattura alla gamba rimediata contro il Qatar, aveva ricordato a tutti il lato umano di questo sport.
Nell’altro match del girone, la Bosnia-Erzegovina ha sconfitto 3-1 il Qatar, eliminato con un solo punto, e con quattro punti attende il verdetto della graduatoria delle terze. La Svizzera, dal canto suo, allunga una striscia di regolarità che l’ha vista superare la fase a gironi in sei degli ultimi sette grandi tornei, un dato che in Europa viene letto come il segno di una maturità competitiva ormai strutturale. Ora per gli elvetici si profila un ottavo di finale da gestire con la consueta concretezza, mentre il Canada dovrà dimostrare che la lezione subita può trasformarsi in carburante per un cammino che ha già superato ogni aspettativa.
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