
Taglio prudente a Mosca, mentre il petrolio frena le piazze globali
La Banca di Russia ha scelto la via della cautela, riducendo il 24 aprile il tasso di riferimento di cinquanta punti base, al 14,5%, nell’ottavo allentamento consecutivo. Non è stata la mossa a sorprendere i mercati, già allineati su un passo così misurato, quanto il tono insolitamente rigido con cui la governatrice Elvira Nabiullina ha accompagnato la decisione. Per la prima volta da mesi, il board ha discusso l’ipotesi di una pausa, mentre un taglio più deciso di cento punti base non è mai stato formalmente sul tavolo.
Il messaggio implicito, colto con immediatezza dagli operatori della piazza moscovita, è che il costo del denaro resterà elevato ancora a lungo, nonostante un’inflazione settimanale ormai prossima allo zero e un’economia reale che arranca. L’indice Moex ha infatti invertito la rotta subito dopo l’annuncio, chiudendo in calo dell’1,4% a 2.733 punti, mentre il Rts, sensibile al cambio, ha perso oltre due punti percentuali, in una seduta già appesantita dal cedimento del greggio Brent sotto i 104 dollari al barile.
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