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Geopolitica e Politicasabato 20 giugno 2026

L’Iran richiude lo Stretto di Hormuz mentre i colloqui con gli USA cominciano in Svizzera

Teheran blocca il passaggio strategico accusando Washington e Tel Aviv di aver violato la tregua, ma i negoziatori sono già al tavolo a Bürgenstock.

Sabato pomeriggio il Quartier generale centrale Khatam al-Anbiya, il principale comando militare congiunto iraniano, ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz al traffico navale. Nel comunicato letto dalla televisione di Stato, Teheran motiva la decisione con «il palese venir meno dell’impegno da parte degli Stati Uniti» nel non aver attuato la prima clausola del memorandum d’intesa firmato il 17 giugno fra il presidente americano Donald Trump e il suo omologo Masoud Pezeshkian: quella clausola prevede la «cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano». L’Iran denuncia inoltre «la continua e spietata violazione del cessate il fuoco da parte del regime sionista nel sud del Libano» e il mancato ritiro delle forze israeliane dal territorio libanese. Il comunicato precisa che la chiusura dello Stretto è soltanto «un primo passo» e che, se l’aggressione proseguisse, saranno pianificate ulteriori misure. La Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione ha diffuso un avviso ai naviganti intimando di non avvicinarsi al passaggio marittimo, pena la messa a repentaglio della propria sicurezza.

Da Washington la replica non si è fatta attendere. Il Comando Centrale statunitense (Centcom) ha ribattuto che «l’Iran non controlla lo Stretto di Hormuz» e che il traffico commerciale prosegue: nella sola giornata di sabato 55 navi mercantili hanno transitato con oltre 17 milioni di barili di petrolio e altri carichi. Il portavoce del Centcom ha assicurato che le forze americane restano «presenti e vigili» per garantire il rispetto di tutti gli aspetti dell’accordo con Teheran. Il vicepresidente JD Vance, in un’intervista a Fox News, ha dichiarato di non aver visto prove di una effettiva chiusura dello Stretto, ma ha confermato che gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner sono già in Svizzera per i colloqui tecnici. Lo stesso Vance è partito in serata per Lucerna, dove il Pakistan, paese mediatore, ha annunciato l’inizio delle trattative per domenica. Trump, nel frattempo, tramite Truth Social ha escluso l’introduzione di pedaggi durante il cessate il fuoco e nei 60 giorni successivi, ma ha minacciato dazi americani qualora l’intesa definitiva non venisse raggiunta, invocando il ruolo di «angelo custode» degli Stati Uniti in Medio Oriente.

La mossa iraniana è direttamente connessa al rapido deterioramento della tregua in Libano. Dopo che venerdì i mediatori americani e qatarini avevano annunciato un nuovo cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, nella notte e nella mattinata di sabato gli scontri sono ripresi con violenza. L’esercito israeliano ha denunciato il lancio di oltre 50 proiettili da parte di Hezbollah contro le proprie forze nel sud del Libano, scatenando una serie di raid aerei che secondo la Protezione civile libanese hanno provocato almeno 16 morti nell’area di Nabatiyeh, oltre ad altre vittime in villaggi vicino a Sidone. Funzionari di Hezbollah hanno accusato Israele di aver compiuto, «con la copertura del cessate il fuoco», un tentativo di infiltrazione verso le colline strategiche di Ali Taher. L’intesa fra Washington e Teheran vincola la fine delle ostilità su tutti i fronti proprio al rispetto del cessate il fuoco in Libano; il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha perciò avvertito che se le altre parti non adempiranno ai propri impegni l’intero memorandum sarà a rischio.

In questo clima di rinnovata tensione si sono comunque aperti i colloqui in Svizzera. La delegazione iraniana, guidata dal capo negoziatore e presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, comprende anche funzionari della Banca centrale e del settore petrolifero, segno che fra i dossier sul tavolo vi è la parziale liberazione dei fondi iraniani congelati. Secondo il Pakistan, le discussioni di domenica avranno natura tecnica e saranno affiancate da rappresentanti di Islamabad e Doha. Baghaei ha chiarito che i negoziati per un accordo finale – incluso il programma nucleare – non potranno cominciare fino a quando non saranno attuate le clausole chiave dell’intesa provvisoria. Vance ha espresso cauto ottimismo, affermando che si punta a «fare progressi sulla questione nucleare e sul cessate il fuoco in Libano», ma ha ammesso che la sua permanenza in Svizzera durerà soltanto un giorno o due.

La partita intorno a Hormuz ha immediate ripercussioni sui mercati globali dell’energia e, di riflesso, sulle economie europee. Il passaggio marittimo fra Golfo Persico e Oceano Indiano è un punto di strozzatura da cui transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto scambiati nel mondo; una sua chiusura prolungata farebbe risalire le quotazioni del greggio, già scosse da mesi di conflitto, con effetti diretti sui prezzi di benzina e gas anche in Italia. Bruxelles e Roma osservano con apprensione il fragile intreccio negoziale: la tenuta dell’intesa provvisoria e il ristabilirsi di condizioni di sicurezza nella navigazione dipendono ora dalla capacità dei mediatori di ottenere un cessate il fuoco stabile in Libano e dalla disponibilità delle parti a rispettare il calendario dei 60 giorni previsto dal memorandum.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Geopolitica vs. Economia
25%Media
3 blocchi · posizioni da −0.60 a 0.00
Critici dell'accordo USA-IranPragmatici economici
RUSATLIND
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa russa e CSI−0.40critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.60critical
Stampa indiana e sudasiatica0.00neutral
Le testate iraniane, israeliane e libanesi non sono presenti in questo cluster.
Stampa russa e CSI−0.40
Voce

La Russia avverte che l'accordo USA-Iran è fragile e che lo Stretto di Hormuz è diventato un'arma strategica iraniana, legittimando la chiusura come risposta alla guerra occidentale.

Meccanismoescalation simmetrica

Citando le dichiarazioni di un alto funzionario russo, si presenta la chiusura dello Stretto come una mossa di forza iraniana, equiparandola a un'arma nucleare per simmetria di minaccia.

Omissione

Non menziona gli attacchi israeliani sul Libano come causa scatenante, concentrandosi invece sulla guerra USA-Iran.

RevanscismoScetticismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.60
Voce

Obama mette in guardia: l'accordo di Trump con l'Iran potrebbe peggiorare la situazione per gli Stati Uniti, richiamando la responsabilità di evitare errori passati.

Meccanismoautorità morale

Utilizzando l'autorità di un ex presidente, si critica l'accordo come potenzialmente dannoso, appellandosi alla prudenza e alla lezione della guerra costosa.

Omissione

Non fa riferimento alla chiusura dello Stretto di Hormuz né agli attacchi israeliani sul Libano, concentrandosi solo sull'accordo USA-Iran.

ScetticismoAllarme
Stampa indiana e sudasiatica0.00
Voce

L'India osserva con pragmatismo: il calo del petrolio grezzo migliora i margini delle compagnie statali nonostante le tensioni, riducendo la crisi a un'opportunità di mercato.

Meccanismopragmatismo economico

Basandosi su dati finanziari e analisi di mercato, si riduce la crisi geopolitica a un fattore economico gestibile, normalizzando l'evento come parte del ciclo commerciale.

Omissione

Non collega l'evento alla chiusura dello Stretto di Hormuz né agli attacchi israeliani, trattandolo solo come un generico conflitto mediorientale che incide sui prezzi.

PragmatismoDistacco
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Perquisizione nella sede di Starbucks Korea per la campagna “Tank Day”·Mancata separazione tra il Marine One di Trump e un aereo di linea a Washington: la FAA indaga·L’Eurozona accelera a luglio, ma la ripresa dei servizi è disomogenea e gravata da rischi geopolitici·Previsioni meteo in Iran: temporali al nord e caldo record al sud-ovest·Gli Houthi colpiscono l’ottava petroliera saudita nel Mar Rosso e annunciano un’escalation·Drone con esplosivo all’aeroporto di Lipsia, traffico aereo sospeso nella notte·Il greggio si assesta sotto gli 80 dollari: la diplomazia sul Hormuz frena la corsa dei prezzi·Skubal, esordio amaro con i Dodgers: Chicago vince 5-1, Los Angeles allunga la striscia negativa·Perquisizione nella sede di Starbucks Korea per la campagna “Tank Day”·Mancata separazione tra il Marine One di Trump e un aereo di linea a Washington: la FAA indaga·L’Eurozona accelera a luglio, ma la ripresa dei servizi è disomogenea e gravata da rischi geopolitici·Previsioni meteo in Iran: temporali al nord e caldo record al sud-ovest·Gli Houthi colpiscono l’ottava petroliera saudita nel Mar Rosso e annunciano un’escalation·Drone con esplosivo all’aeroporto di Lipsia, traffico aereo sospeso nella notte·Il greggio si assesta sotto gli 80 dollari: la diplomazia sul Hormuz frena la corsa dei prezzi·Skubal, esordio amaro con i Dodgers: Chicago vince 5-1, Los Angeles allunga la striscia negativa·
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sabato 20 giugno 2026

L’Iran richiude lo Stretto di Hormuz mentre i colloqui con gli USA cominciano in Svizzera

Teheran blocca il passaggio strategico accusando Washington e Tel Aviv di aver violato la tregua, ma i negoziatori sono già al tavolo a Bürgenstock.

Sabato pomeriggio il Quartier generale centrale Khatam al-Anbiya, il principale comando militare congiunto iraniano, ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz al traffico navale. Nel comunicato letto dalla televisione di Stato, Teheran motiva la decisione con «il palese venir meno dell’impegno da parte degli Stati Uniti» nel non aver attuato la prima clausola del memorandum d’intesa firmato il 17 giugno fra il presidente americano Donald Trump e il suo omologo Masoud Pezeshkian: quella clausola prevede la «cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano». L’Iran denuncia inoltre «la continua e spietata violazione del cessate il fuoco da parte del regime sionista nel sud del Libano» e il mancato ritiro delle forze israeliane dal territorio libanese. Il comunicato precisa che la chiusura dello Stretto è soltanto «un primo passo» e che, se l’aggressione proseguisse, saranno pianificate ulteriori misure. La Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione ha diffuso un avviso ai naviganti intimando di non avvicinarsi al passaggio marittimo, pena la messa a repentaglio della propria sicurezza.

Da Washington la replica non si è fatta attendere. Il Comando Centrale statunitense (Centcom) ha ribattuto che «l’Iran non controlla lo Stretto di Hormuz» e che il traffico commerciale prosegue: nella sola giornata di sabato 55 navi mercantili hanno transitato con oltre 17 milioni di barili di petrolio e altri carichi. Il portavoce del Centcom ha assicurato che le forze americane restano «presenti e vigili» per garantire il rispetto di tutti gli aspetti dell’accordo con Teheran. Il vicepresidente JD Vance, in un’intervista a Fox News, ha dichiarato di non aver visto prove di una effettiva chiusura dello Stretto, ma ha confermato che gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner sono già in Svizzera per i colloqui tecnici. Lo stesso Vance è partito in serata per Lucerna, dove il Pakistan, paese mediatore, ha annunciato l’inizio delle trattative per domenica. Trump, nel frattempo, tramite Truth Social ha escluso l’introduzione di pedaggi durante il cessate il fuoco e nei 60 giorni successivi, ma ha minacciato dazi americani qualora l’intesa definitiva non venisse raggiunta, invocando il ruolo di «angelo custode» degli Stati Uniti in Medio Oriente.

La mossa iraniana è direttamente connessa al rapido deterioramento della tregua in Libano. Dopo che venerdì i mediatori americani e qatarini avevano annunciato un nuovo cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, nella notte e nella mattinata di sabato gli scontri sono ripresi con violenza. L’esercito israeliano ha denunciato il lancio di oltre 50 proiettili da parte di Hezbollah contro le proprie forze nel sud del Libano, scatenando una serie di raid aerei che secondo la Protezione civile libanese hanno provocato almeno 16 morti nell’area di Nabatiyeh, oltre ad altre vittime in villaggi vicino a Sidone. Funzionari di Hezbollah hanno accusato Israele di aver compiuto, «con la copertura del cessate il fuoco», un tentativo di infiltrazione verso le colline strategiche di Ali Taher. L’intesa fra Washington e Teheran vincola la fine delle ostilità su tutti i fronti proprio al rispetto del cessate il fuoco in Libano; il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha perciò avvertito che se le altre parti non adempiranno ai propri impegni l’intero memorandum sarà a rischio.

In questo clima di rinnovata tensione si sono comunque aperti i colloqui in Svizzera. La delegazione iraniana, guidata dal capo negoziatore e presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, comprende anche funzionari della Banca centrale e del settore petrolifero, segno che fra i dossier sul tavolo vi è la parziale liberazione dei fondi iraniani congelati. Secondo il Pakistan, le discussioni di domenica avranno natura tecnica e saranno affiancate da rappresentanti di Islamabad e Doha. Baghaei ha chiarito che i negoziati per un accordo finale – incluso il programma nucleare – non potranno cominciare fino a quando non saranno attuate le clausole chiave dell’intesa provvisoria. Vance ha espresso cauto ottimismo, affermando che si punta a «fare progressi sulla questione nucleare e sul cessate il fuoco in Libano», ma ha ammesso che la sua permanenza in Svizzera durerà soltanto un giorno o due.

La partita intorno a Hormuz ha immediate ripercussioni sui mercati globali dell’energia e, di riflesso, sulle economie europee. Il passaggio marittimo fra Golfo Persico e Oceano Indiano è un punto di strozzatura da cui transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto scambiati nel mondo; una sua chiusura prolungata farebbe risalire le quotazioni del greggio, già scosse da mesi di conflitto, con effetti diretti sui prezzi di benzina e gas anche in Italia. Bruxelles e Roma osservano con apprensione il fragile intreccio negoziale: la tenuta dell’intesa provvisoria e il ristabilirsi di condizioni di sicurezza nella navigazione dipendono ora dalla capacità dei mediatori di ottenere un cessate il fuoco stabile in Libano e dalla disponibilità delle parti a rispettare il calendario dei 60 giorni previsto dal memorandum.

Divergenza — chi la racconta come
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La Russia avverte che l'accordo USA-Iran è fragile e che lo Stretto di Hormuz è diventato un'arma strategica iraniana, legittimando la chiusura come risposta alla guerra occidentale.

Meccanismoescalation simmetrica

Citando le dichiarazioni di un alto funzionario russo, si presenta la chiusura dello Stretto come una mossa di forza iraniana, equiparandola a un'arma nucleare per simmetria di minaccia.

Omissione

Non menziona gli attacchi israeliani sul Libano come causa scatenante, concentrandosi invece sulla guerra USA-Iran.

RevanscismoScetticismo
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Obama mette in guardia: l'accordo di Trump con l'Iran potrebbe peggiorare la situazione per gli Stati Uniti, richiamando la responsabilità di evitare errori passati.

Meccanismoautorità morale

Utilizzando l'autorità di un ex presidente, si critica l'accordo come potenzialmente dannoso, appellandosi alla prudenza e alla lezione della guerra costosa.

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Non fa riferimento alla chiusura dello Stretto di Hormuz né agli attacchi israeliani sul Libano, concentrandosi solo sull'accordo USA-Iran.

ScetticismoAllarme
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L'India osserva con pragmatismo: il calo del petrolio grezzo migliora i margini delle compagnie statali nonostante le tensioni, riducendo la crisi a un'opportunità di mercato.

Meccanismopragmatismo economico

Basandosi su dati finanziari e analisi di mercato, si riduce la crisi geopolitica a un fattore economico gestibile, normalizzando l'evento come parte del ciclo commerciale.

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