
Teheran minaccia lo Stretto di Ormuz, Mosca vara nuove spese e FIDE sospende la Russia
L'Iran annuncia la chiusura dello Stretto di Ormuz, la FIDE sospende la Russia, Mosca autorizza spese senza limiti e un drone colpisce una raffineria a Krasnodar.
L'Iran ha nuovamente minacciato di chiudere lo Stretto di Ormuz, punto nevralgico per il transito del petrolio mondiale, accusando gli Stati Uniti di aver violato più volte i termini della tregua. Il comando centrale americano ha negato di aver lanciato missili Tomahawk contro sistemi di difesa aerea iraniani, ma la tensione resta altissima. Per l'Europa, dipendente dalle forniture energetiche del Golfo, una chiusura prolungata dello stretto rappresenterebbe un colpo durissimo, con possibili ripercussioni sui prezzi del greggio e sulla stabilità economica del continente.
Sul fronte sportivo, la Federazione Internazionale degli Scacchi (FIDE) ha sospeso la Federazione Scacchistica Russa per non aver rispettato la sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport, che imponeva di cessare le attività nei territori ucraini occupati entro il 9 giugno. I giocatori russi potranno comunque partecipare alle competizioni internazionali, ma la decisione segna un ulteriore isolamento di Mosca nel panorama sportivo globale, in linea con le sanzioni già adottate in altri settori.
In parallelo, la Duma di Stato ha approvato in via d'urgenza una legge che consente al governo di aumentare senza limiti la spesa pubblica attraverso il debito interno, per scongiurare una crisi di bilancio. La misura, voluta dal premier Mikhail Mishustin, è stata adottata in pochi giorni e riflette la pressione crescente sulle finanze russe a causa delle sanzioni occidentali e dell'aumento delle spese militari. Secondo analisti di Bruxelles, questa mossa potrebbe alimentare l'inflazione e indebolire ulteriormente il rublo, con effetti indiretti anche sull'economia europea.
Infine, un attacco con droni ha colpito la raffineria di Ilsky nel territorio di Krasnodar, causando un incendio e danni a un edificio residenziale, con due feriti. L'episodio si inserisce nella serie di incursioni ucraine contro infrastrutture energetiche russe, che stanno diventando sempre più frequenti. Mentre Mosca accusa Kiev di terrorismo, l'escalation militare sembra destinata a proseguire, con possibili ripercussioni sulla sicurezza energetica regionale e sul conflitto in Ucraina.
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