
Sondaggi e primarie: Meloni vola, il Pd arretra, Conte avanti nel campo largo
Se la fotografia del consenso politico in Italia fosse un quadro, oggi mostrerebbe due scene parallele ma divergenti. Da un lato, la destra di governo consolida la propria egemonia con Fratelli d’Italia che, secondo la supermedia Youtrend per Agi, sale al 28,2%, mentre il Partito democratico arretra al 22,4%. Una dinamica che si riflette anche nel sondaggio Only Numbers per Porta a Porta, dove la Meloni guadagna ulteriore terreno, a fronte di un centrodestra che però mostra le prime crepe: Forza Italia cala all’8,6%, la Lega staziona all’8,3%. Dall’altro lato, il centrosinistra fatica a trovare una sintesi. Tra gli elettori della potenziale coalizione, il sondaggio Only Numbers fotografa un primato di Giuseppe Conte (36,9% contro il 32,5% di Elly Schlein) in una corsa a sei che vede lontani Bersani, Renzi, Bonelli e Fratoianni. Una competizione interna che, secondo gli analisti di Bruxelles, rischia di penalizzare la credibilità di un campo già fragile sul piano programmatico, in un momento in cui l’Europa guarda con attenzione alla tenuta istituzionale di un paese chiave per gli equilibri mediterranei.
Sul fronte opposto, gli effetti del referendum sull’autonomia differenziata e le tensioni interne alla maggioranza stanno producendo onde d’urto ancora visibili. Secondo osservatori vicini al governo, i partiti leaderistici come Fratelli d’Italia e la Lega reggono meglio l’urto, ma il Carroccio di Matteo Salvini appare più fragile di quanto lasci trasparire: sotto la patina di stabilità, emergono insofferenze e una strategia politica incerta, alimentate da una leadership messa in discussione. Forza Italia, priva di un comando chiaro, naviga a vista tra l’eredità berlusconiana e le ambizioni di Antonio Tajani, mentre l’intera area governativa ne risente in termini di compattezza.
Guardando avanti, le prossime scadenze elettorali si profilano come un test decisivo. Da una parte, la destra dovrà gestire il successo meloniano senza che si traduca in arroganza o divisioni interne; dall’altra, il campo largo dovrà scegliere se inseguire l’unità a tutti i costi o accettare una leadership chiara, magari proprio quella di Conte. In una prospettiva europea, l’Italia rischia di diventare un laboratorio di polarizzazione: se la frammentazione dovesse persistere, Bruxelles potrebbe trovarsi a fare i conti con un interlocutore politicamente instabile, proprio mentre la stabilità continentale è messa alla prova da tensioni economiche e geopolitiche.
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