
La panchina del Tuono spazza via i sogni di Wembanyama: Oklahoma sul 2-1
San Antonio parte con un parziale di 15-0 ma crolla sotto i 76 punti delle riserve di Oklahoma City. Wembanyama: «Ora si vede di che pasta siamo fatti».
Dopo aver assistito al più fragoroso risveglio di una corazzata, il Frost Bank Center di San Antonio ha riecheggiato le parole di un gigante fragile. Il ritorno in Gara 3 delle finali di conference in Texas – evento che mancava dal 2017 – era stato un sogno: 15-0 in due minuti e mezzo, De’Aaron Fox finalmente in campo, Dylan Harper recuperato. Poi il Thunder ha messo in moto la sua macchina inesorabile, rimontando e imponendosi 123-108, portandosi sul 2-1 nella serie. Il pomeriggio texano si è trasformato nell’ennesima lezione per Victor Wembanyama, che pure aveva firmato 26 punti ma è stato lasciato solo dalle seconde linee.
Secondo la stampa israeliana, la frustrazione del prodigio francese è emersa senza filtri: «Ora scopriremo di che materiale è fatta questa squadra» ha dichiarato, aggiungendo che «è difficile rendere migliori i miei compagni in questo momento» e di dover «lavorare meglio a rimbalzo e nella gestione del gioco». È un’autocritica severa per un ventiduenne appena eletto all’unanimità nel primo quintetto difensivo NBA – mai accaduto prima – e reduce da una Gara 1 da 41 punti e 24 rimbalzi che l’aveva iscritto accanto a Chamberlain, Abdul-Jabbar e Barkley. Eppure, le cronache latinoamericane e arabe concordano nell’indicare il vero spartiacque: i 76 punti della panchina di Oklahoma City, record in una finale di conference o NBA dal 1971, contro i miseri 23 dei rincalzi degli Spurs.
Il volto di quella valanga è stato Jared McCain, che con 24 punti si è preso una rivincita silenziosa contro Daryl Morey, l’executive che lo cedette da Philadelphia: «Non cerco di smentire nessuno – ha detto – preferisco dare ragione a chi ha creduto in me». Accanto a lui, Jaylin Williams (18 punti) e un Alex Caruso da 15, mentre Shai Gilgeous-Alexander amministrava con 26 punti e 12 assist. La cronaca del Clarín sottolinea che il Thunder non aveva nemmeno Jalen Williams, eppure ha surclassato gli Spurs con una coralità che ricorda la Golden State delle annate d’oro, quella che proprio nel 2017 spezzò i sogni di San Antonio.
Adesso Gara 4 incombe con l’ombra dell’infortunio. Fox ha aggravato la distorsione alla caviglia destra che l’aveva tenuto fuori dalle prime due partite, e il suo stesso sconforto («quando un vantaggio così evapora in fretta pensi: accidenti») racconta lo shock di una squadra giovane. Anthony Edwards, che Wembanyama lo ha affrontato in semifinale, ha recentemente spiegato quanto sia frustrante tirare contro un braccio che raggiunge i 2,57 metri d’altezza. Ma per vincere una serie contro i campioni in carica, al fenomeno di San Antonio non basterà allungare le mani: servirà che l’intero gruppo dimostri di essere «di quella pasta» capace di ribaltare il destino. Se non lo farà domenica, il trono dell’Ovest potrebbe già essere assegnato.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa israeliana | −0.20 | neutral |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
Nonostante una partenza devastante degli Spurs e i 26 punti di Victor Wembanyama, il Thunder di Oklahoma City ha rimontato uno svantaggio di 15 punti grazie alla profondità della panchina e a Shai Gilgeous-Alexander. La stella francese continua a stupire, ma la difesa del titolo prevale.
Victor Wembanyama riflette sulla sconfitta, sottolineando la necessità di scoprire la vera natura della squadra. Ammette le proprie difficoltà nel rendere migliori i compagni, ma guarda al futuro come un'opportunità di crescita per un gruppo giovane.
Il Thunder di Oklahoma City ha ribaltato un deficit di 15 punti grazie a una panchina dominante che ha superato quella degli Spurs 76-23. Shai Gilgeous-Alexander ha segnato 26 punti e distribuito 12 assist, portando la serie sul 2-1.
Il Thunder ha vinto 123-108 grazie alla prestazione della panchina, con Jared McCain (24 punti) e Jaylin Williams (18). Shai Gilgeous-Alexander ha guidato la rimonta con 26 punti, portando Oklahoma City avanti 2-1 nella serie.
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