
Toscana in fiamme, evacuate migliaia di persone: l’Europa si mobilita contro gli incendi
Il rogo che da giorni divora il Monte Faeta, tra le province di Lucca e Pisa, ha costretto all’evacuazione oltre tremila residenti, mentre i vigili del fuoco italiani lottano senza sosta contro le fiamme alimentate da forti raffiche di vento. Secondo il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani, le condizioni climatiche notturne hanno aggravato l’inferno, estendendo il fronte su più di ottocento ettari di macchia mediterranea e bosco. Le autorità locali riferiscono che circa sette chilometri quadrati di foresta sono già stati distrutti, e l’ipotesi più accreditata sull’origine del disastro è quella di un incidente: un agricoltore avrebbe bruciato rami d’olivo, perdendo poi il controllo delle braci.
Per fronteggiare l’emergenza, sono stati mobilitati decine di pompieri, supportati da aerei e elicotteri, mentre molti degli sfollati, circa tremilacinquecento, hanno potuto far ritorno nelle proprie abitazioni solo dopo che il vento ha iniziato a calare. Ma la crisi non si esaurisce in Italia: a centinaia di chilometri di distanza, l’Olanda è alle prese con incendi scoppiati in campi di tiro militari, a Harde, Oirschot e Weert, che hanno divorato oltre centotrenta ettari di terreno. Le risorse olandesi, messe a dura prova, hanno richiesto l’attivazione del meccanismo europeo di protezione civile: la Francia ha inviato quarantuno uomini del corpo di sicurezza civile e dieci automezzi, mentre la Germania ha offerto supporto logistico.
Dal punto di vista di Bruxelles, questi due eventi rappresentano un banco di prova per la solidarietà continentale, ma anche un campanello d’allarme sulla frequenza e l’intensità degli incendi boschivi in Europa. Per gli analisti ambientali, l’estate 2024 si conferma tra le più calde mai registrate, con ondate di calore che essiccano la vegetazione e moltiplicano i focolai. L’Italia, già segnata da roghi in Liguria e Sicilia nei mesi precedenti, si trova ora a fare i conti con un fenomeno che non è più eccezionale, ma strutturale.
La sfida, per il governo di Roma e per l’Unione nel suo insieme, è duplice: da un lato potenziare i mezzi di spegnimento e la prevenzione territoriale, dall’altro ripensare la gestione del paesaggio rurale e forestale, dove il confine tra attività umane e rischio incendi si fa sempre più sottile. In attesa che i venti cedano del tutto, la Toscana trattiene il fiato, mentre l’Europa intera guarda a queste fiamme come a un segnale inequivocabile di un clima che cambia.
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