
Sinner a caccia del record impossibile: a Madrid sfida Zverev per il quinto Masters 1000 di fila
Jannik Sinner non si ferma. Il numero uno del mondo ha raggiunto la finale del Masters 1000 di Madrid superando in due set il francese Arthur Fils (6-2, 6-4) e allungando la sua striscia di vittorie consecutive a ventidue. Per l’azzurro, che a soli ventiquattro anni ha già collezionato la trecentocinquantesima vittoria in carriera, si tratta della quarta finale stagionale consecutiva, la quinta se si considerano solo i tornei di categoria 1000. Un dato che colloca Sinner in una dimensione riservata fino a oggi ai soli Nadal e Djokovic: nessuno, prima di lui, era mai riuscito a disputare cinque finali di fila in questi appuntamenti, e domenica, contro il tedesco Alexander Zverev, proverà a trasformarle in cinque titoli consecutivi, impresa mai riuscita a nessun giocatore nella storia del circuito.
Secondo gli analisti di Bruxelles, però, l’ostacolo non è banale. Zverev arriva all’appuntamento con il morale ritrovato: dopo aver perso cinque semifinali consecutive nel 2026, tutte proprio contro Sinner, il tedesco ha finalmente sfondato il muro battendo il belga Alexander Blockx 6-2, 7-5. Per il numero tre del mondo, che a Madrid ha già vinto due titoli (2018 e 2021), si tratta della quarta finale nella capitale spagnola, un palcoscenico che conosce bene. Il suo tennis potente e la confidenza con la terra rossa, uniti alla voglia di interrompere una serie negativa che dura da otto sconfitte consecutive contro l’altoatesino, potrebbero rendere la partita più combattuta delle recenti semifinali.
Nell’ottica di Pechino e di Parigi, la sfida assume contorni ancora più ampi. La finale di Madrid arriva a meno di un mese dal Roland Garros, dove l’assenza di Carlos Alcaraz – fermo per un infortunio al polso che, secondo i media spagnoli, potrebbe tenerlo lontano dai campi per tre-sei mesi – apre uno scenario inedito. Il maiorchino, che lo scorso anno aveva rimontato proprio Sinner in un epico finale parigino, non sarà a difendere il titolo. La prospettiva, per l’azzurro, è quella di diventare il grande favorito anche sulla terra: un dominio che, un anno fa, pareva ancora lontano. Ma la prudenza è d’obbligo, come ricordano le agenzie di stampa arabe: Zverev è avversario ostico, capace di alzare il livello nei momenti decisivi, e la finale di Madrid sarà il quarto confronto diretto del 2026 tra i due, tutti finora vinti da Sinner senza cedere un set.
Lo sconforto di Fils, che dopo la sconfitta ha confessato di doversi abituare alla velocità della palla di Sinner, «diversa da tutti gli altri», è la misura di quanto l’italiano stia imponendo un ritmo inedito al circuito. Il francese, reduce dal trionfo a Barcellona e considerato uno dei talenti più promettenti del nuovo corso, è stato letteralmente travolto nel primo set, dove ha concesso due break e vinto appena due giochi. Nel secondo ha alzato il livello, ma Sinner ha risposto con la consueta solidità mentale, annullando ogni chance di ritorno con un rovescio parallelo da manuale. La finale di domenica, in programma alle 17 sul Manolo Santana Stadium, non è solo un appuntamento con la storia del tennis: è anche la misura della capacità di Sinner di trasformare una striscia di successi in un’era. Se la conquista di cinque Masters 1000 consecutivi fosse completata, il nome dell’italiano entrerebbe in una categoria che, fino a oggi, non ha avuto padroni.
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