
Delcy Rodríguez condiziona il voto: elezioni solo quando il paese sarà pronto
La presidente incaricata del Venezuela subordina il ritorno alle urne a un'intesa tra tutti gli attori politici, mentre a Caracas si apre un dialogo senza María Corina Machado.
In un'intervista alla rivista statunitense Time, la presidente incaricata del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha dichiarato che il paese terrà elezioni soltanto quando sarà «pronto», subordinando il voto a un accordo tra tutti gli attori politici. «Venezuela celebrará elecciones cuando esté lista. Ese momento llegará cuando todos los actores políticos del país lleguen a un entendimiento», ha affermato, secondo quanto riportato da Los Andes e El Espectador. Rodríguez ha inoltre riconosciuto che il maggior errore di Nicolás Maduro è stato «non essere stato più aperto geopoliticamente», giustificando così il riavvicinamento in corso con gli Stati Uniti.
Sulla possibilità del ritorno di María Corina Machado, Rodríguez ha evitato una risposta diretta, limitandosi a dichiarare che «dobbiamo avanzare verso una nuova era politica». Intanto, sabato scorso è iniziato a Caracas un dialogo politico tra il governo ad interim e una parte dell'opposizione sostenuta da Washington, ma senza la partecipazione di Machado, che ha preso le distanze dal processo. Secondo quanto riferito da Le Devoir, l'opposizione rivendica la vittoria di Edmundo González alle presidenziali del 2024 e denuncia una frode elettorale. Il dialogo è condotto da Jorge Rodríguez, presidente dell'Assemblea nazionale e fratello della presidente incaricata, e da Dinorah Figuera, esponente dell'opposizione che ha vinto la maggioranza parlamentare nel 2015, poi invalidata da Maduro.
Secondo osservatori citati da Le Devoir, il dialogo è «imposto da Washington», che avrebbe bisogno di accordi fondamentali per reistituzionalizzare il paese. La base chavista si mostra insoddisfatta. Rodríguez ha anche parlato di cooperazione con gli Stati Uniti su narcotraffico e crimine organizzato, menzionando l'operazione congiunta che a giugno ha portato alla morte del leader del Tren de Aragua. In un passaggio dell'intervista, ha negato di aver ceduto sovranità, affermando di sperare che il Venezuela non diventi «un pedone dell'agenda politica di nessun altro paese».
L'intervista arriva sette mesi dopo la cattura di Maduro da parte delle forze statunitensi il 3 gennaio, e il suo trasferimento a New York in attesa di un processo federale per narcoterrorismo, la cui data d'inizio è stata fissata al 1° giugno 2027. Rodríguez ha raccontato di aver ricevuto un ultimatum dal segretario di Stato Marco Rubio: accettare le richieste americane o subire una pressione militare sostenuta. Da allora, ha avviato un riavvicinamento con Washington, con visite di alti funzionari e il ritorno di compagnie petrolifere statunitensi. Il dialogo politico rappresenta il prossimo passo, ma le parti non hanno ancora fornito dettagli su luogo, calendario o dinamica del processo. Il Dipartimento di Stato americano ha appoggiato l'iniziativa, indicando che all'ordine del giorno ci saranno la ricostruzione delle istituzioni democratiche, il rafforzamento dell'organismo elettorale e le garanzie per la partecipazione politica.
| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa arabo levante-Maghreb | 0.00 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.70 | critical |
Delcy Rodríguez defends herself against accusations of ceding sovereignty and justifies her strategy of opening to the US as necessary for peace and welfare.
The Latin American press reports the leader's statements without contradiction, creating a frame of legitimacy through direct quotation and absence of counter-narratives.
The Latin American bloc omits the context of the US military operation that captured Maduro and the exclusion of Maria Corina Machado from the dialogue, which would destabilize the frame of a sovereign decision.
Chile and Venezuela announce the resumption of consular relations, a first step towards full normalization of bilateral ties.
The Arab press presents the agreement as a fait accompli, using diplomatic language and citing official sources to confirm the news's credibility.
The Arab bloc omits the political context of Delcy Rodríguez's conditional elections and the US role in Maduro's capture, which would complicate the narrative of simple diplomatic normalization.
The Venezuelan dialogue is a farce under Trump's control, without the real opposition represented by Machado.
The Atlantic press uses Machado's absence as proof of lack of legitimacy, and emphasizes US control to delegitimize the process.
The Atlantic bloc omits the fact that Chile restored consular relations with Venezuela, which could be seen as a sign of normalization and acceptance of the current government, and Delcy Rodríguez's own justifications that would add nuance.
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