
Zelensky chiede a Trump di autorizzare Starlink per colpire in Russia
Il presidente ucraino ha proposto di usare la rete satellitare di Elon Musk per guidare droni su obiettivi russi, ma Trump non si è impegnato.
Durante l’incontro a porte chiuse alla Casa Bianca il 28 luglio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto a Donald Trump di autorizzare l’uso della rete satellitare Starlink per guidare attacchi di droni su obiettivi in territorio russo. Lo riporta The Atlantic, citando tre funzionari a conoscenza dei colloqui. Trump non ha dato una risposta definitiva, limitandosi a dire che avrebbe valutato la richiesta e ne avrebbe discusso con il proprietario di SpaceX, Elon Musk.
Secondo le fonti, Zelensky ha motivato la richiesta con la necessità di colpire le batterie mobili di missili balistici russi prima del lancio, riducendo la dipendenza dai costosi intercettori Patriot, le cui scorte – come riferito dall’AGI – si sono ridotte dopo lo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. “Invece di abbattere frecce, abbatteremo arcieri”, ha spiegato al The Atlantic Denis Shtilerman, cofondatore dell’azienda ucraina Fire Point. L’obiettivo è proteggere la rete energetica ucraina in vista dell’inverno, quando Mosca potrebbe intensificare i bombardamenti.
La decisione finale spetta a Trump, che – secondo un interlocutore del The Atlantic – valuterà se l’iniziativa possa accelerare la fine del conflitto o rappresentare un’escalation. Un funzionario ucraino ha osservato che utilizzare tecnologia americana su suolo russo per distruggere sistemi di difesa aerea o lanciamissili sarebbe “un passo ostile”, la cui reazione di Mosca è imprevedibile. Inoltre, Elon Musk, che finora ha limitato l’uso di Starlink all’Ucraina e alla zona del conflitto, ha rifiutato un incontro diretto con Zelensky durante la visita a Washington.
Il tema dei Patriot è stato centrale anche nella conversazione telefonica tra Zelensky e il vicepresidente J.D. Vance, che ha fatto seguito all’incontro. Kiev ha proposto di avviare la produzione su licenza dei sistemi, ma la produzione di massa richiederebbe anni. Nel frattempo, l’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, che aveva un rapporto diretto con Musk, aveva già ottenuto una promessa condizionata: il via libera all’uso offensivo di Starlink “se Trump desse istruzioni in tal senso”. Dopo le sue dimissioni, il canale di dialogo si è interrotto.
| Stampa russa e CSI | −0.60 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
La Russia riproietta la richiesta ucraina come prova della natura aggressiva di Kiev, chiedendo alla comunità internazionale di riconoscere la minaccia.
Viene enfatizzata la mancanza di risposta chiara di Trump e il rifiuto di Musk per suggerire che la richiesta è irragionevole e pericolosa.
Omette il contesto dell'aggressione russa e la necessità per l'Ucraina di difendersi, concentrandosi esclusivamente sulla dimensione offensiva.
L'Europa mantiene un tono neutrale, riferendo i fatti senza prendere posizione, ma sottolineando il contesto diplomatico e le necessità di difesa ucraina.
Si utilizzano fonti anonime e si riportano le dichiarazioni ufficiali per creare un resoconto equilibrato che non attribuisce colpe.
Omette la caratterizzazione della richiesta come un'escalation, presente nella stampa russa, e non discute le implicazioni per il conflitto.
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