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Aeroporti europei in tilt per i controlli biometrici, le compagnie chiedono a Bruxelles la sospensione estiva

Code fino a cinque ore e aerei che decollano semivuoti spingono gli operatori a invocare un freno d’emergenza al nuovo sistema digitale di frontiera, mentre l’Italia lancia l’allarme per Fiumicino e Ciampino.

Le principali associazioni europee del trasporto aereo – ACI Europe, Airlines 4 Europe e Iata – hanno chiesto formalmente alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen di autorizzare la sospensione temporanea del nuovo sistema biometrico di ingresso e uscita (EES) durante i mesi di luglio e agosto. La richiesta, contenuta in una lettera resa nota dalla stampa internazionale, è motivata da code che raggiungono le cinque ore ai varchi di frontiera e da voli partiti con gli aerei riempiti solo a metà perché centinaia di passeggeri restano bloccati ai controlli. Secondo i firmatari, il sistema, divenuto pienamente operativo lo scorso 10 aprile, ha già raggiunto un «punto critico» e rischia di aggravarsi con l’arrivo di circa quaranta milioni di viaggiatori supplementari nel pieno della stagione turistica.

La posizione delle compagnie e dei gestori aeroportuali è netta: chiedono di poter «sospendere completamente» le verifiche digitali ogni volta che il flusso di passeggeri superi la capacità operativa delle postazioni di frontiera, e di introdurre dopo settembre un meccanismo permanente di flessibilità per circostanze eccezionali chiaramente definite. L’allarme ha trovato una sponda particolarmente sensibile in Italia, dove l’amministratore delegato di Aeroporti di Roma, Marco Troncone, ha valutato il rischio di collasso degli scali di Fiumicino e Ciampino con un punteggio di «otto o nove su dieci». Anche a Milano Bergamo e in altri hub del continente si sono registrate attese di ore, con passeggeri costretti a sostare all’esterno dei terminal. La Grecia ha già sospeso i controlli biometrici per i viaggiatori britannici fino a settembre, mentre la polizia francese aveva temporaneamente alleggerito le procedure nel porto di Dover a maggio.

Nell’ottica delle istituzioni europee, l’EES rappresenta un tassello della digitalizzazione delle frontiere esterne, pensato per sostituire i timbri cartacei con la registrazione elettronica di ingressi e uscite dei cittadini extra-Ue, incrociando dati biometrici come impronte digitali e scansione del volto. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la sicurezza, contrastare i soggiorni irregolari e rendere più efficiente la verifica della regola dei novanta giorni su centottanta. Tuttavia, secondo gli analisti di Bruxelles, l’implementazione ha incontrato difficoltà tecniche e di organico che la Commissione stessa ha riconosciuto in un incontro con ACI Europe già ad aprile, senza però accogliere la richiesta di una sospensione generalizzata. Il sistema si inserisce in un’architettura più ampia che prevede, entro la fine del 2026, l’avvio dell’ETIAS, l’autorizzazione elettronica preventiva per i viaggiatori esenti da visto, destinata a estendere il pre-filtraggio degli ingressi.

Per i viaggiatori extra-europei, e in particolare per quelli provenienti da Paesi che necessitano di visto Schengen come l’Algeria, le nuove procedure digitali comportano un inasprimento di fatto dei controlli: ogni superamento dei termini di soggiorno o incongruenza documentale sarà rilevato automaticamente e potrà compromettere le richieste future. Sul piano politico, il dossier approderà il 4 giugno al Consiglio Giustizia e Affari interni, dove i ministri dell’Interno dell’Unione discuteranno lo stato di Schengen e le priorità per il biennio 2026-2027, con l’intenzione di confermare la spinta verso l’armonizzazione e la digitalizzazione dei controlli. La Commissione è ora chiamata a rispondere alla lettera delle associazioni prima che il picco estivo trasformi le criticità tecniche in una crisi di sistema per l’intera connettività aerea del continente.

Divergenza — chi la racconta come
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3 blocchi · posizioni da 0.00 a 0.00
CriticoFavorevole
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La notizia non è stata coperta da nessuno dei blocchi analizzati (russa, europea_continentale, atlantica).
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Il blocco non ha trattato la notizia, quindi non è possibile identificare una tecnica retorica.

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Aeroporti europei in tilt per i controlli biometrici, le compagnie chiedono a Bruxelles la sospensione estiva

Code fino a cinque ore e aerei che decollano semivuoti spingono gli operatori a invocare un freno d’emergenza al nuovo sistema digitale di frontiera, mentre l’Italia lancia l’allarme per Fiumicino e Ciampino.

Le principali associazioni europee del trasporto aereo – ACI Europe, Airlines 4 Europe e Iata – hanno chiesto formalmente alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen di autorizzare la sospensione temporanea del nuovo sistema biometrico di ingresso e uscita (EES) durante i mesi di luglio e agosto. La richiesta, contenuta in una lettera resa nota dalla stampa internazionale, è motivata da code che raggiungono le cinque ore ai varchi di frontiera e da voli partiti con gli aerei riempiti solo a metà perché centinaia di passeggeri restano bloccati ai controlli. Secondo i firmatari, il sistema, divenuto pienamente operativo lo scorso 10 aprile, ha già raggiunto un «punto critico» e rischia di aggravarsi con l’arrivo di circa quaranta milioni di viaggiatori supplementari nel pieno della stagione turistica.

La posizione delle compagnie e dei gestori aeroportuali è netta: chiedono di poter «sospendere completamente» le verifiche digitali ogni volta che il flusso di passeggeri superi la capacità operativa delle postazioni di frontiera, e di introdurre dopo settembre un meccanismo permanente di flessibilità per circostanze eccezionali chiaramente definite. L’allarme ha trovato una sponda particolarmente sensibile in Italia, dove l’amministratore delegato di Aeroporti di Roma, Marco Troncone, ha valutato il rischio di collasso degli scali di Fiumicino e Ciampino con un punteggio di «otto o nove su dieci». Anche a Milano Bergamo e in altri hub del continente si sono registrate attese di ore, con passeggeri costretti a sostare all’esterno dei terminal. La Grecia ha già sospeso i controlli biometrici per i viaggiatori britannici fino a settembre, mentre la polizia francese aveva temporaneamente alleggerito le procedure nel porto di Dover a maggio.

Nell’ottica delle istituzioni europee, l’EES rappresenta un tassello della digitalizzazione delle frontiere esterne, pensato per sostituire i timbri cartacei con la registrazione elettronica di ingressi e uscite dei cittadini extra-Ue, incrociando dati biometrici come impronte digitali e scansione del volto. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la sicurezza, contrastare i soggiorni irregolari e rendere più efficiente la verifica della regola dei novanta giorni su centottanta. Tuttavia, secondo gli analisti di Bruxelles, l’implementazione ha incontrato difficoltà tecniche e di organico che la Commissione stessa ha riconosciuto in un incontro con ACI Europe già ad aprile, senza però accogliere la richiesta di una sospensione generalizzata. Il sistema si inserisce in un’architettura più ampia che prevede, entro la fine del 2026, l’avvio dell’ETIAS, l’autorizzazione elettronica preventiva per i viaggiatori esenti da visto, destinata a estendere il pre-filtraggio degli ingressi.

Per i viaggiatori extra-europei, e in particolare per quelli provenienti da Paesi che necessitano di visto Schengen come l’Algeria, le nuove procedure digitali comportano un inasprimento di fatto dei controlli: ogni superamento dei termini di soggiorno o incongruenza documentale sarà rilevato automaticamente e potrà compromettere le richieste future. Sul piano politico, il dossier approderà il 4 giugno al Consiglio Giustizia e Affari interni, dove i ministri dell’Interno dell’Unione discuteranno lo stato di Schengen e le priorità per il biennio 2026-2027, con l’intenzione di confermare la spinta verso l’armonizzazione e la digitalizzazione dei controlli. La Commissione è ora chiamata a rispondere alla lettera delle associazioni prima che il picco estivo trasformi le criticità tecniche in una crisi di sistema per l’intera connettività aerea del continente.

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