
Alckmin inaugura a Suape il primo terminal container elettrificato dell’America Latina
Il vicepresidente brasiliano promette di sbloccare la ferrovia Transnordestina, mentre Cina e Indonesia accelerano su bus elettrici e cemento per i mercati globali.
Il Brasile ha tagliato un traguardo simbolico per la logistica sostenibile dell’America Latina. A Ipojuca, nel complesso portuale di Suape, il vicepresidente Geraldo Alckmin ha inaugurato il primo terminal per container interamente elettrificato della regione. L’infrastruttura, realizzata dalla divisione APM Terminals del gruppo danese A.P. Moller-Maersk con un investimento superiore a 2 miliardi di real, amplia del 55% la capacità del porto pernambucano e potrà movimentare fino a 400mila TEU all’anno nella fase iniziale. Alla cerimonia erano presenti la governatrice Raquel Lyra, il ministro dei Porti Tomé Franca e l’ambasciatrice danese, a testimonianza di una cooperazione internazionale che punta a fare di Suape un hub a zero emissioni per le rotte atlantiche.
Sullo stesso palco, Alckmin ha rilanciato la promessa di completare la ferrovia Transnordestina, opera strategica per collegare l’entroterra del Sertão al porto. Il ramo tra Salgueiro e Suape, restituito nel 2022 dalla concessionaria privata e oggi progetto pubblico, è fermo da maggio per una sospensione del Tribunale dei Conti dell’Unione (TCU), che esige studi di fattibilità aggiornati. “Lavoreremo con il TCU per liberare al più presto il cantiere”, ha dichiarato il vicepresidente, secondo fonti brasiliane. La ferrovia è considerata essenziale per drenare verso il nuovo terminal le produzioni agricole e minerarie del Nordest, una regione che punta a trasformare la propria marginalità logistica in vantaggio competitivo.
L’attenzione alla mobilità pulita attraversa l’intero continente. Nell’ottica di Pechino, la consegna di 121 autobus elettrici a Copiapó, in Cile, trasformerà la città nella prima del Sudamerica con un trasporto pubblico completamente a zero emissioni. L’operazione, avviata a metà 2025, consolida l’influenza cinese nei progetti infrastrutturali latinoamericani, dalla mobilità urbana all’energia, e mostra come la competizione per la decarbonizzazione passi anche attraverso l’esportazione di tecnologia. Per l’Europa, che ha già investito massicciamente nell’elettrificazione del trasporto pubblico, l’iniziativa rappresenta un promemoria della rapidità con cui Pechino sta occupando spazi commerciali e geopolitici in aree tradizionalmente vicine agli interessi occidentali.
Il quadro globale si arricchisce di un tassello dal Sud-est asiatico. L’indonesiana Semen Indonesia (SIG) ha inaugurato a Tuban, Giava Orientale, un nuovo terminal di esportazione capace di gestire un milione di tonnellate di cemento all’anno, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere il mercato statunitense. Secondo analisti di Giacarta, l’espansione segna un salto di qualità per l’industria cementiera nazionale, che cerca sbocchi oltre la domanda interna per competere con i grandi esportatori globali. Sebbene l’impatto diretto sull’Italia sia contenuto, il ridisegno delle catene di fornitura delle materie prime edilizie può influenzare i prezzi e le strategie dei gruppi europei attivi nel Mediterraneo e nelle Americhe.
La convergenza di questi tre episodi – il terminal elettrificato brasiliano, i bus cinesi in Cile, il cemento indonesiano verso gli Stati Uniti – disegna un’architettura multipolare della sostenibilità. Il Brasile, se riuscirà a sbloccare la Transnordestina, potrà offrire un corridoio intermodale a basse emissioni capace di attrarre armatori europei sempre più vincolati agli obiettivi climatici. Al tempo stesso, la penetrazione cinese nella mobilità elettrica latinoamericana e l’attivismo commerciale del Sud-est asiatico ricordano che la transizione verde è anche un terreno di competizione industriale, dove l’Europa deve misurarsi non solo con i propri standard, ma con la capacità di proporre partnership credibili a un Sud globale in cerca di infrastrutture moderne.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.50 | critical |
|---|---|---|
| Stampa cinese | +0.40 | aligned |
| Stampa europea continentale | +0.60 | aligned |
L'annuncio del vicepresidente brasiliano che la ferrovia Transnordestina attende solo il via libera della Corte dei Conti ha sollevato perplessità tra i sostenitori della disciplina fiscale. Il progetto, già sospeso per dubbi di sostenibilità economica, viene rilanciato nonostante le incognite sui rendimenti. L'inaugurazione di un terminal completamente elettrico, finanziato da capitali danesi, offre invece un esempio di efficienza privata.
La spinta del Brasile a completare il collegamento ferroviario Transnordestina si inserisce nella crescente domanda di infrastrutture logistiche per sbloccare le esportazioni agricole e minerarie. Il nuovo terminal completamente elettrico di Suape, pur gestito da un operatore europeo, incarna il tipo di modernizzazione verde che gli investitori cinesi stanno promuovendo in tutta l'America Latina. Il destino del progetto dipende ora da un'unica approvazione regolatoria, un collo di bottiglia che i progetti finanziati dalla Cina spesso aiutano a superare.
Con l'inaugurazione del primo terminal container completamente elettrificato dell'America Latina, gli standard europei di ingegneria e sostenibilità hanno raggiunto il nord-est del Brasile. Il gruppo danese Maersk ha consegnato un progetto che non solo amplia la capacità portuale del 55%, ma stabilisce anche un punto di riferimento per la logistica a zero emissioni. Il progetto ferroviario parallelo, ancora in attesa del via libera della Corte dei Conti, sottolinea il ritmo disomogeneo della modernizzazione nella regione.
Allarga lo sguardo
Washington revoca il visto all’ambasciatrice brasiliana: scontro diplomatico a due mesi dal voto
3 lingue · 43 testate
Da TechnologyL’amministrazione Trump esenta i modelli open-weight cinesi dai nuovi test di sicurezza sull’IA
3 lingue · 11 testate
Da Science & HealthLa FDA approva il primo vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna per gli over 50
3 lingue · 11 testate