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Economia e Mercatisabato 4 luglio 2026

Argentina, il balzo del dollaro mette alla prova la disinflazione

Il rincaro del 6,5% a giugno, il più forte dalle presidenziali, mentre i salari recuperano solo in parte e le tariffe erodono il reddito disponibile

Nel mese di giugno, il mercato valutario argentino ha registrato una scossa: il peso si è deprezzato del 6,5% rispetto al dollaro, l’aumento mensile più marcato dalla corsa che precedette le elezioni dello scorso anno. Questo movimento, per gli osservatori di Buenos Aires, rappresenta un test concreto per il pilastro della disinflazione del governo Milei, che sinora aveva puntato su un cambio stabile per raffreddare l’indice dei prezzi. La banca centrale è intervenuta modificando il proprio strumentario: non con vendite dirette nel mercato a pronti, ma riducendo l’esposizione in futures e vendendo titoli dollar-linked, nel tentativo di smussare la pendenza del deprezzamento senza innescare un pass-through immediato sui prezzi.

Parallelamente, il quadro macro presenta segnali contrastanti. I salari del settore privato registrato hanno mostrato in aprile un recupero reale dell’1,4% su base mensile, beneficiando del rallentamento dell’inflazione. Tuttavia, secondo le stime degli analisti locali, il potere d’acquisto resta inferiore del 3% rispetto ai livelli di fine 2025, e il dato aggregato nasconde profonde disparità: mentre i redditi informali hanno registrato una tenuta, i salari pubblici e il minimo vitale sono crollati in termini reali, rispettivamente del 17% e quasi del 40% dall’avvio della presidenza Milei. A comprimere ulteriormente il bilancio delle famiglie hanno contribuito gli aumenti delle bollette di gas, elettricità e trasporti, la cui incidenza sul reddito medio è quasi raddoppiata dal 4,3% al 10,8%, e raggiunge il 22% per i nuclei più poveri.

Al livello produttivo, si va delineando una “economia a due velocità”. Mentre l’agroindustria, l’energia e l’estrazione mineraria beneficiano della domanda globale e di riforme strutturali, l’industria manifatturiera ha perso il 13% e l’edilizia il 12% dall’inizio della nuova amministrazione, con il mercato del lavoro che registra 216.000 posti formali in meno e un’informalità salita al 44,2%. In Brasile, dove l’industria ha registrato a maggio una flessione mensile dello 0,2%, gli esperti di Rio de Janeiro parlano di una “interruzione momentanea” dopo quattro rialzi consecutivi, evidenziando come la combinazione tra tassi elevati e debolezza della domanda interna sia un freno diffuso in America Latina.

In questo scenario, la percezione di un dollaro “a buon mercato” sta spingendo i risparmiatori a rivolgersi alla valuta statunitense, alimentando un processo di dolarizzazione che, secondo l’ex viceministro dell’Economia Orlando Ferreres, ricorda la dinamica della “tablita” attuata da Martínez de Hoz alla fine degli anni Settanta. L’attrattiva del carry trade potrebbe alimentare ulteriori pressioni sul cambio, mentre gli investitori restano cauti in vista delle scadenze elettorali: la continuità delle politiche economiche dopo il 2027 è la variabile chiave per il rimpatrio dei capitali e il rilancio degli investimenti produttivi. Il banco di prova immediato sarà la capacità dell’esecutivo di gestire l’assestamento del peso senza vanificare la discesa dell’inflazione, ora attorno al 2% mensile, e di dare segnali credibili di apertura agli investimenti. I prossimi accordi salariali di luglio-agosto e l’evolversi della liquidità del mercato dei cambi offriranno indicazioni sulla tenuta del modello.

Divergenza — chi la racconta come
10%Bassa
2 blocchi · posizioni da −0.20 a 0.00
CriticoFavorevole
LATEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana−0.20neutral
Stampa europea continentale0.00neutral
Stampa latinoamericana−0.20
Voce

L'Argentina affronta un test di stress sulla sua architettura di disinflazione, con rischi crescenti per la sostenibilità del cambio.

Meccanismogerarchia di minacce

La narrazione accumula fattori di rischio (dollaro forte, calo delle riserve, freno agli investimenti) per creare un senso di prova imminente, alternando dati macro a testimonianze di economisti.

Omissione

Omette la prospettiva di lungo termine del piano di Milei, concentrandosi sulle tensioni immediate.

AllarmePragmatismoVoci divise
Stampa europea continentale0.00
Voce

I consumatori europei imparano a difendere il potere d'acquisto con strategie individuali, senza considerare i macro-shock globali.

Meccanismouniversalizzazione

Universalizza il problema dell'inflazione, presentandolo come una sfida personale gestibile con consigli pratici, cancellando le differenze macroeconomiche tra paesi.

Omissione

Non menziona la crisi argentina né le politiche di Milei, suggerendo che l'inflazione sia un fenomeno globale gestibile a livello micro.

DistaccoPragmatismo
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Il principe Ali accusa Infantino di ricatto: «Premi negati, la FIFA ci ha chiesto il voto»·Eaton Fire: l’incendio che uccise 19 persone fu innescato da una torre elettrica fuori servizio·Washington prepara il divieto di importazione dei transceiver ottici cinesi per i data center·Eclissi solare totale il 12 agosto: la fascia di totalità tocca Spagna, Islanda e Groenlandia·La siccità del Danubio porta a galla relitti nazisti e fossili, mentre l’energia nucleare vacilla·El Niño si rafforza: piogge torrenziali in arrivo su Argentina e Sud America·Il bias di conferma: perché cerchiamo solo ciò che già crediamo·Iran, impennata di esecuzioni e condanne a morte: la campagna 'No all'impiccagione' entra nella 132ª settimana·Il principe Ali accusa Infantino di ricatto: «Premi negati, la FIFA ci ha chiesto il voto»·Eaton Fire: l’incendio che uccise 19 persone fu innescato da una torre elettrica fuori servizio·Washington prepara il divieto di importazione dei transceiver ottici cinesi per i data center·Eclissi solare totale il 12 agosto: la fascia di totalità tocca Spagna, Islanda e Groenlandia·La siccità del Danubio porta a galla relitti nazisti e fossili, mentre l’energia nucleare vacilla·El Niño si rafforza: piogge torrenziali in arrivo su Argentina e Sud America·Il bias di conferma: perché cerchiamo solo ciò che già crediamo·Iran, impennata di esecuzioni e condanne a morte: la campagna 'No all'impiccagione' entra nella 132ª settimana·
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sabato 4 luglio 2026

Argentina, il balzo del dollaro mette alla prova la disinflazione

Il rincaro del 6,5% a giugno, il più forte dalle presidenziali, mentre i salari recuperano solo in parte e le tariffe erodono il reddito disponibile

Nel mese di giugno, il mercato valutario argentino ha registrato una scossa: il peso si è deprezzato del 6,5% rispetto al dollaro, l’aumento mensile più marcato dalla corsa che precedette le elezioni dello scorso anno. Questo movimento, per gli osservatori di Buenos Aires, rappresenta un test concreto per il pilastro della disinflazione del governo Milei, che sinora aveva puntato su un cambio stabile per raffreddare l’indice dei prezzi. La banca centrale è intervenuta modificando il proprio strumentario: non con vendite dirette nel mercato a pronti, ma riducendo l’esposizione in futures e vendendo titoli dollar-linked, nel tentativo di smussare la pendenza del deprezzamento senza innescare un pass-through immediato sui prezzi.

Parallelamente, il quadro macro presenta segnali contrastanti. I salari del settore privato registrato hanno mostrato in aprile un recupero reale dell’1,4% su base mensile, beneficiando del rallentamento dell’inflazione. Tuttavia, secondo le stime degli analisti locali, il potere d’acquisto resta inferiore del 3% rispetto ai livelli di fine 2025, e il dato aggregato nasconde profonde disparità: mentre i redditi informali hanno registrato una tenuta, i salari pubblici e il minimo vitale sono crollati in termini reali, rispettivamente del 17% e quasi del 40% dall’avvio della presidenza Milei. A comprimere ulteriormente il bilancio delle famiglie hanno contribuito gli aumenti delle bollette di gas, elettricità e trasporti, la cui incidenza sul reddito medio è quasi raddoppiata dal 4,3% al 10,8%, e raggiunge il 22% per i nuclei più poveri.

Al livello produttivo, si va delineando una “economia a due velocità”. Mentre l’agroindustria, l’energia e l’estrazione mineraria beneficiano della domanda globale e di riforme strutturali, l’industria manifatturiera ha perso il 13% e l’edilizia il 12% dall’inizio della nuova amministrazione, con il mercato del lavoro che registra 216.000 posti formali in meno e un’informalità salita al 44,2%. In Brasile, dove l’industria ha registrato a maggio una flessione mensile dello 0,2%, gli esperti di Rio de Janeiro parlano di una “interruzione momentanea” dopo quattro rialzi consecutivi, evidenziando come la combinazione tra tassi elevati e debolezza della domanda interna sia un freno diffuso in America Latina.

In questo scenario, la percezione di un dollaro “a buon mercato” sta spingendo i risparmiatori a rivolgersi alla valuta statunitense, alimentando un processo di dolarizzazione che, secondo l’ex viceministro dell’Economia Orlando Ferreres, ricorda la dinamica della “tablita” attuata da Martínez de Hoz alla fine degli anni Settanta. L’attrattiva del carry trade potrebbe alimentare ulteriori pressioni sul cambio, mentre gli investitori restano cauti in vista delle scadenze elettorali: la continuità delle politiche economiche dopo il 2027 è la variabile chiave per il rimpatrio dei capitali e il rilancio degli investimenti produttivi. Il banco di prova immediato sarà la capacità dell’esecutivo di gestire l’assestamento del peso senza vanificare la discesa dell’inflazione, ora attorno al 2% mensile, e di dare segnali credibili di apertura agli investimenti. I prossimi accordi salariali di luglio-agosto e l’evolversi della liquidità del mercato dei cambi offriranno indicazioni sulla tenuta del modello.

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La narrazione accumula fattori di rischio (dollaro forte, calo delle riserve, freno agli investimenti) per creare un senso di prova imminente, alternando dati macro a testimonianze di economisti.

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I consumatori europei imparano a difendere il potere d'acquisto con strategie individuali, senza considerare i macro-shock globali.

Meccanismouniversalizzazione

Universalizza il problema dell'inflazione, presentandolo come una sfida personale gestibile con consigli pratici, cancellando le differenze macroeconomiche tra paesi.

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