
Argentina, l’inflazione di luglio frena il calo; Indonesia, stime di brusco rallentamento mensile
Le rilevazioni private argentine indicano un IPC vicino al 2%, mentre gli economisti indonesiani prevedono un’inflazione mensile in forte decelerazione per il calo dei prezzi alimentari.
In Argentina il processo di disinflazione ha subito una battuta d’arresto. Secondo il rapporto dell’Istituto de Estadísticas y Tendencias Sociales y Económicas (IETSE), l’indice dei prezzi al consumo è salito del 2,05% su base mensile a luglio, portando l’accumulo da inizio anno al 19,3% e il dato interannuale al 33,8%. Le stime delle principali società di consulenza private, raccolte dalla stampa economica, collocano l’inflazione mensile in una forbice compresa tra l’1,8% e il 2,1%, comunque al di sopra dell’1,9% registrato a giugno. A pesare sono stati i fattori stagionali – le vacanze invernali e il Mondiale di calcio hanno spinto turismo, trasporti e cultura –, l’accelerazione dei prezzi di verdure e carni e il deprezzamento del tasso di cambio all’ingrosso, che da maggio ha ceduto circa il 6%.
L’impatto sociale resta profondo. L’IETSE segnala che una famiglia tipo ha avuto bisogno di quasi due milioni di pesos per coprire la Canasta Básica Total e non scivolare sotto la soglia di povertà, mentre per la sola Canasta Básica Alimentaria servivano oltre un milione di pesos. Il 76,1% dei nuclei familiari ha percepito un peggioramento della propria alimentazione rispetto all’anno precedente, e il 57,1% non è riuscito a soddisfare pienamente il paniere alimentare di base. Per far fronte alla spesa, l’88,5% delle famiglie ha fatto ricorso a forme di finanziamento: il 39,3% attraverso il credito informale “fiado” e il 37,9% con carta di credito. Sul fronte delle aspettative, l’indagine dell’Universidad Torcuato Di Tella mostra che l’inflazione attesa a dodici mesi è salita al 35,8%, oltre tre punti in più rispetto a giugno.
In Indonesia il quadro è opposto. L’economista capo di Bank Mandiri, Andry Asmoro, stima per luglio un’inflazione mensile di appena lo 0,03%, in forte decelerazione rispetto allo 0,44% di giugno, con un dato annuale previsto al 3,06%. La spinta principale viene dalla componente dei prezzi alimentari volatili, che dovrebbe registrare una deflazione dell’1,12% su base mensile grazie al calo dei prezzi di peperoncino rosso e scalogno dopo il picco del raccolto. I prezzi amministrati sono attesi in moderato rialzo (0,10%) per la normalizzazione dopo gli aggiustamenti dei carburanti non sovvenzionati di giugno, mentre l’inflazione core è prevista in lieve accelerazione (0,29%) per le spese scolastiche di inizio anno. Bank Permata, con stime analoghe, colloca l’inflazione mensile allo 0,05% e quella annuale al 3,08%, sottolineando la moderazione dei listini di uova, scalogno e peperoncino.
Le prospettive per i prossimi mesi restano incerte. Bank Permata prevede un’inflazione di fine anno al 3,13%, ma avverte che l’eventuale intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente e un El Niño potrebbero spingere i prezzi energetici e alimentari, mettendo sotto pressione i sussidi e il tasso di riferimento, oggi al 5,75%. Sul mercato valutario, l’analista Ibrahim Assuaibi stima un indebolimento della rupia fino a 18.250 per dollaro, condizionato dai dati commerciali e dalle riserve in calo. I prossimi appuntamenti ufficiali sono fissati per il 3 agosto, quando l’agenzia statistica indonesiana diffonderà il dato sull’inflazione di luglio, e per il 13 agosto, data in cui l’INDEC argentino pubblicherà l’indice dei prezzi al consumo.
| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | −0.70 | critical |
| Stampa sud-est asiatica | +0.20 | neutral |
L'estate italiana colpisce il portafoglio dei vacanzieri: siamo noi a pagare il conto del caro-ombrellone e dei trasporti.
Il meccanismo della 'personalizzazione della statistica': il dato medio nazionale viene immediatamente tradotto in disagi concreti per il lettore, rendendo l'inflazione un'esperienza quotidiana.
Non si menziona che il rallentamento dell'inflazione è più marcato in altri settori, né si confrontano i dati con altri paesi europei.
Noi argentini vediamo la nostra inflazione che non cala più: le consultorie dicono che la pausa è reale e i settori più colpiti sono casa e alimentari.
L'"allarme autorevole": si citano consultorie private e istituti come IETSE per dare credibilità all'idea di uno stallo, trasformando una previsione in un dato di fatto.
Si omette il dato indonesiano o qualsiasi confronto internazionale, isolando il caso argentino come unico problema.
L'economia indonesiana mostra una disinflazione controllata: i nostri esperti prevedono un andamento stabile per tutto l'anno.
Il 'tecnicismo rassicurante': si enfatizzano proiezioni precise e fattori tecnici (cibo volatile, prezzi amministrati) per presentare la disinflazione come un processo ordinato e prevedibile.
Non si menziona la situazione argentina né alcun confronto con paesi simili, e si evita di sottolineare l'impatto sui consumatori.
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