
Attacco armato nel Sokoto: almeno 12 morti, sei bruciati vivi in un villaggio nigeriano
Uomini armati hanno assaltato Lajinge, nel nord-ovest della Nigeria, uccidendo civili e rapendo donne e bambini; le autorità indagano.
Almeno dodici persone sono state uccise e un numero imprecisato di donne e bambini rapiti durante un attacco notturno al villaggio di Lajinge, nello stato di Sokoto, nel nord-ovest della Nigeria. L'assalto, durato circa quattro ore, è iniziato intorno alle 23 di sabato e si è protratto fino alle prime ore di domenica, secondo testimonianze raccolte da residenti e riportate da fonti locali.
Sei delle vittime, tra cui un capofamiglia e due suoi figli, sono morte carbonizzate dopo che gli aggressori avrebbero cosparso di benzina e incendiato l'abitazione in cui si erano rifugiati. Testimoni hanno identificato le vittime del rogo come Mallam Wauro, noto anche come Mallam Roro, i figli Ukasha e Mujaheed, e altri parenti. Un'altra persona è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco mentre tentava la fuga dallo stesso edificio, portando a sette il bilancio delle vittime in quella sola abitazione.
Secondo i residenti, gli assalitori – descritti come banditi armati – hanno sopraffatto le locali milizie di vigilanza e si sono mossi liberamente per il villaggio, saccheggiando bestiame e beni. Non è stato possibile stabilire con esattezza il numero dei rapiti, poiché alcuni bambini sarebbero stati successivamente rilasciati. Le forze di sicurezza di stanza a pochi chilometri di distanza non sarebbero intervenute nonostante le ripetute richieste di aiuto, hanno lamentato gli abitanti.
La polizia dello stato di Sokoto, tramite il portavoce Ahmed Rufai, ha dichiarato di aver avviato indagini e che fornirà aggiornamenti in seguito. L'attacco segue di una settimana l'uccisione di almeno 24 agricoltori in una zona vicina dello stato di Zamfara, a conferma della persistente insicurezza nella regione.
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Le forze di sicurezza nigeriane fronteggiano una minaccia persistente: banditi e terroristi colpiscono i villaggi, ma i soldati rispondono con operazioni di salvataggio e neutralizzazione.
Il blocco alterna resoconti di attacchi con resoconti di successi militari, creando una narrazione bilanciata che riconosce la violenza ma sottolinea la capacità dello Stato.
Il villaggio di Lajinge è stato devastato da un raid notturno: dodici morti, donne e bambini rapiti, una famiglia bruciata viva. I banditi continuano a seminare terrore nel nord-ovest della Nigeria.
Il blocco si attiene strettamente alle testimonianze oculari e ai numeri, evitando interpretazioni, suggerendo che l'evento parli da sé.
Il blocco non menziona le risposte delle forze di sicurezza né altri attacchi, concentrandosi solo sul singolo evento, il che potrebbe sottorappresentare le azioni delle autorità.
La Nigeria nord-occidentale è sotto assedio: i banditi uccidono, rapiscono e attaccano basi militari. Il governo fatica a contenere l'ondata di violenza.
Il blocco giustappone due importanti attacchi della stessa notte, suggerendo una minaccia coordinata o diffusa al di là di incidenti isolati.
Il blocco non menziona le operazioni di salvataggio riuscite e le uccisioni di banditi riportate da altre fonti, concentrandosi solo sugli attacchi, amplificando il senso di impotenza.
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