
Canada accusa Israele: «Trattamento spaventoso» dei pacifisti della flottiglia, violata la Convenzione di Vienna
Dopo l’abbordaggio in acque internazionali, Ottawa denuncia il rifiuto di assistenza consolare come violazione del diritto internazionale. E chiede un’inchiesta indipendente sulle presunte torture. Proteste anche in Australia.
Il fronte diplomatico tra Israele e i suoi alleati occidentali conosce una nuova, aspra incrinatura. Il primo ministro canadese Mark Carney, in una telefonata con il presidente Isaac Herzog, ha definito «spaventoso» e «inaccettabile» il trattamento riservato ai pacifisti della flottiglia Global Sumud, intercettati in acque internazionali mentre cercavano di portare aiuti simbolici a Gaza. Ma è la ministra degli Esteri Anita Anand a segnare il punto più alto dello scontro: dopo un colloquio con l’omologo israeliano Gideon Sa’ar, ha affermato pubblicamente che il rifiuto di concedere ai cittadini canadesi detenuti l’accesso ai servizi consolari costituisce una violazione della Convenzione di Vienna, un principio basilare del diritto internazionale che – ha aggiunto – «non dovrà mai più ripetersi». Il governo di Ottawa ha già trasmesso alle autorità israeliane elementi di prova sui presunti maltrattamenti e insiste su un’inchiesta indipendente.
L’episodio che ha scatenato la bufera è un video diffuso dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano, l’esponente dell’estrema destra Itamar Ben Gvir, in cui decine di attivisti, con le mani legate e la fronte a terra, vengono scherniti dai soldati. Dodici canadesi e undici australiani sono tra i circa quattrocentoventi fermati. I racconti dei rilasciati parlano di percosse, fratture costali e facciali e, in alcune denunce che filtrano dalla società civile israeliana e dai media arabi, anche di violenze sessuali. La scelta di Ben Gvir di ostentare quelle immagini ha suscitato condanna persino all’interno della Knesset, dove il leader dell’opposizione Yair Lapid ha chiesto formalmente un’indagine interna, parlando di «abuso» che danneggia l’immagine del Paese.
La reazione non si limita al Canada. Canberra ha convocato l’ambasciatore israeliano per chiedere spiegazioni, mentre una cinquantina di manifestanti pro-Palestina hanno bloccato l’ingresso principale del Parlamento federale, inginocchiandosi con i polsi legati dietro la schiena proprio per replicare la scena del video. Tra loro, due degli australiani fermati – Zack Schofield e Surya McEwen – hanno esibito le fratture e gli ematomi subiti, accusando il governo di non aver fatto abbastanza. Dall’ottica di Ottawa, il tutto si inserisce in una condanna più ampia: Carney ha ribadito l’opposizione all’espansione illegale degli insediamenti e alla violenza dei coloni in Cisgiordania, descrivendo la situazione umanitaria a Gaza come «catastrofica». Fonti regionali arabe sottolineano come la gestione della flottiglia abbia ridato fiato alle accuse di uso sproporzionato della forza da parte di Israele.
Al di là del singolo episodio, quanto accaduto allarga la frattura tra il governo Netanyahu e le democrazie liberali già provate dalla guerra a Gaza. L’accusa di violazione della Convenzione di Vienna introduce un elemento giuridico che potrebbe avere conseguenze sul piano multilaterale, mentre l’isolamento israeliano – misurato anche dal nervosismo degli osservatori di Bruxelles – rischia di approfondirsi proprio quando la Casa Bianca spinge per una normalizzazione regionale. Per l’Europa e per l’Italia, legate a Israele da partnership strategiche ma ancorate a un’architettura normativa basata sui diritti umani, la vicenda rende più urgente una riflessione sulla coerenza tra principî dichiarati e politiche reali. E il fatto che le proteste degli attivisti riescano a forzare i muri dei parlamenti occidentali suggerisce che la questione palestinese, anche senza una soluzione negoziale all’orizzonte, continuerà a esercitare una forte pressione democratica.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.80 | critical |
| Stampa israeliana | 0.00 | neutral |
| Stampa iraniana e affini | −1.00 | critical |
Il governo canadese condanna come 'spaventoso' e 'inaccettabile' il trattamento riservato da Israele agli attivisti della flottiglia, chiedendo un'indagine indipendente. Il rifiuto dell'accesso consolare ai cittadini canadesi viola la Convenzione di Vienna, mentre Ottawa collega l'episodio alla catastrofica situazione a Gaza e alla violenza dei coloni.
Mentre gli attivisti rientrano con gravi accuse di tortura, violenza sessuale e stupro, il ministero degli Esteri israeliano li deride online sostenendo che le ferite siano state inscenate. La presa in giro amplifica lo sdegno mentre si accumulano le prove di abusi.
Il Canada ha chiesto un'indagine indipendente sul trattamento riservato da Israele agli attivisti diretti a Gaza, definendolo spaventoso. La richiesta arriva mentre le autorità israeliane affrontano pressioni diplomatiche, ma la stampa locale riporta la notizia in modo asciutto, senza commenti immediati.
Il regime sionista ha trattato in modo 'terribile' gli attivisti umanitari, suscitando una dura condanna da parte del Canada che esige un'inchiesta indipendente. L'episodio mette a nudo la brutalità dell'entità occupante contro chi cerca di portare aiuto ai palestinesi oppressi.
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