
Micro mobilità elettrica tra regole e caos: Messico e Rio stringono la morsa
Città del Messico obbliga targa e patente per scooter e bici elettriche da luglio 2026. A Rio de Janeiro già 115 multe in un mese. Il nodo della sicurezza.
La regolamentazione della micro mobilità elettrica, finora cresciuta in un vuoto normativo, entra in una fase di stretta sia in America Latina che in Europa. Il segnale più forte arriva da Città del Messico, dove dal prossimo luglio tutti i veicoli motorizzati elettrici personali – scooter, biciclette elettriche, monopattini – con potenza superiore a 250 watt o velocità oltre i 25 km/h dovranno essere immatricolati e i conducenti dovranno ottenere una licenza specifica. Le multe per chi circolerà senza targa partiranno da settembre 2026 e potranno arrivare fino a 30 UMA, circa tremila pesos. L’annuncio della capa di governo Clara Brugada ha chiuso un dibattito parlamentare che durava da mesi, spinto dalla crescita esponenziale di questi mezzi e dai frequenti incidenti segnalati dagli utenti della strada.
A Rio de Janeiro il quadro è già più concreto. Nel primo mese di applicazione del decreto municipale, la prefettura ha effettuato oltre 22 mila interventi educativi e comminato 115 multe, concentrate soprattutto per circolazione irregolare su piste ciclabili, ciclofaixas e gallerie. Il provvedimento, volto a rispondere alle lamentele di pedoni e ciclisti tradizionali che denunciano il pericolo rappresentato da mezzi più pesanti e veloci, separa nettamente i ciclomotori (senza pedali) dalle biciclette elettriche (con pedali): i primi possono viaggiare solo sul bordo destro di strade con limite fino a 60 km/h, le seconde sono ammesse sulle ciclovie. La sfida, però, è anche quella della contraffazione. Inchieste giornalistiche hanno documentato la vendita su siti di shopping di targhe false per ciclomotori, spesso esposte su veicoli parcheggiati sulla spiaggia di Copacabana, private di qualsiasi valore legale.
L’ottica di Bruxelles e di molte capitali europee segue lo stesso copione. Parigi ha già bandito i monopattini a noleggio, Milano li ha sottoposti a limiti di velocità e obbligo di assicurazione, mentre diverse città tedesche stanno introducendo targhe per i veicoli elettrici leggeri. La sfida comune – raccontano gli analisti consultati – è duplice: da un lato creare un quadro giuridico chiaro che dia certezza a utenti e forze dell’ordine; dall’altro, educare una massa di nuovi conducenti spesso ignari delle norme. Le multe educative di Rio e il rinvio delle sanzioni a Città del Messico mostrano che l’approccio punitivo da solo non basta. La strada verso una mobilità sostenibile e sicura passa per l’armonizzazione delle regole tra città e per campagne di sensibilizzazione che spieghino che velocità e peso non sono più solo un’opzione, ma una responsabilità.
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