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Società e Culturavenerdì 29 maggio 2026

Backrooms e l’incubo virale: quando il cinema nato su 4chan sfida Star Wars

Con soli 20 anni, Kane Parsons porta sul grande schermo la creepypasta degli uffici infiniti, batte ogni record per A24 e insidia il predominio di The Mandalorian and Grogu. Un caso che ridefinisce il rapporto tra web e botteghino.

A poco più di vent’anni, Kane Parsons sta riscrivendo le regole del cinema di genere. Dietro a una scrivania, nel 2022, questo adolescente americano rende omaggio a una delle più inquietanti leggende digitali – i «backrooms», uffici vuoti, giallastri e infiniti, nati nel 2019 su 4chan – con un corto di nove minuti che diventa virale. Oggi, la sua opera prima, prodotta da A24 e da James Wan, ha già battuto il record di anteprime dello studio con 10,4 milioni di dollari incassati il giovedì, e potrebbe superare il nuovo film di Star Wars nel weekend d’esordio. Un ribaltamento di gerarchie che dice molto sull’evoluzione del gusto del pubblico globale.

Per le cronache culturali nordamericane, il fenomeno Backrooms è figlio di un’immaginazione collettiva nata dal basso. Come ricostruiscono gli analisti canadesi, tutto parte da una fotografia anonima di un corridoio fluorescente, attorno alla quale gli utenti del forum hanno tessuto un universo di orrore psicologico e liminalità. La versione cinematografica segue una psicoterapeuta (interpretata dalla norvegese Renate Reinsve) che si addentra in questo labirinto per cercare un paziente scomparso. Le recensioni svedesi ne lodano la capacità di trasformare un ambiente anonimo e opprimente in una trappola esistenziale, dove il terrore non ha bisogno di mostri espliciti.

Intanto, la prospettiva degli analisti finanziari statunitensi si concentra su un paradosso economico che sta facendo scuola. Mentre The Mandalorian and Grogu – primo Star Wars in sette anni – arranca con incassi quotidiani inferiori alle attese, due horror a microbudget stanno dimostrando una tenuta clamorosa. Il caso più clamoroso è Obsession, pellicola costata meno di un milione di dollari, che al secondo weekend faceva segnare un incremento degli incassi del 39% e ora supera regolarmente il film di Lucasfilm nei giorni feriali. Backrooms, con il suo budget ridotto e la regia debuttante, incarna la stessa lezione: il pubblico premia l’originalità, l’immediatezza narrativa e l’autenticità di un fenomeno nato lontano dai grandi studi.

Secondo gli osservatori del mondo arabo, la dimensione perturbante di questi film non è isolata. Il regista iraniano Asghar Farhadi, in “Hekayat Motawaziya” (Racconti paralleli), costruisce una labirinto visivo in cui i personaggi diventano specchi di esistenze riflesse e sorvegliate. Sebbene lontano dal genere horror, il film suggerisce una medesima fascinazione per spazi liminali e identità perdute, che unisce culture distanti e conferma la forza del cinema di indagine psicologica. Per l’Italia e l’Europa, terre di festival e di pubblico attento, questi segnali indicano una crescente stanchezza verso i franchise logori e una fame di storie capaci di trasformare la paura in riflessione.

L’ascesa dei Backrooms, in definitiva, non è soltanto un episodio di marketing virale ben riuscito. Rappresenta la maturazione di un immaginario digitale che passa dagli schermi domestici al grande schermo senza perdere la sua carica eversiva. E, come dimostra la resistenza di Obsession nei giorni successivi al debutto, potrebbe essere l’inizio di una stagione in cui le idee nate nel sottobosco del web sapranno competere, e forse vincere, contro le astronavi e le spade laser. L’industria è avvertita: il vero blockbuster, oggi, si misura sulla capacità di far rivivere l’incubo collettivo di un corridoio vuoto.

Divergenza — chi la racconta come
25%Media
3 blocchi · posizioni da +0.20 a +0.80
CriticoFavorevole
ATLEURLAT
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera+0.80aligned
Stampa europea continentale+0.20neutral
Stampa latinoamericana+0.60aligned
Stampa atlantica / anglosfera+0.80

Un film horror girato con un budget irrisorio da un ventenne per A24 sta surclassando al botteghino il nuovo Star Wars. Nato da un'immagine virale su 4chan e da una serie YouTube, è diventato un fenomeno culturale che umilia i franchise miliardari, dimostrando che l'originalità può battere la stanchezza del pubblico per i soliti marchi.

TrionfoSchadenfreudeUrgenza
Stampa europea continentale+0.20

Il film riprende il meme degli 'Backrooms' trasformando un infinito e anonimo paesaggio di uffici in un horror psicologico. Con Renate Reinsve, è un debutto ben costruito ma non eccezionale del regista ventenne, che la critica nordica accoglie con un misto di curiosità e riserve.

DistaccoIronia
Stampa latinoamericana+0.60

Il ventenne Kane Parsons, che a 17 anni creava rendering nella sua stanza, ha caricato un corto su YouTube diventato virale. Ora, con il supporto di A24 e James Wan, il suo incubo visivo arriva nelle sale come lungometraggio, una favola di talento giovanile che irrompe a Hollywood.

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venerdì 29 maggio 2026

Backrooms e l’incubo virale: quando il cinema nato su 4chan sfida Star Wars

Con soli 20 anni, Kane Parsons porta sul grande schermo la creepypasta degli uffici infiniti, batte ogni record per A24 e insidia il predominio di The Mandalorian and Grogu. Un caso che ridefinisce il rapporto tra web e botteghino.

A poco più di vent’anni, Kane Parsons sta riscrivendo le regole del cinema di genere. Dietro a una scrivania, nel 2022, questo adolescente americano rende omaggio a una delle più inquietanti leggende digitali – i «backrooms», uffici vuoti, giallastri e infiniti, nati nel 2019 su 4chan – con un corto di nove minuti che diventa virale. Oggi, la sua opera prima, prodotta da A24 e da James Wan, ha già battuto il record di anteprime dello studio con 10,4 milioni di dollari incassati il giovedì, e potrebbe superare il nuovo film di Star Wars nel weekend d’esordio. Un ribaltamento di gerarchie che dice molto sull’evoluzione del gusto del pubblico globale.

Per le cronache culturali nordamericane, il fenomeno Backrooms è figlio di un’immaginazione collettiva nata dal basso. Come ricostruiscono gli analisti canadesi, tutto parte da una fotografia anonima di un corridoio fluorescente, attorno alla quale gli utenti del forum hanno tessuto un universo di orrore psicologico e liminalità. La versione cinematografica segue una psicoterapeuta (interpretata dalla norvegese Renate Reinsve) che si addentra in questo labirinto per cercare un paziente scomparso. Le recensioni svedesi ne lodano la capacità di trasformare un ambiente anonimo e opprimente in una trappola esistenziale, dove il terrore non ha bisogno di mostri espliciti.

Intanto, la prospettiva degli analisti finanziari statunitensi si concentra su un paradosso economico che sta facendo scuola. Mentre The Mandalorian and Grogu – primo Star Wars in sette anni – arranca con incassi quotidiani inferiori alle attese, due horror a microbudget stanno dimostrando una tenuta clamorosa. Il caso più clamoroso è Obsession, pellicola costata meno di un milione di dollari, che al secondo weekend faceva segnare un incremento degli incassi del 39% e ora supera regolarmente il film di Lucasfilm nei giorni feriali. Backrooms, con il suo budget ridotto e la regia debuttante, incarna la stessa lezione: il pubblico premia l’originalità, l’immediatezza narrativa e l’autenticità di un fenomeno nato lontano dai grandi studi.

Secondo gli osservatori del mondo arabo, la dimensione perturbante di questi film non è isolata. Il regista iraniano Asghar Farhadi, in “Hekayat Motawaziya” (Racconti paralleli), costruisce una labirinto visivo in cui i personaggi diventano specchi di esistenze riflesse e sorvegliate. Sebbene lontano dal genere horror, il film suggerisce una medesima fascinazione per spazi liminali e identità perdute, che unisce culture distanti e conferma la forza del cinema di indagine psicologica. Per l’Italia e l’Europa, terre di festival e di pubblico attento, questi segnali indicano una crescente stanchezza verso i franchise logori e una fame di storie capaci di trasformare la paura in riflessione.

L’ascesa dei Backrooms, in definitiva, non è soltanto un episodio di marketing virale ben riuscito. Rappresenta la maturazione di un immaginario digitale che passa dagli schermi domestici al grande schermo senza perdere la sua carica eversiva. E, come dimostra la resistenza di Obsession nei giorni successivi al debutto, potrebbe essere l’inizio di una stagione in cui le idee nate nel sottobosco del web sapranno competere, e forse vincere, contro le astronavi e le spade laser. L’industria è avvertita: il vero blockbuster, oggi, si misura sulla capacità di far rivivere l’incubo collettivo di un corridoio vuoto.

Divergenza — chi la racconta come
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Un film horror girato con un budget irrisorio da un ventenne per A24 sta surclassando al botteghino il nuovo Star Wars. Nato da un'immagine virale su 4chan e da una serie YouTube, è diventato un fenomeno culturale che umilia i franchise miliardari, dimostrando che l'originalità può battere la stanchezza del pubblico per i soliti marchi.

TrionfoSchadenfreudeUrgenza
Stampa europea continentale+0.20

Il film riprende il meme degli 'Backrooms' trasformando un infinito e anonimo paesaggio di uffici in un horror psicologico. Con Renate Reinsve, è un debutto ben costruito ma non eccezionale del regista ventenne, che la critica nordica accoglie con un misto di curiosità e riserve.

DistaccoIronia
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Il ventenne Kane Parsons, che a 17 anni creava rendering nella sua stanza, ha caricato un corto su YouTube diventato virale. Ora, con il supporto di A24 e James Wan, il suo incubo visivo arriva nelle sale come lungometraggio, una favola di talento giovanile che irrompe a Hollywood.

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