
Ex dirigente OJK e BEI nel mirino per frode da 2,4 miliardi di euro
Fithri Hadi, ex alto funzionario della vigilanza finanziaria indonesiana, è indagato per una maxi-truffa ai danni di investitori della sharia.
La polizia indonesiana ha iscritto nel registro degli indagati Fithri Hadi, fondatore e advisor di PT Dana Syariah Indonesia (DSI), per una presunta frode da 2,4 miliardi di euro. L'uomo, che ha ricoperto ruoli di vertice presso l'Autorità di vigilanza finanziaria (OJK) e la Borsa di Giacarta (BEI), è accusato di aver orchestrato un sistema di investimenti fittizi e appropriazione indebita, aggravati dall'abuso della posizione ricoperta. Secondo gli inquirenti, Hadi avrebbe falsificato i bilanci della società per attrarre capitali, promettendo rendimenti garantiti nel rispetto dei principi della finanza islamica.
La vicenda assume contorni particolarmente gravi alla luce del passato dell'indagato: Hadi ha infatti servito come alto funzionario dell'OJK tra il 2017 e il 2018, per poi passare alla BEI fino al 2022. Da Bruxelles, gli analisti sottolineano come il caso sollevi interrogativi sulla capacità degli enti regolatori di prevenire conflitti di interesse, specialmente in un settore – quello della finanza etica – in forte espansione anche in Europa. La Commissione europea, che da anni promuove standard di trasparenza per i prodotti finanziari sostenibili, segue con attenzione gli sviluppi, temendo ripercussioni sulla fiducia degli investitori internazionali.
Dal punto di vista di Giacarta, l'arresto di Hadi rappresenta un tentativo del governo di ripulire il sistema finanziario dopo anni di scandali. Tuttavia, secondo gli analisti locali, il caso evidenzia le falle di un sistema in cui gli stessi regolatori finiscono per sedere nei consigli di amministrazione delle società che dovrebbero vigilare. La polizia ha già sequestrato documenti e beni per un valore di 1,2 miliardi di euro, mentre si indaga su possibili complicità all'interno degli enti di controllo.
L'inchiesta, che ha già portato all'arresto di altri quattro sospettati, si inserisce in un più ampio giro di vite contro le frodi finanziarie in Indonesia. Gli esperti di Pechino osservano che il caso potrebbe frenare gli investimenti cinesi nel settore della finanza islamica indonesiana, mentre a Londra si valuta l'impatto sulle banche europee che hanno finanziato progetti legati a DSI. Per gli investitori italiani, il monito è chiaro: anche i mercati emergenti più promettenti nascondono rischi sistemici, e la due diligence resta l'unica difesa contro scandali di questa portata.
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