
Il Bayern fa doppietta: le donne conquistano il quarto scudetto, gli uomini tornano in finale di Coppa
Il calcio tedesco ha un nuovo, inequivocabile dominatore: il Bayern Monaco. Mentre la Bundesliga maschile si era già arresa ai bavaresi domenica scorsa, è arrivata la conferma anche dal fronte femminile, con le ragazze di Vincent Kompany — sì, il tecnico belga guida entrambe le squadre — che hanno chiuso i giochi per il titolo con un sofferto 3-2 in casa dell'Union Berlino. È l'ottavo scudetto per la sezione femminile, il quarto consecutivo, un record che consolida l'egemonia del club bavarese nel panorama nazionale. A decidere la partita è stato il ritorno in grande stile di Giulia Gwinn, che dopo l'infortunio alla spalla ha segnato la rete decisiva su assist di Klara Bühl: una trama da copione per una squadra abituata a vincere anche nei momenti di difficoltà. Secondo la stampa tedesca, la prestazione non è stata brillante — la stessa Gwinn ha parlato di «partita molto confusa» — ma la sostanza è quel che conta: il quarto titolo di fila permette di guardare avanti con fiducia alla semifinale di Champions League contro il Barcellona, dove le catalane si sono appena laureate campionesse di Spagna per l'undicesima volta, la settima consecutiva. Un duello che promette scintille tra le due squadre più forti d'Europa, come sottolineato dagli osservatori di Madrid, che vedono nel Barça di Sydney Schertenleib la favorita per il trofeo continentale.
Ma la festa non si ferma al calcio femminile. I maschi del Bayern hanno rialzato la testa dopo anni di digiuno in Coppa di Germania: il 2-0 inflitto al Bayer Leverkusen nella semifinale di mercoledì sera ha spezzato un'astinenza di sei anni dall'ultima finale, quella del 2020 vinta proprio contro le Aspirine. Harry Kane, con un gol nel primo tempo, e Luis Díaz, in pieno recupero, hanno regalato al club la possibilità di tornare all'Olympiastadion di Berlino, sede tradizionale dell'atto conclusivo. I tifosi di Leverkusen avevano preparato un'accoglienza pirotecnica per i loro beniamini, ma in campo la Werkself è app apparsa troppo timida, quasi remissiva, come ha scritto la Süddeutsche Zeitung, paragonando il comportamento dei padroni di casa a un atteggiamento «sottomesso» di fronte alla macchina da guerra bavarese. Il tecnico Kasper Hjulmand aveva messo in guardia i suoi: «Sarà una grande sfida contro una delle migliori squadre del mondo». E così è stato, con il Bayern che ha controllato la partita senza mai rischiare.
Ora la doppia corsa al treble è apertissima. Per gli uomini, dopo lo scudetto e la finale di Coppa, resta la semifinale di Champions League contro il Paris Saint-Germain, in programma tra una settimana. Per le donne, l'appuntamento con il Barcellona in Europa sarà il vero banco di prova per una stagione che potrebbe diventare memorabile. Dalla prospettiva di Bruxelles, osservatorio privilegiato del calcio continentale, il Bayern si candida a essere il club più completo del continente, capace di competere su tutti i fronti con una profondità di rosa e una mentalità vincente che poche altre realtà possono vantare. Per l'Italia, che guarda con interesse alle dinamiche del calcio tedesco, la lezione è chiara: la pianificazione a lungo termine e la fiducia nei giovani — come dimostrano i sette cambi in formazione operati da Kompany in semifinale — pagano. Il futuro, per Monaco, ha già il sapore del presente.
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