
Il Brasile dimezza il sub-registro dei neonati, ma il Nordest resta indietro
Nel 2024 il tasso di neonati non registrati scende sotto l’1% per la prima volta. Ma quattro comuni del Nordest superano il 50%. Il calo globale delle nascite.
Secondo i dati diffusi dall’Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica (IBGE), nel 2024 il tasso di sub-registro delle nascite nel Paese è sceso al 0,95%, il valore più basso da quando è iniziata la serie storica nel 2015. Un progresso notevole rispetto al 4,21% di nove anni fa, che testimonia l’efficacia delle politiche di inclusione documentale. Tuttavia, la media nazionale nasconde divari profondi: mentre lo Stato del Paraná e il Distretto Federale registrano tassi prossimi allo zero (0,12% e 0,13% rispettivamente), in quattro municipi del Nord e Nordest meno della metà dei neonati viene ufficialmente registrato. Il caso più drammatico è Junco do Maranhão, nel Maranhão, dove oltre il 70% delle nascite rimane privo di certificazione anagrafica.
Questa forbice territoriale si inserisce in un quadro demografico globale in rapida trasformazione. Secondo le rilevazioni del World Bank Group, il tasso di natalità mondiale si è più che dimezzato rispetto agli anni Sessanta, con i valori più bassi concentrati in Europa e Asia orientale e quelli più alti in Africa subsahariana. Anche l’Argentina, come riporta la demografa Lorena Bolzon, ha registrato un crollo del 40% delle nascite in meno di dieci anni, fenomeno che accomuna gran parte del Cono Sud. La combinazione tra calo generalizzato delle nascite e disuguaglianze nella registrazione anagrafica pone sfide inedite ai policy maker: da un lato, garantire la cittadinanza a tutti i nati, dall’altro, affrontare le implicazioni economiche e sociali del declino demografico.
L’Italia e l’Europa, che già registrano i tassi di natalità più bassi al mondo, possono trarre insegnamento dall’esperienza brasiliana: il miglioramento della copertura anagrafica passa per un rafforzamento delle istituzioni locali e per campagne di sensibilizzazione mirate. Tuttavia, il nodo irrisolto resta la disparità regionale, che rischia di amplificare le fragilità sociali in aree già marginalizzate. Il prossimo censimento e le future rilevazioni dell’IBGE diranno se il trend positivo si consoliderà o se, come temono gli analisti, il divario Nord-Sud continuerà a minare l’universalità dei diritti civili.
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Il Brasile ha raggiunto un record minimo di sotto-registrazione delle nascite, pari allo 0,95%, un netto miglioramento rispetto al 4,21% del 2015. Permangono però disparità regionali, con il Nord e il Nordest che presentano i tassi peggiori, e alcuni comuni registrano meno della metà delle nascite.
Una panoramica globale mostra che i tassi di natalità si sono dimezzati dagli anni '60, con i paesi africani ai vertici e quelli europei/asiatici in coda. Gli Stati Uniti si classificano al 135º posto. Il successo del Brasile nella registrazione delle nascite non viene menzionato.
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