
Il Kazakistan raddoppia le forniture di petrolio alla Germania mentre cresce il transito di carbone via Russia
Il primo trimestre del 2026 ha segnato una svolta nelle esportazioni energetiche dal Kazakistan verso l'Europa, con le forniture di petrolio alla Germania che sono quasi raddoppiate, raggiungendo 730 mila tonnellate. Questo balzo, reso possibile attraverso gli oleodotti russi del sistema "Druzhba", riflette la ricerca di diversificazione da parte di Berlino e l'abilità di Astana nello sfruttare i corridoi di transito disponibili, nonostante il contesto geopolitico teso. Dall'ottica di Bruxelles, si tratta di un segnale ambiguo: una fonte alternativa di greggio che, però, dipende ancora dalle infrastrutture di Mosca.
Parallelamente, il transito di carbone kazako attraverso i porti russi è aumentato del 50% nei primi due mesi dell'anno, superando i 2,2 milioni di tonnellate. Scali come Ust-Luga sul Baltico e Tamanskaya sul Mar Nero hanno registrato gli incrementi più marcati, diventando snodi vitali per il flusso di risorse energetiche verso i mercati globali. Questa crescita è parte di un trend più ampio: a marzo, le ferrovie russe hanno visto un aumento del 4,7% nel carico di esportazione diretto ai porti, trainato proprio dal carbone, ma anche da grano e minerale di ferro, con le destinazioni del Sud e dell'Estremo Oriente in forte ascesa.
La prospettiva di Mosca è chiara: offrire servizi di transito per le risorse kazake consolida il ruolo della Russia come piattaforma logistica eurasiatica, generando entrate e influenza indiretta. Per Astana, si tratta di una scelta pragmatica per massimizzare le esportazioni senza attendere lo sviluppo di corridoi alternativi, come quelli attraverso il Caspio. Tuttavia, secondo gli analisti di Bruxelles, questa dinamica espone l'Europa a rischi di dipendenza strategica, poiché le rotte diversificate passano comunque attraverso un attore geopolitico instabile.
Guardando avanti, la sostenibilità di questo asse energetico dipenderà dalla capacità europea di integrare le risorse centroasiatiche in una strategia coerente, che bilanci la sicurezza degli approvvigionamenti con la riduzione della dipendenza da Mosca. Per l'Italia, come per altri Stati membri dell'UE, il caso kazako sottolinea l'urgenza di investire in interconnessioni e partenariati che bypassino la Russia, pur riconoscendo che, nel breve periodo, la geografia e le infrastrutture esistenti continueranno a dettare i flussi commerciali. La lezione è che la diversificazione energetica richiede non solo nuovi fornitori, ma anche nuove mappe logistiche.
Allarga lo sguardo
Trump annuncia un accordo per il disarmo di Hamas, ma Israele resta scettico
4 lingue · 103 testate
Da TechnologyGIIAS 2026: Chery lancia la Q con prenotazione solo online, 6.000 ordini in poche settimane
1 lingua · 15 testate
Da Science & HealthOltre il ronroneo: cosa rivela la scienza sul benessere e l'affetto dei gatti domestici
2 lingue · 23 testate