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Sportsabato 4 luglio 2026

Il caos Tunisia: due ct in tre settimane e il flop mondiale

Dopo l'eliminazione nella fase a gironi, Hervé Renard lascia la panchina appena diciotto giorni dopo averla ereditata: è il secondo allenatore a cadere in questo Mondiale, unico caso nella storia della competizione.

La Tunisia chiude il suo Mondiale 2026 con un triplice fischio e un'onta statistica: mai nella storia della Coppa del Mondo una nazionale aveva cambiato due commissari tecnici nel corso della stessa edizione. L'ultimo a lasciare, tramite un post su Instagram sabato sera, è Hervé Renard, subentrato il 16 giugno a Sabri Lamouchi e rimasto in carica per appena diciotto giorni, il tempo di raccogliere due sconfitte che hanno completato il disastroso percorso dei ‘Leoni di Cartagine’ nel Gruppo F.

Lamouchi era stato esonerato all'indomani del 5-1 subìto dalla Svezia nella gara d'esordio, una débâcle che aveva scatenato tensioni anche fuori dal campo: secondo diversi media nordafricani, nell'albergo della squadra si era verificata una colluttazione tra il figlio del tecnico e un tifoso. La federazione tunisina, nella speranza di un immediato scossone, si era affidata al carismatico Renard, già selezionatore di Arabia Saudita, Costa d'Avorio e Marocco, e reduce dall'impresa di Qatar 2022 quando i sauditi piegarono l'Argentina poi campione. Ma l'innesto non ha sortito effetto: sotto la nuova gestione, la Tunisia è stata travolta 4-0 dal Giappone e ha ceduto 3-1 ai Paesi Bassi, chiudendo il girone a zero punti.

La girandola tunisina è solo la punta più visibile di un torneo che sta falcidiando le panchine a ritmi inediti. Nove allenatori hanno già lasciato l'incarico, da Steve Clarke (Scozia) a Myung-bo Hong (Corea del Sud), passando per Miroslav Koubek (Repubblica Ceca), Ronald Koeman (Paesi Bassi), Marcelo Bielsa (Uruguay), Sebastián Beccacece (Ecuador) e Julian Nagelsmann (Germania). Un'ecatombe che, secondo osservatori europei e sudamericani, riflette la pressione estrema di un formato a quarantotto squadre dove il margine di errore è ridotto quasi a zero e le aspettative nazionali si scontrano con una realtà sempre più competitiva.

Per la Tunisia, il doppio vuoto in panchina lascia una scia di macerie. Renard – che in origine aveva accettato un incarico a termine con la possibilità di discutere un prolungamento – ha scelto di chiudere ogni discorso, ringraziando la federazione e augurando «il meglio per il futuro» a un gruppo che, nelle sue parole, «continuerà a crescere e a scrivere belle pagine di storia». Il suo addio, però, certifica il fallimento immediato e rimanda ogni progetto tecnico a dopo l'estate, mentre il calcio tunisino medita su come arginare un declino che l'ha reso comparsa anzitempo in Nord America.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Licenziamento vs Dimissioni
24%Bassa
3 blocchi · posizioni da −0.60 a 0.00
Rimozione forzataUscita volontaria
GLFLATALM
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa del Golfo arabo−0.30critical
Stampa latinoamericana−0.60critical
Stampa arabo levante-Maghreb0.00neutral
Stampa del Golfo arabo−0.30
Voce

Il Mondiale divora i tecnici: l'ennesima testa cade sotto la ghigliottina dei risultati.

Meccanismoteatralizzazione

L'uso della metafora della ghigliottina trasforma un fatto di cronaca in una scena teatrale di condanna, amplificando la tensione e attribuendo la colpa ai risultati.

Omissione

Viene omesso che Renard era stato chiamato durante il torneo dopo una sconfitta pesante, privilegiando l'immagine della 'ghigliottina' rispetto ai dettagli della sua breve gestione.

AllarmeSchadenfreude
Stampa latinoamericana−0.60
Voce

La federazione tunisina scarica l'ennesimo tecnico: due partite e via.

Meccanismoattribuzione di colpa

Sostituendo 'dimissioni' con 'licenziamento' si inverte la narrazione: da decisione del tecnico a decisione della federazione, attribuendo a quest'ultima la responsabilità del fallimento.

Omissione

Viene omesso che Renard stesso ha annunciato la sua uscita come una decisione personale nei ringraziamenti, trasformando di fatto la comunicazione in un atto unilaterale della federazione.

IndignazioneVittimismo
Stampa arabo levante-Maghreb0.00
Voce

L'avventura di Renard si chiude: il tecnico ringrazia e lascia la Tunisia.

Meccanismocronaca fedele

La narrazione segue una cronologia lineare (nomina, sconfitta, addio) che normalizza l'evento, smorzando ogni tensione con la smentita di voci di permanenza.

Omissione

Viene omesso il contesto di 'ondata di licenziamenti' presente in altre testate, isolando la vicenda tunisina come caso a sé.

DistaccoPragmatismo
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L’Arsenal travolge il Girona 4-1, Arteta: «Non resteremo fermi sul mercato»·Giappone, sale a 38 il bilancio del sisma di Kumamoto: due decessi ancora sotto inchiesta·Lula ufficializza la candidatura per un inedito quarto mandato a San Paolo·La Corea del Sud tocca i 42,5°C, la temperatura più alta da quando esistono le rilevazioni·Mohammed bin Salman frena Trump: «No all'attacco all'Iran». Il retroscena del colloquio·Bellezza e pelle: il sonno e l’ambiente contano più dei prodotti costosi·Sette morti in uno scontro frontale sulla Ruta 192 a Exaltación de la Cruz·Iran, riserve idriche in forte recupero: afflussi ai bacini in crescita del 74%·L’Arsenal travolge il Girona 4-1, Arteta: «Non resteremo fermi sul mercato»·Giappone, sale a 38 il bilancio del sisma di Kumamoto: due decessi ancora sotto inchiesta·Lula ufficializza la candidatura per un inedito quarto mandato a San Paolo·La Corea del Sud tocca i 42,5°C, la temperatura più alta da quando esistono le rilevazioni·Mohammed bin Salman frena Trump: «No all'attacco all'Iran». Il retroscena del colloquio·Bellezza e pelle: il sonno e l’ambiente contano più dei prodotti costosi·Sette morti in uno scontro frontale sulla Ruta 192 a Exaltación de la Cruz·Iran, riserve idriche in forte recupero: afflussi ai bacini in crescita del 74%·
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sabato 4 luglio 2026

Il caos Tunisia: due ct in tre settimane e il flop mondiale

Dopo l'eliminazione nella fase a gironi, Hervé Renard lascia la panchina appena diciotto giorni dopo averla ereditata: è il secondo allenatore a cadere in questo Mondiale, unico caso nella storia della competizione.

La Tunisia chiude il suo Mondiale 2026 con un triplice fischio e un'onta statistica: mai nella storia della Coppa del Mondo una nazionale aveva cambiato due commissari tecnici nel corso della stessa edizione. L'ultimo a lasciare, tramite un post su Instagram sabato sera, è Hervé Renard, subentrato il 16 giugno a Sabri Lamouchi e rimasto in carica per appena diciotto giorni, il tempo di raccogliere due sconfitte che hanno completato il disastroso percorso dei ‘Leoni di Cartagine’ nel Gruppo F.

Lamouchi era stato esonerato all'indomani del 5-1 subìto dalla Svezia nella gara d'esordio, una débâcle che aveva scatenato tensioni anche fuori dal campo: secondo diversi media nordafricani, nell'albergo della squadra si era verificata una colluttazione tra il figlio del tecnico e un tifoso. La federazione tunisina, nella speranza di un immediato scossone, si era affidata al carismatico Renard, già selezionatore di Arabia Saudita, Costa d'Avorio e Marocco, e reduce dall'impresa di Qatar 2022 quando i sauditi piegarono l'Argentina poi campione. Ma l'innesto non ha sortito effetto: sotto la nuova gestione, la Tunisia è stata travolta 4-0 dal Giappone e ha ceduto 3-1 ai Paesi Bassi, chiudendo il girone a zero punti.

La girandola tunisina è solo la punta più visibile di un torneo che sta falcidiando le panchine a ritmi inediti. Nove allenatori hanno già lasciato l'incarico, da Steve Clarke (Scozia) a Myung-bo Hong (Corea del Sud), passando per Miroslav Koubek (Repubblica Ceca), Ronald Koeman (Paesi Bassi), Marcelo Bielsa (Uruguay), Sebastián Beccacece (Ecuador) e Julian Nagelsmann (Germania). Un'ecatombe che, secondo osservatori europei e sudamericani, riflette la pressione estrema di un formato a quarantotto squadre dove il margine di errore è ridotto quasi a zero e le aspettative nazionali si scontrano con una realtà sempre più competitiva.

Per la Tunisia, il doppio vuoto in panchina lascia una scia di macerie. Renard – che in origine aveva accettato un incarico a termine con la possibilità di discutere un prolungamento – ha scelto di chiudere ogni discorso, ringraziando la federazione e augurando «il meglio per il futuro» a un gruppo che, nelle sue parole, «continuerà a crescere e a scrivere belle pagine di storia». Il suo addio, però, certifica il fallimento immediato e rimanda ogni progetto tecnico a dopo l'estate, mentre il calcio tunisino medita su come arginare un declino che l'ha reso comparsa anzitempo in Nord America.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Licenziamento vs Dimissioni
24%Bassa
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Stampa del Golfo arabo−0.30critical
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Il Mondiale divora i tecnici: l'ennesima testa cade sotto la ghigliottina dei risultati.

Meccanismoteatralizzazione

L'uso della metafora della ghigliottina trasforma un fatto di cronaca in una scena teatrale di condanna, amplificando la tensione e attribuendo la colpa ai risultati.

Omissione

Viene omesso che Renard era stato chiamato durante il torneo dopo una sconfitta pesante, privilegiando l'immagine della 'ghigliottina' rispetto ai dettagli della sua breve gestione.

AllarmeSchadenfreude
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La federazione tunisina scarica l'ennesimo tecnico: due partite e via.

Meccanismoattribuzione di colpa

Sostituendo 'dimissioni' con 'licenziamento' si inverte la narrazione: da decisione del tecnico a decisione della federazione, attribuendo a quest'ultima la responsabilità del fallimento.

Omissione

Viene omesso che Renard stesso ha annunciato la sua uscita come una decisione personale nei ringraziamenti, trasformando di fatto la comunicazione in un atto unilaterale della federazione.

IndignazioneVittimismo
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L'avventura di Renard si chiude: il tecnico ringrazia e lascia la Tunisia.

Meccanismocronaca fedele

La narrazione segue una cronologia lineare (nomina, sconfitta, addio) che normalizza l'evento, smorzando ogni tensione con la smentita di voci di permanenza.

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Viene omesso il contesto di 'ondata di licenziamenti' presente in altre testate, isolando la vicenda tunisina come caso a sé.

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