
Incendi in Ontario: oltre 2.800 evacuati, le Prime Nazioni denunciano l’abbandono del governo
Le comunità indigene accusano la provincia di negligenza e chiedono un’inchiesta pubblica, mentre il premier Ford difende la gestione dell’emergenza.
La stagione degli incendi che dal luglio 2026 sta devastando il Nord-Ovest dell’Ontario ha già costretto all’evacuazione circa 2.885 persone, in maggioranza appartenenti a dieci Prime Nazioni. Secondo i dati forniti dal ministero della Protezione civile provinciale, le comunità di Namaygoosisagagun e Whitewater Lake sono state completamente distrutte dalle fiamme. Il capo di Namaygoosisagagun, Helen Paavola, ha raccontato di aver visto la propria terra ridotta in cenere dopo che il ministero delle Risorse naturali aveva inizialmente giudicato l’incendio non pericoloso, mentre il capo di Gull Bay, Wilfred King, ha denunciato di aver ricevuto rapporti con tre giorni di ritardo mentre il fuoco avanzava di 30-40 chilometri in una sola notte.
I leader indigeni sono unanimi nell’attribuire la gravità dei danni alla risposta tardiva e inadeguata del governo provinciale. Solomon Atlookan, capo della Nazione Eabametoong, ha spiegato che la sua comunità ha dovuto organizzarsi autonomamente per localizzare e combattere gli incendi, senza alcun supporto dal ministero. Abram Benedict ha puntato il dito contro l’inadeguatezza delle infrastrutture: «I piccoli aeroporti remoti devono essere adattati per ricevere aerei più grandi, così che le persone vulnerabili non debbano essere evacuate a tappe. Il sistema non funziona». Da più parti si leva la richiesta di un’inchiesta pubblica che esamini la pianificazione delle evacuazioni, il coordinamento dell’emergenza e la preparazione della provincia a stagioni degli incendi sempre più intense.
Il premier Doug Ford ha difeso l’operato del suo governo, sostenendo che è stato fatto tutto il possibile e attribuendo la rapidità di alcuni roghi alla loro imprevedibilità. Eppure, secondo i critici, la gestione dell’emergenza è stata minata da un cronico sottofinanziamento: lo scorso anno la provincia aveva stanziato 135 milioni di dollari per la lotta agli incendi, ma ne ha spesi oltre 271; per il 2026 la cifra preventivata è di soli 150 milioni, a fronte di una stagione che si avvia a essere la peggiore mai registrata, con 180 focolai attivi e oltre 7.350 chilometri quadrati di foresta già bruciati. Nel frattempo, la polizia provinciale ha avvertito che chiunque venga trovato in aree sottoposte a ordine di chiusura rischia multe e punti sulla patente.
Oltre alla minaccia immediata delle fiamme, le evacuazioni stanno generando nuove fragilità sociali. Janet Gordon, vicepresidente della Sioux Lookout First Nations Health Authority, ha segnalato episodi di razzismo nelle comunità ospitanti e ha espresso preoccupazione per l’impatto sulla salute mentale degli sfollati, molti dei quali anziani con barriere linguistiche e scarso accesso a cibi tradizionali. La comunità di Eabametoong, una “comunità secca” dove alcol e droghe sono vietati, ha dovuto predisporre misure di sostegno per i suoi 940 membri evacuati a Niagara Falls, nel timore di un aumento del consumo di sostanze. Mentre i leader indigeni sollecitano investimenti federali per mettere in sicurezza le comunità più isolate, il dossier resta aperto e la richiesta di un’inchiesta pubblica attende una risposta da parte delle autorità provinciali.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.70 | critical |
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| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
Il governo provinciale dell'Ontario ha ignorato per anni gli allarmi lanciati dai vigili del fuoco e dalle comunità indigene, portando a un'emergenza senza precedenti. La copertura mette in luce accuse di negligenza e una gestione inadeguata delle risorse antincendio, con conseguenti evacuazioni di massa e danni ambientali.
Questo blocco non ha riportato la notizia degli incendi in Ontario, concentrandosi invece su temi regionali come politica e intrattenimento.
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