
Iran sotto un doppio fronte perturbato: piogge al Nord e mareggiate al Sud
Rovesci e temporali sulle coste del Caspio, mentre il Golfo Persico è in allerta per venti forti e onde alte fino a 2,4 metri. Fino a sabato condizioni avverse in tredici province.
L’Iran si trova ad affrontare un fine settimana di maltempo diffuso, con due distinti sistemi meteorologici che flagellano contemporaneamente il nord e il sud del paese. Da un lato, una perturbazione atlantica porta piogge abbondanti e temporali sulle province affacciate sul Mar Caspio e sui versanti settentrionali dell’Alborz; dall’altro, venti intensi sollevano il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz, rendendo pericolosa la navigazione in una delle arterie energetiche più sorvegliate del pianeta.
Secondo le previsioni diffuse dai servizi meteorologici iraniani, le regioni di Gilan, Mazandaran e Golestan – tradizionali mete balneari per l’élite di Teheran – sono le più esposte ai rovesci, accompagnati da raffiche di vento e possibili grandinate. Un’allerta gialla (rischio moderato) è stata diramata per sette province, con il pericolo di innalzamento improvviso dei corsi d’acqua e allagamenti urbani. Le piogge, che dovrebbero persistere fino a venerdì, interessano anche l’entroterra montuoso, lambendo le alte quote di Teheran, dove nel pomeriggio sono previsti forti venti e polvere sollevata.
Sul fronte meridionale, la situazione è ancora più delicata. Un’allerta arancione – il livello di guardia più elevato prima del rosso – è stata emessa per il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz da mercoledì a sabato. Raffiche fino a 32 nodi (circa 60 km/h) genereranno onde alte oltre due metri e mezzo al largo, mettendo a rischio le attività portuali e il transito delle petroliere. Le province costiere di Khuzestan, Bushehr e Hormozgan sono chiamate a tenere chiusi i piccoli porti e a vigilare sulle infrastrutture offshore.
Questo doppio attacco atmosferico, benché non eccezionale per il mese di giugno, mette in luce la vulnerabilità climatica dell’Iran, stretto tra masse d’aria umida settentrionale e depressioni calde meridionali. Per l’Italia e l’Europa, l’attenzione va allo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita un quinto del petrolio mondiale: eventuali interruzioni prolungate potrebbero riverberarsi sui mercati energetici, anche se al momento non si segnalano blocchi. Secondo gli analisti di Teheran, le condizioni dovrebbero migliorare gradualmente al nord da sabato, mentre il mare rimarrà mosso almeno fino all’inizio della prossima settimana, prolungando lo stato di allerta.
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa iraniana e affini | 0.00 | neutral |
| Stampa israeliana | 0.00 | neutral |
Una giornata serena con venti da deboli a moderati e mare poco mosso, senza alcuna allerta. Vengono riportate con precisione le fasi di marea per il Golfo Arabico e il Mar d'Oman.
Proseguono le precipitazioni intense, con temporali, grandinate e raffiche improvvise su almeno undici province, mentre resta alta l'allerta gialla e arancione. Raffiche di vento oltre i 30 nodi renderanno i mari agitati, in particolare il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz.
Dopo alcuni giorni di temperature nella norma e cielo parzialmente nuvoloso, si profila una severa ondata di caldo (sharav) a partire da giovedì. Le zone interne e montuose saranno le più esposte, con picchi di calore opprimente e rinforzo delle brezze costiere nel pomeriggio.
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