
Israele fa brillare tunnel vicino al castello di Beaufort, Aoun: «Minaccia diretta all’accordo»
Le detonazioni con 700 tonnellate di esplosivo, avvertite come un sisma di magnitudo 3.8, mettono a rischio il negoziato di Roma e il fragile cessate il fuoco.
Le forze israeliane hanno innescato nella notte tra giovedì e venerdì una serie di potenti esplosioni nell’area della fortezza crociata di Beaufort, nel Libano meridionale, un sito inserito la scorsa settimana nella lista del Patrimonio mondiale in pericolo dell’UNESCO. Secondo quanto dichiarato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dal ministro della Difesa Israel Katz, l’operazione ha distrutto «tunnel del terrore» utilizzati da Hezbollah, impiegando circa 700 tonnellate di esplosivo. Il presidente libanese Joseph Aoun ha definito l’accaduto «un’escalation estremamente pericolosa» e «una minaccia diretta al processo avviato nel quadro dell’accordo» raggiunto con Israele durante i colloqui sponsorizzati dagli Stati Uniti il mese scorso.
La tempistica delle detonazioni – ha aggiunto Aoun in una nota – «invia messaggi negativi e mina gli sforzi internazionali volti a consolidare la stabilità», proprio alla vigilia di una nuova sessione di colloqui prevista a Roma la prossima settimana per discutere l’attuazione dell’intesa trilaterale. L’accordo prevede che l’esercito libanese disarmi Hezbollah e che le forze israeliane si ritirino da «zone pilota» dove si schiereranno poi i militari di Beirut. Israele ha giustificato l’azione come risposta a una «flagrante violazione del cessate il fuoco» da parte di Hezbollah, accusato mercoledì di aver lanciato un drone esplosivo contro un veicolo militare israeliano. Hezbollah, da parte sua, non ha rivendicato alcun attacco dal 20 giugno, data di entrata in vigore della tregua.
Le esplosioni hanno provocato onde telluriche equivalenti a un terremoto di magnitudo 3.8, secondo il Centro geofisico nazionale libanese, mandando in frantumi i vetri delle abitazioni nei villaggi vicini e sollevando una nube di polvere che ha ricoperto un’ampia area boschiva. Il ministero della Cultura libanese ha avvertito che le vibrazioni potrebbero aver causato danni nelle adiacenze della fortezza, ma ha precisato che le squadre tecniche non possono effettuare sopralluoghi perché «il sito è sotto occupazione». Il castello di Beaufort, che domina la regione di confine, si trova infatti in una fascia di territorio libanese occupata dalle forze israeliane, che si estende per circa dieci chilometri oltre la linea di frontiera.
L’episodio si inserisce in un contesto di violenza ridotta ma non cessata dopo l’intesa del 20 giugno, frutto di un memorandum tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra regionale. Il Libano continua a denunciare incursioni aeree e di artiglieria israeliane nel sud, nonché la distruzione di edifici nei villaggi meridionali. Venerdì sera l’agenzia nazionale libanese ha riferito di altre tre esplosioni «violente» alla periferia di Taybeh. Il presidente del Parlamento Nabih Berri, alleato di Hezbollah, ha condannato le detonazioni affermando che non devono essere accolte «con il silenzio», mentre il primo ministro Nawaf Salam ha denunciato «le continue aggressioni israeliane nel sud», compresi i danni ai siti archeologici. La prossima tornata di colloqui a Roma rappresenta un banco di prova per la tenuta dell’accordo e per la capacità della diplomazia di contenere un’escalation che rischia di vanificare i progressi fin qui raggiunti.
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.90 | critical |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | −0.20 | neutral |
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
Il Libano condanna le esplosioni israeliane come una minaccia diretta all'accordo di cessate il fuoco.
La ripetizione delle dichiarazioni ufficiali libanesi e l'enfasi sulla quantità di esplosivo creano un'immagine di aggressione sproporzionata.
Omette la prospettiva israeliana sulla legittima difesa e la necessità di distruggere i tunnel di Hezbollah.
Le esplosioni israeliane mettono a rischio l'accordo, ma la distruzione dei tunnel di Hezbollah è un fattore da considerare.
Il bilanciamento tra le posizioni libanese e israeliana, con l'inclusione di dettagli fattuali come le 700 tonnellate, conferisce obiettività.
Omette la forte condanna emotiva dei funzionari libanesi, come il termine 'inaccettabile'.
Le esplosioni israeliane vicino al castello di Beaufort minacciano la tregua, come dichiarato dal presidente libanese.
La citazione diretta del presidente libanese senza contestualizzazione strategica presenta l'evento come un incidente diplomatico isolato.
Omette la quantità specifica di esplosivo (700 tonnellate) e il riferimento ai tunnel di Hezbollah.
Allarga lo sguardo
Il Messico rimbalza dell’1,5% nel secondo trimestre, il miglior dato in oltre cinque anni
1 lingua · 18 testate
Da TechnologyGIIAS 2026: Chery lancia la Q con prenotazione solo online, 6.000 ordini in poche settimane
1 lingua · 15 testate
Da Science & HealthOltre il ronroneo: cosa rivela la scienza sul benessere e l'affetto dei gatti domestici
2 lingue · 23 testate