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Società e Culturamercoledì 5 agosto 2026

Il professor Jason Arday lascia Cambridge tra accuse di plagio e polemiche

Il più giovane professore nero nella storia dell’ateneo si dimette dopo un’indagine su titoli e incarichi onorifici. Lui parla di una campagna razzista.

«Ho bisogno di tempo per guarire». Con queste parole, scritte in una lettera indirizzata ai colleghi e pubblicata dal Good Law Project, Jason Arday ha annunciato le sue dimissioni dall’Università di Cambridge. Il tono è personale, quasi intimo: parla del «tributo profondo» che le «accuse incessanti, le speculazioni e i commenti pubblici» hanno avuto su di lui e sui suoi cari. La scena è quella di un accademico che si ritira, non per sconfitta, ma per sopravvivenza.

Arday era diventato nel 2023, a 37 anni, il più giovane professore nero nella storia di Cambridge, titolare della cattedra di sociologia dell’educazione. La sua storia personale – cresciuto in un quartiere popolare londinese, figlio di immigrati ghanesi, diagnosticato autistico a tre anni, incapace di parlare fino agli undici – lo aveva reso un simbolo di riscatto. Ma negli ultimi mesi il suo percorso è stato messo sotto accusa. Secondo quanto riportato da più testate, tra cui The Independent e Le Figaro, l’università ha avviato un’indagine dopo «nuove informazioni» riguardanti le sue qualifiche accademiche e gli incarichi onorifici. A questo si aggiungono denunce di plagio nella tesi di dottorato e in altre ricerche, sollevate in particolare dal ricercatore Nathan Cofnas, già allontanato da Cambridge per le sue posizioni considerate razziste. Sono state inoltre messe in dubbio alcune affermazioni biografiche di Arday, come quella di aver corso 600 miglia in sei giorni o raccolto 5,5 milioni di sterline per beneficenza.

La vicenda si inserisce in un clima di scontro culturale che attraversa molte università anglosassoni. Da un lato, i sostenitori di Arday – tra cui parlamentari laburisti e il leader dei Verdi britannici Zack Polanski – hanno raccolto circa 15.500 firme in una petizione a suo sostegno, denunciando una campagna a sfondo razzista. Dall’altro, critici e commentatori conservatori vedono nel caso la prova di un sistema accademico che privilegia la diversità a scapito del merito. Arday stesso, in un’intervista al Times, ha parlato di una «campagna ben orchestrata e coordinata per rimuovermi dalla mia posizione», aggiungendo di essere diventato un parafulmine per le critiche alle politiche di diversity, equity and inclusion. «Non ho ucciso nessuno», ha detto, «la crudeltà che ho subito è inaccettabile».

Le dimissioni sono arrivate poche ore dopo l’annuncio dell’indagine da parte dell’università, che ha precisato di voler garantire un processo equo. Anche il Jesus College, dove Arday era fellow, ha avviato un procedimento parallelo. Nella sua lettera, Arday ha voluto chiarire che la decisione «non deve essere interpretata come una perdita di fiducia nella ricerca o nei valori che mi hanno portato a Cambridge, né come un’accettazione delle narrazioni che mi hanno circondato». Ha ringraziato i suoi studenti, definendo l’insegnamento «il più grande onore della mia carriera accademica». Poi ha concluso: «Questa non è la fine del mio lavoro. Quando sarà il momento, tornerò».

Resta l’immagine di un uomo che si allontana da un palcoscenico diventato troppo luminoso. La sua storia, da favola di riscatto a caso giudiziario, lascia aperte domande su quanto il merito e l’identità possano convivere nei corridoi delle élite accademiche. Per ora, Arday chiede solo silenzio e pace.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Accusa vs. Comprensione
26%Media
3 blocchi · posizioni da −0.50 a +0.10
Critico, accusatorioEmpatico, difensivo
ATLEURAFR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera−0.50critical
Stampa europea continentale+0.10neutral
Stampa africana subsahariana0.00neutral
Stampa atlantica / anglosfera−0.50
Voce

L'Atlantico smonta la figura di Arday come un mito costruito su basi fragili, mettendo in dubbio ogni sua affermazione.

Meccanismogiudizializzazione

Attraverso una verifica puntuale delle affermazioni e l'uso di fonti investigative, si crea un quadro di inaffidabilità che giustifica le dimissioni.

Omissione

Non viene dato spazio alla difesa di Arday basata sul razzismo, né al suo background personale come elemento attenuante.

ScetticismoIndignazione
Stampa europea continentale+0.10
Voce

L'Europa continentale difende Arday come una vittima di un sistema accademico ostile, sottolineando le sue origini umili e le accuse di razzismo.

Meccanismoumanizzazione

Inserendo la vicenda in una cornice biografica e sociale, si sposta l'attenzione dalle accuse alla presunta ingiustizia subita.

Omissione

Non vengono approfondite le prove di plagio né le altre affermazioni dubbie, come la corsa di 600 miglia.

VittimismoDistacco
Stampa africana subsahariana0.00
Voce

L'Africa subsahariana registra i fatti senza prendere posizione, riportando sia le accuse che la figura controversa di Cofnas.

Meccanismodistacco giornalistico

Usando un tono piatto e citando entrambe le parti, si presenta come un resoconto obiettivo, evitando giudizi.

Omissione

Non viene menzionata la lettera di Arday in cui parla di 'tempo per guarire', né il suo background personale.

DistaccoPragmatismo
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Air India nomina l'ex capo di Ethiopian Airlines Tewolde Gebremariam come CEO·Nuovo Messico cita in giudizio il Dipartimento di Giustizia: «Bloccano l’indagine sui crimini di Epstein»·Ucraina colpisce Wildberries: danni per miliardi e crisi per i venditori·La rivolta dei ragazzi che non volevano rifare l’esame·Milei ritira la riforma sulle terre per evitare la sconfitta in Senato·Terremoti a catena nel Pacifico: Indonesia, Filippine, Nuova Zelanda e Curili·Il professor Jason Arday lascia Cambridge tra accuse di plagio e polemiche·Nei paesi in via di sviluppo solo il 4,5% dei posti è a rischio automazione, ma la dipendenza dall’AI frena i benefici·Air India nomina l'ex capo di Ethiopian Airlines Tewolde Gebremariam come CEO·Nuovo Messico cita in giudizio il Dipartimento di Giustizia: «Bloccano l’indagine sui crimini di Epstein»·Ucraina colpisce Wildberries: danni per miliardi e crisi per i venditori·La rivolta dei ragazzi che non volevano rifare l’esame·Milei ritira la riforma sulle terre per evitare la sconfitta in Senato·Terremoti a catena nel Pacifico: Indonesia, Filippine, Nuova Zelanda e Curili·Il professor Jason Arday lascia Cambridge tra accuse di plagio e polemiche·Nei paesi in via di sviluppo solo il 4,5% dei posti è a rischio automazione, ma la dipendenza dall’AI frena i benefici·
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mercoledì 5 agosto 2026

Il professor Jason Arday lascia Cambridge tra accuse di plagio e polemiche

Il più giovane professore nero nella storia dell’ateneo si dimette dopo un’indagine su titoli e incarichi onorifici. Lui parla di una campagna razzista.

«Ho bisogno di tempo per guarire». Con queste parole, scritte in una lettera indirizzata ai colleghi e pubblicata dal Good Law Project, Jason Arday ha annunciato le sue dimissioni dall’Università di Cambridge. Il tono è personale, quasi intimo: parla del «tributo profondo» che le «accuse incessanti, le speculazioni e i commenti pubblici» hanno avuto su di lui e sui suoi cari. La scena è quella di un accademico che si ritira, non per sconfitta, ma per sopravvivenza.

Arday era diventato nel 2023, a 37 anni, il più giovane professore nero nella storia di Cambridge, titolare della cattedra di sociologia dell’educazione. La sua storia personale – cresciuto in un quartiere popolare londinese, figlio di immigrati ghanesi, diagnosticato autistico a tre anni, incapace di parlare fino agli undici – lo aveva reso un simbolo di riscatto. Ma negli ultimi mesi il suo percorso è stato messo sotto accusa. Secondo quanto riportato da più testate, tra cui The Independent e Le Figaro, l’università ha avviato un’indagine dopo «nuove informazioni» riguardanti le sue qualifiche accademiche e gli incarichi onorifici. A questo si aggiungono denunce di plagio nella tesi di dottorato e in altre ricerche, sollevate in particolare dal ricercatore Nathan Cofnas, già allontanato da Cambridge per le sue posizioni considerate razziste. Sono state inoltre messe in dubbio alcune affermazioni biografiche di Arday, come quella di aver corso 600 miglia in sei giorni o raccolto 5,5 milioni di sterline per beneficenza.

La vicenda si inserisce in un clima di scontro culturale che attraversa molte università anglosassoni. Da un lato, i sostenitori di Arday – tra cui parlamentari laburisti e il leader dei Verdi britannici Zack Polanski – hanno raccolto circa 15.500 firme in una petizione a suo sostegno, denunciando una campagna a sfondo razzista. Dall’altro, critici e commentatori conservatori vedono nel caso la prova di un sistema accademico che privilegia la diversità a scapito del merito. Arday stesso, in un’intervista al Times, ha parlato di una «campagna ben orchestrata e coordinata per rimuovermi dalla mia posizione», aggiungendo di essere diventato un parafulmine per le critiche alle politiche di diversity, equity and inclusion. «Non ho ucciso nessuno», ha detto, «la crudeltà che ho subito è inaccettabile».

Le dimissioni sono arrivate poche ore dopo l’annuncio dell’indagine da parte dell’università, che ha precisato di voler garantire un processo equo. Anche il Jesus College, dove Arday era fellow, ha avviato un procedimento parallelo. Nella sua lettera, Arday ha voluto chiarire che la decisione «non deve essere interpretata come una perdita di fiducia nella ricerca o nei valori che mi hanno portato a Cambridge, né come un’accettazione delle narrazioni che mi hanno circondato». Ha ringraziato i suoi studenti, definendo l’insegnamento «il più grande onore della mia carriera accademica». Poi ha concluso: «Questa non è la fine del mio lavoro. Quando sarà il momento, tornerò».

Resta l’immagine di un uomo che si allontana da un palcoscenico diventato troppo luminoso. La sua storia, da favola di riscatto a caso giudiziario, lascia aperte domande su quanto il merito e l’identità possano convivere nei corridoi delle élite accademiche. Per ora, Arday chiede solo silenzio e pace.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Accusa vs. Comprensione
26%Media
3 blocchi · posizioni da −0.50 a +0.10
Critico, accusatorioEmpatico, difensivo
ATLEURAFR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera−0.50critical
Stampa europea continentale+0.10neutral
Stampa africana subsahariana0.00neutral
Stampa atlantica / anglosfera−0.50
Voce

L'Atlantico smonta la figura di Arday come un mito costruito su basi fragili, mettendo in dubbio ogni sua affermazione.

Meccanismogiudizializzazione

Attraverso una verifica puntuale delle affermazioni e l'uso di fonti investigative, si crea un quadro di inaffidabilità che giustifica le dimissioni.

Omissione

Non viene dato spazio alla difesa di Arday basata sul razzismo, né al suo background personale come elemento attenuante.

ScetticismoIndignazione
Stampa europea continentale+0.10
Voce

L'Europa continentale difende Arday come una vittima di un sistema accademico ostile, sottolineando le sue origini umili e le accuse di razzismo.

Meccanismoumanizzazione

Inserendo la vicenda in una cornice biografica e sociale, si sposta l'attenzione dalle accuse alla presunta ingiustizia subita.

Omissione

Non vengono approfondite le prove di plagio né le altre affermazioni dubbie, come la corsa di 600 miglia.

VittimismoDistacco
Stampa africana subsahariana0.00
Voce

L'Africa subsahariana registra i fatti senza prendere posizione, riportando sia le accuse che la figura controversa di Cofnas.

Meccanismodistacco giornalistico

Usando un tono piatto e citando entrambe le parti, si presenta come un resoconto obiettivo, evitando giudizi.

Omissione

Non viene menzionata la lettera di Arday in cui parla di 'tempo per guarire', né il suo background personale.

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