
L’FBI indaga la giornalista che ha svelato i festini alcolici del direttore Kash Patel
Il Bureau apre un’inchiesta penale contro la reporter dell’Atlantico. Nuove rivelazioni sulle bottiglie di bourbon personalizzate e la scomparsa Nancy Guthrie.
Il Federal Bureau of Investigation ha avviato un’inchiesta penale per fughe di notizie nei confronti di Sarah Fitzpatrick, la giornalista dell’Atlantico che per prima ha raccontato i presunti problemi di alcol e i comportamenti erratici del direttore Kash Patel. Secondo quanto riferito da fonti con conoscenza diretta del caso, l’indagine rappresenterebbe una deviazione significativa dalle prassi consuete dell’agenzia, sollevando interrogativi sulla sua indipendenza. L’ufficio stampa del Bureau ha smentito categoricamente l’esistenza dell’inchiesta, ma le ricostruzioni di più testate convergono nel delineare una situazione di tensione senza precedenti.
La controversia si inserisce in un quadro già tempestoso. Patel, nominato da Donald Trump, è accusato di aver distribuito bottiglie personalizzate di Woodford Reserve con il suo nome e il logo dell’FBI come regalo commemorativo, un gesto che ha allarmato funzionari attuali e passati. “Distribuire bottiglie di liquore nella principale agenzia di polizia federale – mi fa paura per il paese”, ha commentato un ex alto funzionario. L’Atlantico ha documentato che una di queste bottiglie è stata persino messa all’asta online. Patel ha negato ogni addebito, definendo l’articolo una “cospirazione giornalistica” e ha intentato una causa da 250 milioni di dollari per diffamazione contro la testata.
Nel frattempo, il direttore è finito al centro di un’altra polemica legata alla scomparsa di Nancy Guthrie, madre della conduttrice del Today Show Savannah Guthrie, sparita da Tucson il primo febbraio. In un podcast con Sean Hannity, Patel ha dichiarato che l’FBI è stato tenuto fuori dalle indagini per quattro giorni cruciali, accusando le autorità locali di inefficienza. La replica dello sceriffo della contea di Pima è stata netta: “Un membro della task force dell’FBI era presente sul posto fin dall’inizio, insieme al nostro personale”. La smentita ha messo in dubbio la versione di Patel, alimentando ulteriori critiche sulla sua gestione della comunicazione.
Dal punto di vista degli analisti di Bruxelles, queste vicende segnalano una preoccupante politicizzazione dell’FBI, un’agenzia che dovrebbe restare al di sopra delle parti. L’uso dell’apparato investigativo contro una giornalista, unito alle iniziative personalistiche del direttore, evoca scenari che ricordano l’era di J. Edgar Hoover. Nell’ottica di Pechino, la crisi interna all’FBI viene letta come un sintomo di fragilità istituzionale statunitense, utile a sostenere la narrativa di un Occidente in declino. A Washington, cresce il timore che la confusione possa minare la fiducia pubblica nella giustizia federale, proprio mentre il paese si avvicina a nuove scadenze elettorali.
Il futuro di Patel è ora legato all’esito della causa contro l’Atlantico e all’inchiesta interna sulle fughe di notizie. Se la pressione mediatica e politica continuerà a crescere, non è escluso che il Congresso chieda audizioni. Per l’Europa, che guarda con attenzione alle garanzie democratiche del partner americano, resta una domanda aperta: fino a che punto l’FBI saprà preservare la sua autonomia da un potere esecutivo sempre più invadente?
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