
L’immagine degli Stati Uniti crolla sotto quella della Russia: l’Europa guarda altrove
Per la prima volta la percezione globale degli Usa è peggiore di quella di Mosca. I sondaggi rivelano una frattura profonda tra Vecchio Continente e Washington.
Per la prima volta nella storia recente, la percezione globale degli Stati Uniti è scivolata al di sotto di quella della Russia. Lo rivela l’indagine annuale della Alliance of Democracies Foundation, fondata dall’ex segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen. Il saldo netto di approvazione verso Washington è passato da +22 a -16 per cento in due anni, mentre Mosca si ferma a -11. La Cina, al contrario, registra un +7. Il dato più significativo, però, è un altro: interrogati su quale paese rappresenti la minaccia più grave per il mondo, gli intervistati collocano gli Stati Uniti al terzo posto, dopo Russia e Israele. È un’inversione di prospettiva che dice molto sul logoramento dell’egemonia americana sotto la seconda presidenza Trump.
Il malcontento è particolarmente acuto in Europa. Secondo un sondaggio Eurobarometro pubblicato il 9 maggio, il 74 per cento dei cittadini dell’Unione europea ha ora un’opinione sfavorevole degli Stati Uniti, quattordici punti in più rispetto allo scorso autunno. A titolo di confronto, la percezione negativa della Russia si attesta all’83 per cento, quella della Cina al 61. Ma il dato che preoccupa Bruxelles è un altro: il 73 per cento degli europei ritiene che sia giunto il momento di allontanarsi da Washington, una quota in crescita rispetto al 63 per cento del 2024. La fiducia negli Usa come partner è calata dal 46 al 42 per cento. Il Regno Unito, storicamente più legato a Washington, fa registrare un 67 per cento a favore di una maggiore autonomia.
La rottura transatlantica ha conseguenze concrete sulle scelte strategiche dei singoli paesi. In Spagna, il Centro de Investigaciones Sociológicas ha rilevato che il 54,5 per cento della popolazione ritiene che l’Unione europea dovrebbe rafforzare i legami con Cina e altre potenze emergenti, anziché insistere sull’allineamento storico con gli Stati Uniti. È un’indicazione che va oltre la semplice opinione pubblica: riflette una sensazione di abbandono e la ricerca di nuovi equilibri geopolitici. Dall’ottica di Pechino, questo disincanto europeo rappresenta un’opportunità per ampliare la propria influenza, mentre Mosca osserva con interesse la crisi di credibilità del rivale americano.
Secondo gli analisti di Bruxelles, il deterioramento dell’immagine statunitense non è un fenomeno passeggero. Le politiche tariffarie di Trump, le minacce alla sovranità della Groenlandia e lo smantellamento delle garanzie di sicurezza della Nato hanno incrinato la fiducia in modo strutturale. L’Europa si trova a fare i conti con una solitudine inedita: il garante della pace e dell’uguaglianza che era stato il progetto europeo sembra non interessare più a Washington. La sfida per il Vecchio Continente è duplice: reagire senza cadere in una dipendenza alternativa da Pechino, e ritrovare una bussola politica autonoma in un mondo che cambia rapidamente. La rapidità con cui gli Usa sono passati da referente globale a minaccia percepita suggerisce che la finestra per un riavvicinamento potrebbe chiudersi prima di quanto si pensi.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
| Stampa iraniana e affini | +0.20 | neutral |
Un sondaggio paneuropeo mostra che la percezione negativa degli Stati Uniti è salita al 74%, con un balzo di 14 punti rispetto all'autunno 2025. Solo il 24% dei cittadini dell'UE conserva un'opinione favorevole, mentre la Russia resta più impopolare all'83% e la Cina al 61%. I dati segnalano un rapido deterioramento dell'immagine americana, pur senza superare il livello di sfiducia verso Mosca.
In Spagna, oltre la metà dei cittadini chiede ora di rafforzare i legami con la Cina in risposta alle politiche statunitensi, secondo un sondaggio nazionale. Il pessimismo diffuso sul contesto internazionale e la sfiducia verso Washington stanno spingendo un riallineamento storico lontano dal tradizionale legame transatlantico. La guerra e la linea di Trump alimentano recelos che spingono a guardare verso altre potenze.
In tutta Europa, il 73% degli intervistati ritiene che sia ora di liberarsi dalla morsa di Washington, con una crescente sfiducia verso gli USA scesa al 42%. La tendenza è in costante aumento da anni e persino nel Regno Unito il 67% desidera maggiore distanza. Il sondaggio delinea un continente che si emancipa progressivamente dal dominio americano, cercando nuove strade.
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