Accedi
Edizione delle 06:00 CETlunedì 3 agosto 2026
320 testate · 17 lingue278 briefing oggi
venerdì 24 aprile 2026

L'insulto di Trump all'India mette alla prova i rapporti tra Washington e Nuova Delhi

Il gesto è stato apparentemente casuale, ma le sue conseguenze diplomatiche rischiano di essere profonde. Donald Trump ha ripubblicato sulla sua piattaforma Truth Social il trascritto di un intervento del commentatore conservatore Michael Savage, nel quale India e Cina venivano definite «hellhole», buchi infernali. La reazione di Nuova Delhi è stata immediata e misurata ma ferma: il ministero degli Esteri indiano ha definito le parole «inappropriate, di cattivo gusto e disinformate», sottolineando che non riflettono la realtà di una relazione bilaterale costruita su rispetto reciproco e interessi condivisi. Il riferimento, nel contesto del dibattito sulla cittadinanza per nascita negli Stati Uniti, ha riaperto una ferita che Trump stesso aveva già inferto nel 2018, quando definì «shithole countries» alcune nazioni africane e caraibiche. Stavolta, però, il bersaglio è una potenza emergente con cui Washington intrattiene un dialogo strategico sempre più fitto, sul piano commerciale e geopolitico.

A complicare il quadro è intervenuta Teheran, che con mossa quasi ironica ha colto l’occasione per pungere l’amministrazione americana. Il consolato iraniano a Mumbai ha pubblicato un video che esalta il patrimonio culturale del Maharashtra, invitando Trump a visitare l’India per una «disintossicazione culturale» che forse arginerebbe le sue «bakwaas», sciocchezze. Un gesto che, nell’ottica di Pechino e di altri osservatori asiatici, conferma come la rivalità tra Stati Uniti e Iran trovi ormai un palcoscenico anche nei social media, incidendo sulla percezione pubblica dei leader occidentali nel Sud globale.

L’ambasciata americana a Nuova Delhi ha cercato di spegnere l’incendio con una nota in cui si attribuisce a Trump la frase «l’India è un grande paese, guidato da un mio buon amico», senza tuttavia precisare quando e dove sia stata pronunciata. Secondo gli analisti di Bruxelles, questa ambiguità è sintomatica di una gestione della diplomazia pubblica sempre più impulsiva, che rischia di minare la fiducia accumulata in anni di cooperazione bilaterale. Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, la vicenda ha un rilievo indiretto ma concreto: Roma segue con attenzione il partenariato Ue-India, tornato al centro dell’agenda commerciale europea, e un eventuale indebolimento del rapporto tra Washington e Nuova Delhi potrebbe aprire spazi per iniziative europee autonome, ma anche generare incertezza in un quadrante già segnato dalle tensioni tra Cina e Stati Uniti.

La visita del segretario di Stato Marco Rubio, prevista per il mese prossimo, rappresenta il banco di prova decisivo. Se le scuse pubbliche non arriveranno, il rischio è che l’incidente si trasformi da battuta d’arresto momentanea a crepa strutturale in una relazione che, per entrambi i paesi, è troppo importante per essere lasciata alla deriva delle provocazioni digitali.

Ultim'ora
AstraZeneca esplora fusione da 400 miliardi con la statunitense Bristol Myers·L’Italia ispeziona una petroliera del ‘shadow fleet’ russo al largo di Pantelleria·Incendio domestico a Teshie Penny: distrutta una stanza, salvate le case vicine·Petrolio in picchiata dopo lo stop di Trump all'attacco all'Iran: Brent sotto 84 dollari·Incendi in Indonesia: decine di ettari devastati, allarme per la siccità durante El Niño·Terremoto nel nord-est dell’Egitto: magnitudo tra 5.0 e 5.6, nessun danno segnalato·Il premier britannico Burnham annuncia linea dura contro gli sbarchi nella Manica·Scuola in crisi: bambini con lo zaino pesante e riforme che non arrivano·AstraZeneca esplora fusione da 400 miliardi con la statunitense Bristol Myers·L’Italia ispeziona una petroliera del ‘shadow fleet’ russo al largo di Pantelleria·Incendio domestico a Teshie Penny: distrutta una stanza, salvate le case vicine·Petrolio in picchiata dopo lo stop di Trump all'attacco all'Iran: Brent sotto 84 dollari·Incendi in Indonesia: decine di ettari devastati, allarme per la siccità durante El Niño·Terremoto nel nord-est dell’Egitto: magnitudo tra 5.0 e 5.6, nessun danno segnalato·Il premier britannico Burnham annuncia linea dura contro gli sbarchi nella Manica·Scuola in crisi: bambini con lo zaino pesante e riforme che non arrivano·
Agg. 15:103 lingue · 13 testate
13 testate|3 lingue|3 min lettura
venerdì 24 aprile 2026

L'insulto di Trump all'India mette alla prova i rapporti tra Washington e Nuova Delhi

Il gesto è stato apparentemente casuale, ma le sue conseguenze diplomatiche rischiano di essere profonde. Donald Trump ha ripubblicato sulla sua piattaforma Truth Social il trascritto di un intervento del commentatore conservatore Michael Savage, nel quale India e Cina venivano definite «hellhole», buchi infernali. La reazione di Nuova Delhi è stata immediata e misurata ma ferma: il ministero degli Esteri indiano ha definito le parole «inappropriate, di cattivo gusto e disinformate», sottolineando che non riflettono la realtà di una relazione bilaterale costruita su rispetto reciproco e interessi condivisi. Il riferimento, nel contesto del dibattito sulla cittadinanza per nascita negli Stati Uniti, ha riaperto una ferita che Trump stesso aveva già inferto nel 2018, quando definì «shithole countries» alcune nazioni africane e caraibiche. Stavolta, però, il bersaglio è una potenza emergente con cui Washington intrattiene un dialogo strategico sempre più fitto, sul piano commerciale e geopolitico.

A complicare il quadro è intervenuta Teheran, che con mossa quasi ironica ha colto l’occasione per pungere l’amministrazione americana. Il consolato iraniano a Mumbai ha pubblicato un video che esalta il patrimonio culturale del Maharashtra, invitando Trump a visitare l’India per una «disintossicazione culturale» che forse arginerebbe le sue «bakwaas», sciocchezze. Un gesto che, nell’ottica di Pechino e di altri osservatori asiatici, conferma come la rivalità tra Stati Uniti e Iran trovi ormai un palcoscenico anche nei social media, incidendo sulla percezione pubblica dei leader occidentali nel Sud globale.

L’ambasciata americana a Nuova Delhi ha cercato di spegnere l’incendio con una nota in cui si attribuisce a Trump la frase «l’India è un grande paese, guidato da un mio buon amico», senza tuttavia precisare quando e dove sia stata pronunciata. Secondo gli analisti di Bruxelles, questa ambiguità è sintomatica di una gestione della diplomazia pubblica sempre più impulsiva, che rischia di minare la fiducia accumulata in anni di cooperazione bilaterale. Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, la vicenda ha un rilievo indiretto ma concreto: Roma segue con attenzione il partenariato Ue-India, tornato al centro dell’agenda commerciale europea, e un eventuale indebolimento del rapporto tra Washington e Nuova Delhi potrebbe aprire spazi per iniziative europee autonome, ma anche generare incertezza in un quadrante già segnato dalle tensioni tra Cina e Stati Uniti.

La visita del segretario di Stato Marco Rubio, prevista per il mese prossimo, rappresenta il banco di prova decisivo. Se le scuse pubbliche non arriveranno, il rischio è che l’incidente si trasformi da battuta d’arresto momentanea a crepa strutturale in una relazione che, per entrambi i paesi, è troppo importante per essere lasciata alla deriva delle provocazioni digitali.

Divergenza delle fonti

— · 13 testate · 3 lingue

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Questa notizia è apparsa su

13 testate · 3 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Trump sospende l’attacco all’Iran, ma Teheran smentisce di aver chiesto la tregua

2 lingue · 74 testate

Da Economy & Markets

Il Messico rimbalza dell’1,5% nel secondo trimestre, il miglior dato in oltre cinque anni

1 lingua · 18 testate

Da Technology

GIIAS 2026: Chery lancia la Q con prenotazione solo online, 6.000 ordini in poche settimane

1 lingua · 15 testate

Leggi di più