
Trump e il salvataggio di Spirit Airlines: il paradosso del presidente anti-bailout
Il presidente Donald Trump, che nel 2023 tuonava contro i salvataggi pubblici e accusava Joe Biden di condurre il Paese verso una nuova Grande Depressione, sta ora trattando un’iniezione di mezzo miliardo di dollari per Spirit Airlines, la compagnia low-cost in bancarotta. Secondo quanto emerso dalle aule del tribunale fallimentare di New York e confermato dallo stesso inquilino della Casa Bianca, l’amministrazione sta valutando un prestito garantito dal Tesoro che potrebbe trasformarsi in una partecipazione statale fino al novanta per cento del capitale. Un voltafaccia che gli analisti di Washington non esitano a definire clamoroso, soprattutto alla luce della retorica anti-interventista che ha segnato l’ascesa del movimento MAGA.
La crisi di Spirit Airlines riflette le fragilità strutturali del settore aereo a basso costo, già messo in ginocchio dalla pandemia e ora stretto tra l’aumento del carburante e il fallimento della fusione con JetBlue, bloccata per ragioni antitrust. Dal punto di vista di Bruxelles, la vicenda solleva interrogativi sulla coerenza della politica commerciale americana, mentre a Pechino si osserva con attenzione il possibile intervento statale in un mercato che gli Stati Uniti hanno sempre difeso come baluardo del libero mercato. In Italia e in Europa, dove vettori come Ryanair e Wizz Air affrontano sfide simili, il caso Spirit diventa un banco di prova per capire fino a che punto i governi sono disposti a spingersi per salvare posti di lavoro e connettività.
Le reazioni sono bipartisan ma critiche: la senatrice progressista Elizabeth Warren e il conservatore Ted Cruz hanno espresso scetticismo sull’uso dei soldi dei contribuenti per un salvataggio che appare più politico che economico, mentre il segretario al Commercio Howard Lutnick è finito nel mirino per la sua visione definita da alcuni “da commissario sovietico”. Trump, dal canto suo, giustifica l’operazione con la promessa di rivendere la compagnia a profitto quando il prezzo del petrolio scenderà, un calcolo che gli esperti di Wall Street giudicano azzardato.
Guardando avanti, il destino di Spirit Airlines diventa un test per la credibilità della nuova amministrazione: se il salvataggio andrà in porto, si creerà un precedente pericoloso per altre compagnie in difficoltà, mentre se fallirà, il presidente rischierà di alienarsi una fetta importante del suo elettorato populista. In ogni caso, il cielo sopra gli Stati Uniti non è più così libero come una volta.
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