
La guerra con l’Iran fa schizzare la benzina, Trump punta sulla tregua fiscale
Con il prezzo oltre i 4,50 dollari al gallone e il conflitto al terzo mese, la Casa Bianca propone la sospensione della tassa federale. Democratici e repubblicani divisi.
La Casa Bianca ha rotto gli indugi: Donald Trump ha dato il suo sostegno alla sospensione temporanea della tassa federale sulla benzina, un intervento che ridurrebbe di diciotto centesimi il prezzo al gallone, oggi attestato in media sopra i 4,50 dollari. La decisione arriva mentre la guerra con l’Iran si avvia al terzo mese e i prezzi dei carburanti sono aumentati del cinquanta per cento dall’inizio delle ostilità, alimentando un’ansia economica che, storicamente, si riflette negativamente sul consenso presidenziale. Secondo quanto riferiscono fonti interne all’amministrazione, l’ipotesi di un taglio fiscale era stata inizialmente accantonata da alcuni consiglieri, ma l’assenza di strumenti efficaci e la prospettiva di un conflitto prolungato ne hanno imposto l’urgenza.
Sul versante democratico la reazione è stata netta: il partito chiede al presidente di porre fine alla guerra, non di cercare palliativi. “Se vuole che il prezzo della benzina scenda, deve fermare questa guerra illegale”, ha dichiarato il senatore Chris Murphy, mentre la collega Mazie Hirono ha ricordato che l’operazione militare non è mai stata autorizzata dal Congresso. Per i democratici, la responsabilità dell’impennata dei prezzi ricade interamente su Trump, e ogni misura alternativa viene bollata come un espediente per eludere il nodo politico centrale.
Ma lo scetticismo non manca neppure tra i repubblicani. Il leader della maggioranza al Senato, John Thune, si è chiesto se il risparmio verrebbe realmente trasferito ai consumatori o finirebbe assorbito dalla filiera distributiva. Il presidente della Camera, Mike Johnson, ha evitato un endorsement convinto, segno che l’idea divide lo stesso partito di maggioranza. All’interno della Casa Bianca, intanto, cresce la consapevolezza che le opzioni per alleviare la pressione sui prezzi sono limitate e che la finestra politica per evitare un tracollo elettorale si sta chiudendo.
Lo scenario ha implicazioni che vanno oltre l’America. L’Europa, e l’Italia in particolare, segue con preoccupazione l’escalation in Medio Oriente e la volatilità del mercato energetico: un conflitto prolungato rischia di innescare una nuova ondata inflattiva sulle importazioni di greggio, proprio mentre la ripresa post-pandemica mostra segni di fragilità. A Bruxelles si guarda alle mosse di Washington con la consapevolezza che ogni scelta unilaterale sul fronte fiscale o bellico avrà ripercussioni sull’intero equilibrio globale. La partita, insomma, è aperta: Trump spera che la tregua fiscale basti a contenere il malcontento, ma l’opposizione interna e le incognite del conflitto rendono la strada in salita.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.40 | critical |
|---|---|---|
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
I legislatori si scontrano sulla proposta di Trump di sospendere la tassa federale sulla benzina, mentre i prezzi salgono a causa del conflitto con l'Iran. I Democratici chiedono la fine della guerra, mentre i Repubblicani sono scettici sull'efficacia del taglio fiscale. La Casa Bianca cerca soluzioni tampone di fronte a un Congresso diviso.
L'amministrazione Trump sta esaurendo le opzioni per contenere le ricadute economiche della guerra con l'Iran, mentre le speranze di una rapida soluzione svaniscono. La sospensione della tassa federale sulla benzina, inizialmente considerata non necessaria, sta guadagnando urgenza come misura tampone. I funzionari della Casa Bianca cercano strumenti limitati per dimostrare di affrontare l'aumento dei prezzi.
Con le elezioni all'orizzonte, la Casa Bianca è sotto pressione per alleviare i prezzi dei carburanti, spinta dall'ansia economica e dalla reazione negativa dell'opinione pubblica. La sospensione dell'imposta federale sulla benzina emerge come opzione tampone, mentre il conflitto con l'Iran continua a pesare. L'amministrazione Trump cerca affannosamente di mostrare risultati concreti.
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