
La telefonata che ha scosso l'alleanza: Trump e Netanyahu divisi sull'Iran
Netanyahu si è infuriato dopo la proposta di Trump di negoziare con l'Iran. Il premier vuole colpire ancora, mentre Washington cerca una via diplomatica.
La telefonata tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, martedì sera, è stata tra le più tese da quando la guerra a Gaza ha ridefinito gli equilibri mediorientali. Secondo fonti israeliane e americane, il premier è uscito dal colloquio «in preda al panico», con i «capelli letteralmente in fiamme», per usare l’espressione di un funzionario statunitense. Il motivo? Trump lo ha informato che i mediatori stanno preparando una «lettera d’intenti» per formalizzare il cessate il fuoco con l’Iran, aprendo a un mese di negoziati che includerebbero il programma nucleare di Teheran e la riapertura dello stretto di Hormuz.
Netanyahu, dal canto suo, ha espresso aperta contrarietà. Il premier israeliano ritiene che la via diplomatica sia prematura e che la pressione militare debba essere intensificata per indebolire definitivamente il regime iraniano. Nel colloquio, ha insistito per riprendere i bombardamenti, mentre Trump spingeva per una soluzione negoziale. Una divergenza radicale che riflette due visioni opposte: da un lato, la volontà americana di uscire da un confronto costoso e imprevedibile; dall’altro, la determinazione israeliana a non fermarsi prima di aver neutralizzato la minaccia.
Dal punto di vista europeo, la tensione tra i due alleati è motivo di preoccupazione. Bruxelles segue con attenzione gli sviluppi, consapevole che un’escalation militare nello stretto di Hormuz potrebbe avere ripercussioni immediate sulle forniture energetiche del Vecchio continente. Inoltre, la prospettiva di un accordo sul nucleare iraniano – seppur ancora incerta – è vista come l’unica via credibile per evitare una proliferazione incontrollata nella regione.
Netanyahu ha già chiesto un incontro urgente alla Casa Bianca per discutere la strategia iraniana. Ma il clima non è dei migliori. Fonti diplomatiche suggeriscono che la frattura potrebbe essere più profonda di quanto sembri, e che la prossima mossa dipenderà dalla capacità di Trump di imporre la sua linea, o dalla capacità di Netanyahu di ottenere garanzie sufficienti per fermare la sua offensiva. L’esito di questo braccio di ferro ridefinirà non solo i rapporti tra Washington e Tel Aviv, ma l’intero equilibrio in Medio Oriente.
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.60 | critical |
La telefonata tra Trump e Netanyahu è stata tesa, ma i leader hanno discusso anche nuove proposte di pace per un compromesso con l'Iran. I mediatori stanno preparando una 'lettera di intenti' per formalizzare la fine delle ostilità. La Russia osserva con distacco la divergenza tra USA e Israele.
Secondo indiscrezioni, Netanyahu è uscito furioso dalla telefonata con Trump, descritto 'con i capelli in fiamme'. Il premier israeliano sarebbe scettico sui negoziati e vorrebbe riprendere le operazioni militari per indebolire ulteriormente l'Iran. La stampa europea mette in luce l'irritazione di Netanyahu e la difficoltà del dialogo.
Allarga lo sguardo
Trump annuncia un accordo per il disarmo di Hamas, ma Israele resta scettico
4 lingue · 103 testate
Da Economy & MarketsLa Fed mantiene i tassi invariati, ma tre voti a favore del rialzo segnalano la spaccatura
3 lingue · 38 testate
Da TechnologyGIIAS 2026: Chery lancia la Q con prenotazione solo online, 6.000 ordini in poche settimane
1 lingua · 15 testate