
Lo smartphone ha spento il desiderio di fare figli? L’impatto globale del digitale sulla fertilità
Nuove ricerche collegano il crollo delle nascite negli Stati Uniti e in Australia all’avvento dello smartphone, con effetti che si estendono all’Europa e all’Italia.
Il declino della fertilità nei paesi occidentali ha radici profonde, ma un nuovo filone di studi punta il dito contro un colpevole inaspettato: lo smartphone. Secondo una ricerca della Middlebury College, l’introduzione dell’iPhone nel 2007 spiegherebbe tra il 33 e il 52 per cento del calo delle nascite negli Stati Uniti. Il meccanismo non è chimico, ma sociale: la diffusione dei dispositivi mobili ha trasformato il modo di relazionarsi, spostando l’attenzione dalla procreazione alla navigazione online. In Australia, i dati sono altrettanto eloquenti: il tasso di fertilità è sceso del 25 per cento dal picco del 2008, toccando il minimo storico di 1,48 figli per donna nel 2024. Gli studiosi osservano che la coincidenza temporale con l’esplosione degli smartphone è troppo marcata per essere ignorata.
L’analisi si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge anche l’Europa. In Italia, dove il tasso di fertilità è tra i più bassi del continente (1,24 nel 2023), gli esperti guardano con interesse a queste correlazioni. Secondo gli analisti di Bruxelles, il fenomeno non è solo americano o australiano: la penetrazione degli smartphone in Europa ha seguito curve simili, e il calo delle nascite è accelerato proprio dopo il 2008. Tuttavia, le cause restano multifattoriali: la crisi economica del 2008, l’incertezza lavorativa e il cambiamento delle priorità sociali giocano un ruolo altrettanto importante. La novità è che ora si inizia a quantificare l’impatto specifico della tecnologia.
Dal punto di vista demografico, le conseguenze sono profonde. Se il trend continuerà, paesi come l’Italia e il Giappone – già alle prese con un invecchiamento della popolazione – vedranno ulteriori squilibri. L’ottica di Pechino è diversa: la Cina, che ha appena invertito la politica del figlio unico, osserva con preoccupazione il calo delle nascite anche tra i giovani cinesi, sempre più immersi nel mondo digitale. Gli esperti sottolineano che non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di comprendere come essa stia ridefinendo le scelte di vita. La sfida per i governi sarà quella di creare condizioni che rendano la genitorialità nuovamente desiderabile, in un’epoca in cui lo schermo compete con la culla.
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