
Lo Stretto di Hormuz è una via internazionale, l'Iran non può imporre rotte: la sfida del Centcom
Con una nota ufficiale, il comando americano nega ai Pasdaran qualsiasi autorità di regolare il traffico navale e ricorda il sostegno militare ai mercantili.
Con un comunicato diffuso il 29 luglio, il Comando centrale delle forze armate statunitensi (Centcom) ha affermato che lo Stretto di Hormuz è un passaggio marittimo internazionale e che il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Pasdaran) non ha alcuna autorità per imporre specifiche rotte alle navi commerciali. La dichiarazione risponde alle rivendicazioni iraniane secondo cui tutti i mercantili dovrebbero utilizzare solo i percorsi indicati da Teheran, e giunge dopo che il Centcom ha accusato i Pasdaran di aver minacciato e tentato di attaccare navi in transito.
Secondo i dati forniti dallo stesso Centcom, dall'inizio di maggio le forze americane avrebbero scortato attraverso lo stretto quasi mille navi e circa 500 milioni di barili di greggio, continuando a garantire – sostiene Washington – il principio della libera navigazione. La presa di posizione si è accompagnata lo stesso giorno all'annuncio del Tesoro americano di nuove sanzioni contro una rete di assicurazioni marittime legate all'Iran e diverse società e petroliere della cosiddetta "flotta ombra", accusate di estorsione ai danni dei navigatori e di violazione della libertà di transito.
La mossa si inserisce in una fase di altissima tensione militare e diplomatica. Già a luglio, il presidente americano Donald Trump aveva rivendicato che "solo le navi che vogliamo noi passano dallo stretto" e che "noi controlliamo lo stretto". Nel frattempo, secondo il quotidiano iraniano Donya-e Eqtesad, Teheran avrebbe respinto una proposta di mediazione dell'Oman per una gestione congiunta del traffico nello stretto, mentre fonti di intelligence marittima segnalano che nella pratica i mercantili continuano a seguire le rotte indicate dalle autorità iraniane.
L'escalation ha preso corpo a partire dal 7 luglio, quando gli Stati Uniti hanno lanciato tredici notti consecutive di attacchi contro il territorio iraniano, accusando Teheran di aver colpito imbarcazioni a sud dello stretto e violando, secondo l'accusa iraniana, una precedente intesa siglata a Islamabad. Dal 14 luglio è inoltre in vigore un blocco navale americano, mentre gli attacchi sono cessati dopo una reazione delle forze armate iraniane. In questo contesto, la dichiarazione del Centcom ribadisce la posizione statunitense di garante della libera navigazione. Teheran, da parte sua, insiste sulla necessità di una gestione della sicurezza dello stretto affidata esclusivamente alla cooperazione tra gli Stati rivieraschi, senza interferenze esterne.
| Stampa arabo levante-Maghreb | 0.00 | neutral |
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| Stampa iraniana e affini | −0.70 | critical |
| Stampa del Golfo arabo | +0.30 | aligned |
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.50 | aligned |
Il capo della marina iraniana afferma il controllo totale sullo Stretto di Hormuz e avverte che nessun movimento è permesso senza il permesso iraniano, mentre il CENTCOM risponde sottolineando lo status internazionale dello stretto e il libero passaggio, dichiarando di aver assistito quasi 1.000 navi da maggio.
Le fonti iraniane respingono l'affermazione USA di nessuna autorità sullo stretto, affermando che i Pasdaran hanno il diritto di controllare il passaggio e criticando gli USA per l'interferenza nelle acque sovrane iraniane.
I media del Golfo arabo riportano il rifiuto del CENTCOM dell'autorità iraniana sullo Stretto di Hormuz, enfatizzando lo status internazionale e il libero passaggio senza dare voce alle rivendicazioni iraniane.
Il blocco atlantico riporta la dichiarazione del CENTCOM come un chiaro rifiuto delle pretese iraniane, evidenziando lo status legale internazionale dello stretto e il ruolo militare USA nel garantire il libero passaggio da maggio.
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