
Lollapalooza 2026, il festival di Chicago si apre al mondo con lo streaming su Disney+ e Hulu
Per la prima volta il festival di Grant Park sarà trasmesso in diretta sulle due piattaforme, con un cartellone di oltre 170 artisti che spazia da Lorde a Charli XCX, da Jennie agli Smashing Pumpkins.
A partire dal 30 luglio, il Grant Park di Chicago si trasformerà in un palcoscenico globale non solo per le migliaia di spettatori presenti, ma per chiunque nel mondo possieda un abbonamento a Disney+ o Hulu. L’edizione 2026 del Lollapalooza segna infatti l’esordio della manifestazione sulle due piattaforme di streaming, grazie a un accordo con Live Nation che porta in diretta uno dei festival più longevi e trasversali del panorama musicale.
La copertura, che durerà fino al 2 agosto, prevede due canali simultanei attivi ogni giorno a partire dalle 15:00 ora di Chicago (le 22:00 in Italia), con un’eccezione per il canale 1 di giovedì 30 luglio, che inizierà alle 15:15 locali. Gli organizzatori avvertono che la programmazione potrà subire modifiche per ragioni tecniche, ma confermano che le esibizioni saranno disponibili esclusivamente in tempo reale, senza repliche on demand: un invito a sincronizzarsi su fusi orari diversi per non perdere i propri artisti.
Il cartellone riunisce nomi consolidati e nuove figure della scena internazionale. Tra gli headliner spiccano Lorde, Charli XCX, Tate McRae, Jennie (la cantante delle Blackpink), The Smashing Pumpkins, The xx, Major Lazer, John Summit e Empire of the Sun. Accanto a loro, una costellazione di proposte che abbracciano pop, rock alternativo, elettronica, hip hop e K-pop: da Lil Uzi Vert a Wet Leg, da YOASOBI a Olivia Dean, fino agli Aespa e ai The Chainsmokers. In totale, più di centosettanta artisti distribuiti su otto palchi.
La scelta di aprire il festival alle telecamere di Disney+ e Hulu – quest’ultima già al sesto anno consecutivo di trasmissione – risponde a una domanda di accessibilità che ha trasformato i grandi raduni musicali in eventi ibridi, capaci di moltiplicare il pubblico senza saturare gli spazi fisici. Per lo spettatore europeo, collegarsi nel tardo pomeriggio o in prima serata significa assistere in diretta a un pezzo di cultura pop americana, con la possibilità di saltare da un palco all’altro attraverso i due canali.
L’immagine che resta è quella di una platea diffusa, fatta di schermi accesi in salotti e cuffie indossate in treno, mentre sul palco di Chicago si alternano le voci di una generazione. Un’istantanea di come la musica dal vivo, pur restando ancorata a un luogo fisico, abbia ormai imparato a viaggiare lungo i cavi della rete, raggiungendo latitudini che vanno da Città del Messico a Roma, da Buenos Aires a Tokyo.
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