
Mal di tour: Zayn Malik e Post Malone annullano date tra salute e creatività
La notizia che ha scosso il mondo della musica in queste ore è la decisione di Zayn Malik, ex One Direction, di cancellare buona parte della sua tournée mondiale dopo un ricovero ospedaliero le cui cause restano ufficialmente non rivelate. Il cantante trentatreenne, che a metà aprile aveva condiviso una foto dal letto d’ospedale accompagnata da parole di rammarico per gli impegni saltati, ha ora annullato tutte le date americane e alcune britanniche del Konnakol Tour, riducendo il calendario a una manciata di concerti. Secondo quanto trapela dall’entourage dell’artista, Malik si sarebbe affidato a un cardiologo di fama mondiale per un percorso di cure approfondite, segnale che il problema potrebbe essere più serio di quanto inizialmente comunicato.
La scelta di mettere la salute al primo posto viene letta con preoccupazione ma anche rispetto da fan e addetti ai lavori, mentre a Londra si moltiplicano i commenti sul silenzio mantenuto dall’artista riguardo alla diagnosi precisa. Sull’onda della solidarietà, il cantante ha ringraziato sui social per «l’amore, le preghiere e i buoni auspici», ma non ha fornito ulteriori aggiornamenti medici, alimentando le speculazioni della stampa britannica e tedesca, dove il Bild e il Tages-Anzeiger hanno dedicato ampio spazio alla vicenda. Dall’altra parte dell’Atlantico, intanto, un altro big della scena musicale ha scelto di fermarsi.
Post Malone ha posticipato di tre settimane l’inizio del tour con Jelly Roll, spiegando su Instagram che «non siamo pronti»: il cantante americano ha confessato di non avere abbastanza tempo per finire il nuovo disco prima della partenza, preferendo non sacrificare la qualità creativa. Se le cause sono diverse – una malattia per Malik, una questione di produzione per Malone – l’effetto è simile: la macchina dei grandi tour mostra segni di cedimento sotto la pressione di calendari sempre più serrati. A Bruxelles e nelle redazioni europee si discute di un fenomeno più ampio, legato alla salute mentale e fisica degli artisti e ai ritmi insostenibili imposti dall’industria dell’intrattenimento.
Per l’Italia, il caso tocca da vicino i numerosi fan di Malik, in attesa di vedere se le date europee verranno confermate. In prospettiva, la tendenza a rimandare o ridimensionare i tour potrebbe diventare strutturale, mentre il pubblico, tra comprensione e delusione, osserva artisti sempre più fragili scegliere la pausa come atto di autoconservazione.
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