
Messi domina la classifica stipendi MLS: 28 milioni, ma il sistema cambia
Lionel Messi guida la MLS con 28,3 milioni di dollari garantiti. Secondo Son Heung-min, terzo De Paul. Sorpresa Lozano, pagato senza giocare.
Lionel Messi resta il re indiscusso degli stipendi nella Major League Soccer. Con un compenso annuo garantito di 28,3 milioni di dollari, il fuoriclasse argentino doppia il suo immediato inseguitore, il coreano Son Heung-min del Los Angeles FC, fermo a 11,1 milioni. La distanza siderale tra il numero uno e il resto della lega emerge chiaramente dall’ultimo aggiornamento pubblicato dall’associazione giocatori della MLS, un termometro che misura non solo il valore sportivo ma anche la capacità di attrarre talenti globali in un campionato in piena espansione. In terza posizione si piazza il connazionale Rodrigo De Paul, compagno di squadra di Messi all’Inter Miami, con 9,7 milioni, mentre il messicano Hirving ‘Chucky’ Lozano occupa il quarto gradino con 9,3 milioni nonostante sia stato messo fuori rosa dal San Diego FC senza aver mai calcato il campo in questa stagione.
Proprio il caso Lozano getta luce su una peculiarità del sistema MLS: contratti garantiti che trasformano i calciatori in asset finanziari, più che in pedine tattiche. Secondo gli analisti di mercato nordamericani, la logica dei club – spesso controllati da grandi gruppi societari – privilegia la costruzione di roster pluriennali anche a costo di tenere in panchina un investimento milionario. Una strategia che cozza con l’approccio europeo, dove il campo detta legge e l’efficienza del bilancio è legata al minutaggio. Il caso di Lozano, separato dalla squadra ma con uno stipendio intatto, diventa così un simbolo della finanza sportiva d’oltreoceano, dove il calcio si modella sui canoni delle leghe professionistiche chiuse, tra franchigie e salary cap.
La lista dei ben pagati include anche volti noti al pubblico europeo: il colombiano James Rodríguez, neoacquisto dei Chicago Fire, il tedesco Timo Werner passato ai St. Louis City e il messicano Germán Berterame. Per l’osservatorio di Bruxelles, l’afflusso di stelle provenienti dalla Premier League e dalla Bundesliga segnala un cambiamento epocale. La MLS non è più un campionato di ripiego per fuoriclasse al tramonto, ma una destinazione credibile per calciatori nel pieno della carriera, attratti da contratti lunghi e da uno stile di vita meno frenetico. L’Italia, che da anni vede svanire il proprio appeal verso i big sudamericani, rischia di restare ai margini di questo flusso: nessun giocatore di Serie A appare nella top ten degli stipendi americani, a testimonianza di una competitività salariale ormai inferiore.
Guardando al futuro, la forbice tra Messi e il resto del campionato potrebbe ridursi. Il rinnovo firmato dall’argentino fino al 2028, con clausole commerciali legate alla proprietà del club, è un caso unico. Ma l’ottica di Pechino, attenta alle dinamiche del calcio globale, legge nella classifica un segnale più ampio: la MLS sta diventando una piattaforma per il marketing sportivo asiatico, come dimostra l’ingaggio di Son, volto trainante per il pubblico coreano e cinese. Per l’Europa, la sfida non è solo economica, ma anche culturale: attrarre e trattenere i migliori talenti richiederà un ripensamento del modello tradizionale, tra vincoli di bilancio e nuove geografie del calcio che conta.
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.80 | aligned |
| Stampa giapponese-coreana | −0.20 | neutral |
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.30 | aligned |
La stampa latinoamericana presenta il salario di Messi come un dato di fatto, confrontandolo con quello di altri giocatori come James Rodríguez o Chucky Lozano. L'enfasi è sulla disparità economica e sulle clausole contrattuali, con un tono descrittivo e analitico, senza celebrare né criticare apertamente.
La stampa atlantica celebra Messi come il più grande, sottolineando il suo dominio in campo e il suo compenso record come giusto riconoscimento. Il tono è trionfale e ammirativo, con un accenno paternalistico verso la MLS che viene nobilitata dalla sua presenza.
La stampa giapponese e coreana riporta il dato salariale di Messi con distacco e una punta di scetticismo, sottolineando che il suo stipendio supera l'intero monte ingaggi di alcune squadre della MLS. L'attenzione è sulla sproporzione numerica, quasi come una curiosità statistica, senza coinvolgimento emotivo.
La stampa araba del Levante e del Maghreb riporta il salario di Messi con un tono celebrativo ma misurato, evidenziando il suo dominio economico e sportivo. Viene dato risalto al confronto con Son Heung-min e ai dettagli contrattuali, con un accenno di orgoglio per la presenza di un campione mondiale nella lega.
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