
Minaccia terroristica nel Mediterraneo e crisi alimentare: due crisi globali in una giornata
Mentre la Grecia arresta un presunto membro di Hamas che progettava attentati a navi israeliane, in Iran e in Indonesia le famiglie soffrono per il carovita.
Le forze di sicurezza greche hanno arrestato nell’isola di Creta un cittadino palestinese di trentasette anni, sospettato di far parte di Hamas e di pianificare attacchi terroristici contro obiettivi israeliani. L’operazione, condotta congiuntamente con le autorità cipriote, ha portato alla luce una rete di cellule attive nel Mediterraneo orientale, che avrebbero ricevuto addestramento nella fabbricazione di esplosivi con sostanze chimiche facilmente reperibili durante viaggi in Malesia. Gli investigatori hanno sequestrato telefoni cellulari, laptop, hard disk e carte bancarie in diverse abitazioni di Creta e Atene: elementi che, secondo fonti vicine all’inchiesta, potrebbero collegare l’indagato a quattro palestinesi già arrestati a Cipro per reati di terrorismo.
Secondo i media israeliani e greci, il sospetto – giunto in Grecia circa un anno fa con permesso di soggiorno e impiegato come elettricista in un albergo – avrebbe ordinato online agenti chimici adatti a confezionare ordigni e preso in affitto un appartamento nella capitale dove avrebbe allestito un laboratorio rudimentale. L’obiettivo, stando a indiscrezioni non ancora confermate dagli inquirenti, sarebbe potuta essere la nave da crociera israeliana MS Crown Iris, attesa a Creta in quei giorni con centinaia di passeggeri a bordo. Le autorità greche, pur non avendo ancora trovato prove definitive di un piano imminente, non escludono che l’indagine possa rivelare ramificazioni più ampie, con possibili connessioni a cellule operanti in altri paesi europei.
Mentre in Europa si rafforza la vigilanza antiterrorismo, altre regioni affrontano tensioni di diversa natura. In Iran, il costo del paniere alimentare di base per una famiglia di quattro persone ha raggiunto in maggio l’equivalente di 21 milioni di tomān, assorbendo oltre il 71% del salario minimo mensile – un balzo di quasi venti punti percentuali rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. A Teheran, cittadini e commercianti denunciano rincari insostenibili su beni essenziali come riso, uova, cipolle e pollame, in un quadro aggravato dalla progressiva riduzione dei sussidi statali. Anche in Indonesia, a migliaia di chilometri, la situazione non è migliore: nel mercato di Palembang, a Sumatra, i venditori di generi alimentari registrano un calo delle vendite mentre gli acquirenti faticano a gestire bilanci familiari erosi dall’inflazione.
Secondo analisti economici, l’impennata dei prezzi alimentari, comune a molti paesi a medio reddito, riflette vulnerabilità strutturali amplificate dalle tensioni geopolitiche e dai mutamenti climatici, che colpiscono in modo diseguale le popolazioni più povere. Se in Grecia l’attenzione è concentrata sul contrasto immediato alla minaccia terroristica, a Bruxelles e nei think-tank europei cresce la consapevolezza che instabilità politica e disagio economico nelle aree di origine possono alimentare flussi migratori e radicalizzazione, creando rischi a catena. La risposta, osservano gli esperti, dovrà coordinare sicurezza interna e politiche di sviluppo, in un intreccio sempre più stretto fra le crisi dello scacchiere globale.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.50 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.50 | critical |
| Stampa arabo levante-Maghreb | 0.00 | neutral |
| Stampa israeliana | −0.70 | critical |
Un sospetto terrorista di Hamas, che aveva ottenuto asilo dopo la guerra di Gaza, è stato arrestato a Creta. Secondo gli investigatori, stava pianificando un attacco contro una nave da crociera israeliana e si era addestrato in Malaysia con altri sospetti. Il caso riaccende le preoccupazioni sulla sicurezza e sulle politiche di asilo.
La polizia greca ha fermato a Creta un palestinese sospettato di essere un militante di Hamas e di preparare attacchi contro obiettivi israeliani. L'uomo, che lavorava in un albergo, avrebbe ordinato materiale per esplosivo online e potrebbe aver puntato a una nave da crociera. L'operazione segna un allarme terrorismo nel Mediterraneo.
La polizia greca ha fermato un elettricista palestinese che lavorava in un albergo a Creta, ipotizzando legami con Hamas e piani di attentato. I media locali sollevano dubbi sulla solidità delle accuse, descrivendo il fermato come un normale lavoratore. L'episodio viene riportato con cautela, mettendo in questione l'effettivo coinvolgimento.
Le forze di sicurezza greche hanno smantellato una cellula di Hamas che, secondo gli inquirenti, puntava a colpire turisti israeliani a Creta. L'arresto di un palestinese accusato di essere un operativo dell'organizzazione è stato accolto con soddisfazione in Israele, anche se fonti ufficiali precisano che mancano prove dirette contro la nave da crociera. L'episodio rafforza la percezione di una minaccia continua contro gli israeliani all'estero.
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