Accedi
Edizione delle 06:00 CETmercoledì 5 agosto 2026
320 testate · 17 lingue449 briefing oggi
Società e Culturalunedì 25 maggio 2026

Mungiu e il suo 'Fjord': la Palma d’Oro che sfida le società polarizzate

Il regista romeno Cristian Mungiu vince la sua seconda Palma d’Oro a Cannes con un film sullo scontro culturale tra una famiglia conservatrice e una comunità progressista norvegese, in un’edizione segnata da conflitti globali.

Con il suo «Fjord», Cristian Mungiu si è aggiudicato la Palma d’Oro al 79° Festival di Cannes, entrando nel ristretto club degli autori che hanno vinto due volte il massimo riconoscimento. Diciannove anni dopo il trionfo con «4 mesi, 3 settimane, 2 giorni», il regista romeno ha battuto la concorrenza con un’opera che mette in scena la frattura sempre più profonda delle società contemporanee. La giuria, presieduta dal coreano Park Chan-wook, ha premiato un film che ha saputo conquistare la critica in un’edizione complessivamente giudicata non memorabile.

Ambientato in un remoto villaggio su un fiordo norvegese, il film segue una coppia di immigrati romeni, interpretati da Sebastian Stan e Renate Reinsve, la cui rigida educazione religiosa dei figli – lontana da tecnologia e media – viene messa sotto accusa dai servizi di protezione dell’infanzia locali. Ciò che inizia come un conflitto privato diventa un processo alle convinzioni più radicate, in un crescendo di incomprensione e intolleranza. «Oggi la società è divisa, radicalizzata», ha dichiarato Mungiu nel suo discorso di ringraziamento. «Questo film è un impegno contro ogni forma di integralismo, un appello alla tolleranza e all’empatia».

Diverse prospettive geografiche colgono la risonanza del film. La stampa italiana, ad esempio, ha notato sorprendenti analogie con un recente caso di cronaca nazionale, in cui affidi controversi avevano acceso il dibattito sui limiti dell’intervento statale nelle famiglie. Critici europei e americani sottolineano invece come «Fjord» funzioni da specchio universale delle guerre culturali che attraversano l’Occidente, mettendo a nudo le ipocrisie sia del laicismo progressista sia del fondamentalismo religioso. L’edizione del festival, del resto, è stata percorsa da un forte afflato politico: durante la cerimonia, il pensiero è andato ai conflitti in Ucraina e a Gaza, testimoniando il bisogno di un cinema che parli del presente senza sconti.

Con questa vittoria, Mungiu non solo consolida la sua statura nel cinema d’autore, ma compie anche il passo verso una produzione in lingua inglese, segno di una volontà di dialogo internazionale. Il suo cinema scabro e morale, erede della New Wave romena, si conferma capace di affrontare i nodi irrisolti del nostro tempo. Cannes 2026 restituisce così l’immagine di un’arte che rifugge dalle certezze e si cala nelle zone d’ombra del vivere comune, là dove le regole si scontrano con le fedi e la legge con le coscienze.

Divergenza — chi la racconta come
15%Bassa
4 blocchi · posizioni da +0.10 a +0.50
CriticoFavorevole
EURLATATLIND
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale+0.30aligned
Stampa latinoamericana+0.50aligned
Stampa atlantica / anglosfera+0.20neutral
Stampa indiana e sudasiatica+0.10neutral
Stampa europea continentale+0.30

La stampa europea continentale celebra la seconda Palma d'Oro di Cristian Mungiu, sottolineando la maturità del regista e la qualità del film 'Fjord'. L'attenzione è sul valore artistico e sulla riflessione sociale, con toni misurati e analitici.

TrionfoPragmatismo
Stampa latinoamericana+0.50

La stampa latinoamericana enfatizza il messaggio di tolleranza e inclusione del film, collegandolo alle fratture sociali contemporanee. Viene dato spazio alle dichiarazioni del regista sulla polarizzazione, con un tono celebrativo ma riflessivo.

TrionfoPragmatismo
Stampa atlantica / anglosfera+0.20

La stampa atlantica riconosce il successo di 'Fjord' ma inserisce il film nel dibattito culturale, menzionando la definizione di 'fondamentalismo di sinistra' data dal regista. Il tono è equilibrato, tra ammirazione per la qualità e cautela sulle implicazioni politiche.

TrionfoScetticismo
Stampa indiana e sudasiatica+0.10

La stampa indiana e sudasiatica riporta la notizia in modo descrittivo, concentrandosi sulla trama del film e sul contesto del festival. Il tono è neutrale, senza particolare enfasi o commento politico.

DistaccoPragmatismo
Ultim'ora
Giappone, il PMI servizi rallenta ma i salari reali salgono: la BoJ valuta un rialzo dei tassi·Il corpo di un'operatrice umanitaria britannica trovato in una valigia ad Atene, arrestato un pugile afghano·Hervé Renard torna sulla panchina della Costa d’Avorio·Agenti IA creano identità false e tentano di manipolare umani durante un test di sicurezza nel Regno Unito·Brisbane, auto si schianta contro un camion in sosta: muore il conducente·Tadalafil: rischio glaucoma più alto del 22% in studi su 74mila uomini·Pilota malese arrestato a Jakarta con 70mila pasticche di ecstasy: sospetti su un dipendente dell’aeroporto di Kuala Lumpur·Hegseth smentisce il rapporto CNN sull’esaurimento dei missili intercettori THAAD e Patriot·Giappone, il PMI servizi rallenta ma i salari reali salgono: la BoJ valuta un rialzo dei tassi·Il corpo di un'operatrice umanitaria britannica trovato in una valigia ad Atene, arrestato un pugile afghano·Hervé Renard torna sulla panchina della Costa d’Avorio·Agenti IA creano identità false e tentano di manipolare umani durante un test di sicurezza nel Regno Unito·Brisbane, auto si schianta contro un camion in sosta: muore il conducente·Tadalafil: rischio glaucoma più alto del 22% in studi su 74mila uomini·Pilota malese arrestato a Jakarta con 70mila pasticche di ecstasy: sospetti su un dipendente dell’aeroporto di Kuala Lumpur·Hegseth smentisce il rapporto CNN sull’esaurimento dei missili intercettori THAAD e Patriot·
Agg. 04:218 lingue · 15 testate
15 testate|8 lingue|2 min lettura
lunedì 25 maggio 2026

Mungiu e il suo 'Fjord': la Palma d’Oro che sfida le società polarizzate

Il regista romeno Cristian Mungiu vince la sua seconda Palma d’Oro a Cannes con un film sullo scontro culturale tra una famiglia conservatrice e una comunità progressista norvegese, in un’edizione segnata da conflitti globali.

Con il suo «Fjord», Cristian Mungiu si è aggiudicato la Palma d’Oro al 79° Festival di Cannes, entrando nel ristretto club degli autori che hanno vinto due volte il massimo riconoscimento. Diciannove anni dopo il trionfo con «4 mesi, 3 settimane, 2 giorni», il regista romeno ha battuto la concorrenza con un’opera che mette in scena la frattura sempre più profonda delle società contemporanee. La giuria, presieduta dal coreano Park Chan-wook, ha premiato un film che ha saputo conquistare la critica in un’edizione complessivamente giudicata non memorabile.

Ambientato in un remoto villaggio su un fiordo norvegese, il film segue una coppia di immigrati romeni, interpretati da Sebastian Stan e Renate Reinsve, la cui rigida educazione religiosa dei figli – lontana da tecnologia e media – viene messa sotto accusa dai servizi di protezione dell’infanzia locali. Ciò che inizia come un conflitto privato diventa un processo alle convinzioni più radicate, in un crescendo di incomprensione e intolleranza. «Oggi la società è divisa, radicalizzata», ha dichiarato Mungiu nel suo discorso di ringraziamento. «Questo film è un impegno contro ogni forma di integralismo, un appello alla tolleranza e all’empatia».

Diverse prospettive geografiche colgono la risonanza del film. La stampa italiana, ad esempio, ha notato sorprendenti analogie con un recente caso di cronaca nazionale, in cui affidi controversi avevano acceso il dibattito sui limiti dell’intervento statale nelle famiglie. Critici europei e americani sottolineano invece come «Fjord» funzioni da specchio universale delle guerre culturali che attraversano l’Occidente, mettendo a nudo le ipocrisie sia del laicismo progressista sia del fondamentalismo religioso. L’edizione del festival, del resto, è stata percorsa da un forte afflato politico: durante la cerimonia, il pensiero è andato ai conflitti in Ucraina e a Gaza, testimoniando il bisogno di un cinema che parli del presente senza sconti.

Con questa vittoria, Mungiu non solo consolida la sua statura nel cinema d’autore, ma compie anche il passo verso una produzione in lingua inglese, segno di una volontà di dialogo internazionale. Il suo cinema scabro e morale, erede della New Wave romena, si conferma capace di affrontare i nodi irrisolti del nostro tempo. Cannes 2026 restituisce così l’immagine di un’arte che rifugge dalle certezze e si cala nelle zone d’ombra del vivere comune, là dove le regole si scontrano con le fedi e la legge con le coscienze.

Divergenza — chi la racconta come
15%Bassa
4 blocchi · posizioni da +0.10 a +0.50
CriticoFavorevole
EURLATATLIND
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale+0.30aligned
Stampa latinoamericana+0.50aligned
Stampa atlantica / anglosfera+0.20neutral
Stampa indiana e sudasiatica+0.10neutral
Stampa europea continentale+0.30

La stampa europea continentale celebra la seconda Palma d'Oro di Cristian Mungiu, sottolineando la maturità del regista e la qualità del film 'Fjord'. L'attenzione è sul valore artistico e sulla riflessione sociale, con toni misurati e analitici.

TrionfoPragmatismo
Stampa latinoamericana+0.50

La stampa latinoamericana enfatizza il messaggio di tolleranza e inclusione del film, collegandolo alle fratture sociali contemporanee. Viene dato spazio alle dichiarazioni del regista sulla polarizzazione, con un tono celebrativo ma riflessivo.

TrionfoPragmatismo
Stampa atlantica / anglosfera+0.20

La stampa atlantica riconosce il successo di 'Fjord' ma inserisce il film nel dibattito culturale, menzionando la definizione di 'fondamentalismo di sinistra' data dal regista. Il tono è equilibrato, tra ammirazione per la qualità e cautela sulle implicazioni politiche.

TrionfoScetticismo
Stampa indiana e sudasiatica+0.10

La stampa indiana e sudasiatica riporta la notizia in modo descrittivo, concentrandosi sulla trama del film e sul contesto del festival. Il tono è neutrale, senza particolare enfasi o commento politico.

DistaccoPragmatismo

Questa notizia è apparsa su

15 testate · 8 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Washington annuncia un’intesa su Hormuz “in poche ore”, ma Teheran nega trattative dirette

9 lingue · 52 testate

Da Economy & Markets

I giganti del petrolio incassano utili record sulla guerra in Iran, Trump accusa le major americane

3 lingue · 21 testate

Da Technology

Gli Emirati Arabi Uniti adottano Aani e Jaywan per i pagamenti federali

1 lingua · 8 testate

Leggi di più