
Oro e rame: le nuove frontiere africane e cilene dell’esplorazione mineraria
Dalla Costa d’Avorio al Cile, passando per Nuova Zelanda e Australia, le aziende minerarie annunciano scoperte e investimenti miliardari.
Il settore minerario globale vive una fase di fermento, con progetti che spaziano dall’Africa occidentale al Sudamerica, dalla Nuova Zelanda all’Australia. La notizia più rilevante arriva dalla Costa d’Avorio, dove la società Aurum Resources ha presentato uno studio di prefattibilità per il progetto aurifero Boundiali, che delinea una riserva probabile di 1,21 milioni di once e una vita mineraria di undici anni. Il valore attuale netto post-imposta è stimato in 1,5 miliardi di dollari, con un tasso di rendimento interno del 119 per cento: numeri che, secondo gli analisti di Londra, collocano il giacimento tra i più promettenti del continente africano.
In Cile, intanto, Norfolk Metals ha annunciato un’acquisizione da 55 milioni di dollari per il progetto di rame Ciclón, finanziata da un aumento di capitale fino a 120 milioni. L’operazione segna una svolta strategica per la società, che punta a diventare un operatore di riferimento nel paese andino, dove la domanda di rame per la transizione energetica continua a crescere. Secondo fonti di Santiago, il progetto Ciclón potrebbe entrare in produzione entro tre anni, beneficiando delle infrastrutture esistenti e del sostegno del governo cileno.
In Nuova Zelanda, Critical Resources ha ottenuto risultati promettenti nel progetto Croesus, nella regione di Reefton, con campioni di roccia che hanno restituito fino a 13,3 grammi per tonnellata d’oro e 0,7 per cento di antimonio. I dati confermano la presenza di un sistema aurifero-antimonifero, elemento cruciale per la produzione di leghe e batterie. L’ottica di Pechino segue con attenzione questi sviluppi, dato che la Cina è il principale produttore mondiale di antimonio e potrebbe vedere minacciata la propria posizione dominante.
Infine, in Australia occidentale, Augustus Minerals ha completato una campagna di perforazione al progetto Music Well, a nord di Leonora, con l’obiettivo di estendere la mineralizzazione in profondità. I risultati sono attesi entro sei settimane, ma le precedenti perforazioni avevano già evidenziato intercettazioni significative. Per gli osservatori di Bruxelles, queste iniziative dimostrano come la corsa alle materie prime critiche stia accelerando, spinta dalle politiche di decarbonizzazione e dalla necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento. L’Europa, in particolare, guarda con interesse ai progetti in Africa e America Latina, cercando di ridurre la dipendenza da Cina e Russia.
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