
Panico a bordo: un power bank prende fuoco, volo IndiGo evacuato a Chandigarh
Incendio di una batteria portatile a bordo di un IndiGo atterrato a Chandigarh. Duecento persone evacuate con gli scivoli, alcuni feriti lievi. Indagini in corso.
Un power bank esploso in un aereo ha trasformato un atterraggio di routine in un’evacuazione d’emergenza. Martedì il volo IndiGo 6E-108, proveniente da Hyderabad, stava rullando verso il gate dell’aeroporto di Chandigarh quando un passeggero seduto al posto 39C ha notato del fumo uscire dalla tasca del sedile: la sua batteria portatile stava bruciando. L’equipaggio ha attivato immediatamente le procedure, spento le fiamme con due estintori e fatto scattare gli scivoli di evacuazione.
In meno di dieci minuti tutti i 198 passeggeri e i sei membri dell’equipaggio hanno lasciato il velivolo, mentre il fumo si diffondeva nella cabina. Sei persone sono state portate in ospedale per lievi ferite riportate durante lo sgombero, ma nessuna conseguenza grave è stata registrata. La compagnia indiana ha dichiarato che l’aereo sarà sottoposto a verifiche tecniche e ha avviato una collaborazione con le autorità dell’aviazione civile.
L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza delle batterie al litio a bordo, un tema che da anni preoccupa gli esperti di tutto il mondo. Da Bruxelles, gli analisti della sicurezza aerea europea richiamano l’attenzione sulle normative già in vigore: in Europa i power bank devono essere trasportati nel bagaglio a mano e non nella stiva, ma il rischio di autocombustione rimane, specialmente in dispositivi di scarsa qualità. Pechino, che produce la stragrande maggioranza delle batterie portatili globali, segue con attenzione l’evolversi delle indagini: i produttori cinesi sono sotto pressione per garantire standard più severi dopo incidenti analoghi.
Intanto l’ente regolatore indiano, la DGCA, ha aperto un’inchiesta per accertare se il dispositivo fosse conforme alle norme di sicurezza. Per l’Italia e l’Europa, il caso Chandigarh rappresenta un campanello d’allarme. Le compagnie low-cost e i vettori tradizionali stanno già rivedendo i protocolli di gestione dei dispositivi elettronici personali, e non è escluso che nei prossimi mesi vengano introdotte restrizioni più rigide, come l’obbligo di spegnere i power bank durante il volo.
La lezione è chiara: una batteria di pochi grammi può mettere in ginocchio un Airbus A321, e la prevenzione resta l’unica arma efficace contro un rischio sempre più concreto.
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