
Raid Usa-Arabia Saudita sull'Hashd al-Shaabi, rinviata la visita del premier iracheno a Riad
Dopo gli attacchi congiunti contro postazioni delle milizie filo-iraniane in Iraq, il primo ministro Ali al-Zidi annulla il viaggio in Arabia Saudita e convoca una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza nazionale.
Raid congiunti di forze statunitensi e saudite hanno colpito all'alba siti dell'Hashd al-Shaabi in almeno sette governatorati iracheni. Come prima conseguenza politica, fonti governative a Baghdad riferiscono la cancellazione della visita ufficiale del premier Ali al-Zidi in Arabia Saudita, prevista per i giorni successivi dopo le tappe in Iran e Turchia. Il governo iracheno non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sull'annullamento, ma la decisione è maturata mentre si aggrava la tensione regionale.
Il Comando centrale americano ha confermato che l'operazione, condotta in coordinamento con le forze armate saudite, ha preso di mira depositi di armi e centri logistici di gruppi sostenuti dall'Iran, in risposta a oltre trenta attacchi con droni avvenuti nelle settantadue ore precedenti contro basi americane e infrastrutture energetiche saudite. Riyad, da parte sua, ha invocato il diritto all'autodifesa ai sensi dell'articolo 51 della Carta dell'Onu, sostenendo di aver intercettato droni lanciati dall'Iraq verso impianti petroliferi nella regione orientale e nella capitale. L'Hashd al-Shaabi ha denunciato «attacchi terroristici» e ha segnalato almeno venti morti e trentadue feriti tra i suoi effettivi, oltre a danni materiali.
La cancellazione della visita segna il primo contraccolpo politico diretto dell'escalation militare, mentre Baghdad tenta di mantenere un equilibrio nelle relazioni con Washington, Teheran e i vicini arabi. Il premier al-Zidi aveva già messo in guardia contro l'uso del territorio iracheno per aggressioni esterne e aveva avviato un'indagine sulle accuse saudite, ribadendo che le armi devono restare sotto il controllo statale. Un analista della sicurezza citato dalla stampa araba osserva che la risposta delle fazioni irachene resta incerta, con il rischio di nuovi attacchi contro obiettivi sauditi che allargherebbero il conflitto.
Subito dopo i raid, al-Zidi ha ordinato una riunione urgente del Consiglio ministeriale per la sicurezza nazionale, in cui verranno esaminate le misure per fronteggiare la crisi. Le autorità hanno promesso un rapporto dettagliato sulle decisioni assunte e l'esito delle indagini in corso. Nel frattempo, il dialogo bilaterale con Riad appare congelato, in attesa di chiarimenti su un'operazione che ha riacceso lo scontro tra alleanze contrapposte nel cuore del Medio Oriente.
| Stampa iraniana e affini | −0.80 | critical |
|---|---|---|
| Stampa del Golfo arabo | +0.20 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
Le testate iraniane descrivono i bombardamenti come un'aggressione ingiustificata e coordinata tra Stati Uniti e Arabia Saudita contro le forze legittime del Hashd al-Shaabi, che fanno parte dell'esercito iracheno. Il primo ministro iracheno annulla la visita a Riad per protesta, e si chiede una risposta ferma contro l'attacco. La narrazione enfatizza la violazione della sovranità irachena e la natura terroristica dell'attacco, ignorando le rivendicazioni di attacchi di droni che avrebbero provocato la rappresaglia.
I media del Golfo arabo presentano gli attacchi come una risposta necessaria e proporzionata a oltre 30 attacchi con droni attribuiti alle milizie filo-iraniane. La visita del premier iracheno viene cancellata solo dopo l'emergenza, ma il focus è sulla legittima difesa dell'Arabia Saudita. Viene sottolineata la precisione dei raid e la cooperazione con le forze americane, mentre si minimizza l'impatto sulle vittime e il ruolo ufficiale del Hashd al-Shaabi.
Le testate atlantiche riportano l'evento con un tono equilibrato, citando sia le rivendicazioni americano-saudite di risposta a attacchi di droni sia la condanna da parte del Hashd al-Shaabi come atto terroristico. La cancellazione della visita è attribuita alle tensioni in aumento, senza prendere posizione. Il quadro è descrittivo, con riferimenti alle dichiarazioni ufficiali di entrambe le parti.
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