
Sei mesi senza Nancy Guthrie: diffuse le lettere dei rapitori, la figlia Savannah implora aiuto
Le due missive inviate a un’emittente di Tucson chiedevano un riscatto in bitcoin e poi annunciavano la morte della donna. La famiglia offre una ricompensa, ma nessun sospettato è stato arrestato.
A sei mesi esatti dalla scomparsa di Nancy Guthrie, 84 anni, le autorità dell’Arizona hanno reso pubbliche le due lettere di riscatto recapitate nei giorni successivi al suo allontanamento forzato dalla casa alle porte di Tucson. La donna, madre della conduttrice del «Today» Savannah Guthrie, era stata vista l’ultima volta la sera del 31 gennaio 2026; il giorno seguente, quando i familiari non sono riusciti a rintracciarla, una pattuglia ha trovato tracce di sangue sulla veranda e la videocamera del campanello manomessa. Il pacemaker ha smesso di trasmettere il segnale alle 2:28 del primo febbraio.
Il primo messaggio, inviato il 2 febbraio alla redazione di una tv locale e ritenuto credibile dagli investigatori, intimava a Savannah Guthrie di versare 4 milioni di dollari in bitcoin entro il 5 febbraio, minacciando di uccidere l’ostaggio in caso di mancato pagamento. Conteneva dettagli sulla scena del crimine – l’orologio smart lasciato sul pavimento e il faretto rotto in giardino – che all’epoca non erano ancora di dominio pubblico. Il secondo testo, giunto il 6 febbraio, affermava invece che Nancy Guthrie era «deceduta poco dopo essere stata presa» per un problema cardiaco e che «è sepolta nella natura». «Non avevamo compreso appieno la gravità delle sue condizioni», si legge nella nota, che si chiude con delle scuse.
Lo sceriffo della contea di Pima, Chris Nanos, ha spiegato in un video che la diffusione delle lettere punta a far riconoscere a qualcuno lo stile linguistico e le scelte lessicali dell’autore, nella speranza che un conoscente possa collegare quelle espressioni a una persona specifica. Le indagini, condotte da una task force che include l’FBI, restano «molto attive»: sono state esaminate decine di migliaia di segnalazioni e filmati, ma al momento non è stato identificato alcun sospettato né è stato possibile confermare il decesso della donna.
Sabato mattina, nel giorno in cui si compivano sei mesi dalla scomparsa, Savannah Guthrie ha pubblicato su Instagram un accorato appello: «Qualcuno sa qualcosa. Qualcuno riconosce la scrittura nelle richieste di riscatto. Vi supplichiamo, fatevi avanti». La famiglia ha offerto una ricompensa di un milione di dollari, che si aggiunge ai 100.000 dollari messi a disposizione dall’FBI per informazioni che portino al ritrovamento di Nancy Guthrie o all’arresto dei responsabili.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
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| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
Le forze dell'ordine rilasciano le lettere di riscatto come ultima risorsa per ottenere indizi, ma sottolineiamo l'incertezza sull'autenticità e la prosecuzione delle indagini.
La narrazione si costruisce attorno alla tensione tra la divulgazione di prove e l'incertezza investigativa, tenendo il lettore in bilico tra speranza e scetticismo.
Non enfatizza il sesto anniversario come elemento strutturante, a differenza di altri resoconti.
Sono passati sei mesi e le autorità hanno rilasciato le lettere; invitiamo il pubblico ad aiutare, ma notiamo la mancanza di progressi.
Il resoconto usa il traguardo dei sei mesi per strutturare la narrazione, creando un senso di urgenza attraverso il passare del tempo.
Non menziona la battuta d'arresto del DNA del capello apparsa in altri resoconti, che potrebbe ridurre le speranze.
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