
Sei partite a Prestianni: la UEFA segna un precedente storico contro l’omofobia nel calcio
La UEFA ha inflitto sei giornate di squalifica al centrocampista argentino del Benfica Gianluca Prestianni, di cui tre con la condizionale, per “condotta discriminatoria a carattere omofobo” nei confronti di Vinícius Júnior, attaccante del Real Madrid. È una delle sanzioni più severe mai comminate dall’organismo di controllo per un episodio di discriminazione in campo, e segna un punto di svolta nel modo in cui le istituzioni calcistiche affrontano gli insulti che non rientrano nella sfera razziale. L’accaduto risale alla partita di andata dei playoff di Champions League, il 17 febbraio allo Stadio da Luz di Lisbona: dopo il gol del brasiliano, Prestianni si coprì la bocca con la maglietta e pronunciò parole che il calciatore del Real e i compagni, tra cui Kylian Mbappé, denunciarono come epiteti razzisti ("scimmia").
L’indagine dell’UEFA, però, ha accertato che l’insulto era di natura omofoba, come lo stesso Prestianni ha riconosciuto, sostenendo di aver detto "maricón" e negando la versione razzista. La decisione ha suscitato reazioni contrastanti. Da Bruxelles, dove ha sede l’UEFA, il messaggio è chiaro: la discriminazione, in qualsiasi forma, non sarà tollerata, e la sospensione di sei partite – con una parte subordinata a un periodo di prova di due anni – vuole fungere da deterrente per episodi analoghi.
A Buenos Aires, l’opinione pubblica e i media sportivi argentini hanno accolto la notizia con una certa difesa del giocatore, sottolineando che la punizione, pur severa, conferma la versione del calciatore rioplatense e non quella di Vinícius. In Brasile, invece, la sanzione è stata interpretata come una vittoria parziale: il forte simbolismo di una stella come Vinícius che viene ascoltato, ma al contempo come una delusione per chi sperava in una condanna esplicita del razzismo. A Mosca, il quotidiano Kommersant ha sottolineato la rapidità e l’esemplarità del provvedimento, in un contesto in cui le istituzioni sportive russe hanno spesso minimizzato episodi discriminatori.
Per l’Italia, la vicenda ha una risonanza particolare. La Serie A è stata teatro di numerosi casi di razzismo e omofobia, con sanzioni spesso ritenute blande dall’opinione pubblica. Questo verdetto potrebbe spingere la FIGC e la Lega a rivedere i propri protocolli, adeguandoli a uno standard europeo più rigido.
In prospettiva, la decisione apre un dibattito più ampio: fino a che punto le federazioni sono disposte a inasprire le pene per comportamenti discriminatori? La partita di ritorno tra Benfica e Real era già stata segnata dall’assenza di Prestianni, sospeso in via cautelare. Ora, con la condanna definitiva, il calciatore rischia di saltare fino a tre ulteriori incontri di Champions o di nazionale, compresa un’eventuale fase di qualificazione al Mondiale.
La possibilità che la sanzione venga estesa oltre i confini UEFA, grazie alla collaborazione con la FIFA, potrebbe trasformare questo caso in un precedente giuridico per tutto il calcio globale.
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