Accedi
Edizione delle 20:00 CETdomenica 2 agosto 2026
320 testate · 17 lingue960 briefing oggi
giovedì 30 aprile 2026

Tentato omicidio Trump: il sospetto si è fotografato armato in albergo prima dell'assalto

Il trentunenne Cole Tomas Allen, accusato di aver tentato di assassinare il presidente Donald Trump durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, ha accettato di rimanere in custodia in attesa del processo, mentre emergono nuovi dettagli sulla preparazione dell’attacco. Secondo i documenti depositati dalla procura federale di Washington, Allen si è scattato un selfie nella sua camera d’albergo trenta minuti prima di irrompere nella hall dell’Hilton, armato fino ai denti: un fucile a pompa calibro 12, una pistola semiautomatica, un coltello e una fondina a tracolla. Il viaggio era iniziato in California, a Torrance, ed era proseguito in treno attraverso gli Stati Uniti fino alla capitale, dove il sospetto aveva prenotato una stanza nello stesso hotel del banchetto. Un’organizzazione che, secondo gli inquirenti, dimostra una pianificazione meticolosa, quasi metodica.

L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza del presidente e dei suoi collaboratori. Le immagini di videosorveglianza mostrano Allen abbattere un varco di sicurezza mentre gli agenti dei Servizi Segreti reagiscono sparando cinque colpi, uno dei quali ha ferito un agente al braccio. Fonti investigative hanno chiarito che non si è trattato di fuoco amico: il proiettile proveniva dall’arma del sospetto. Secondo il punto di vista di Bruxelles, la fragilità del dispositivo di protezione attorno a una figura polarizzante come Trump solleva interrogativi sulla capacità degli Stati Uniti di prevenire attacchi politicamente motivati, in un clima di radicalizzazione che da tempo preoccupa anche le cancellerie europee.

Nel frattempo, la narrazione pubblica si è frammentata tra accuse incrociate. Da un lato, critici interni al Partito Democratico e commentatori come l’ex conduttore della Nbc Chuck Todd hanno puntato il dito contro la retorica incendiaria del presidente, sostenendo che essa crei un ambiente di ostilità nel quale gesti estremisti trovano terreno fertile. Dall’altro, figure vicine all’amministrazione come Erika Kirk hanno denunciato l’ipocrisia dei giornalisti che definiscono Trump “nazista” ma partecipano alla stessa cena di gala. In rete, intanto, sono fiorite teorie del complotto che negano la realtà dell’attentato, alimentate anche da un video deepfake del presidente che viene allontanato dalla sala, prontamente smascherato dai fact-checker.

Dal Medio Oriente all’Asia, l’eco dell’episodio arriva filtrata da diverse sensibilità. L’ottica di Pechino legge il tentato assassinio come la manifestazione di una crisi di governance sistemica, mentre i media arabi hanno sottolineato la freddezza dei commensali, immortalati mentre continuavano a mangiare durante la sparatoria. Per l’Italia e l’Europa, il caso si inserisce in un trend preoccupante di violenza politica “normale”, come lo definisce l’Atlantic: non più frutto di cellule segrete, ma di singoli radicalizzati online, spesso senza precedenti penali. Il processo, che inizierà formalmente l’11 maggio, sarà un test per la tenuta delle istituzioni americane e un monito per i Paesi alleati che guardano a Washington con crescente ansia.

Ultim'ora
La frenata immobiliare australiana si allarga a Brisbane e Adelaide·Arthur Gea, a Los Cabos la prima volta è un capolavoro: Shapovalov cede il trono·Quando la recensione di una classicista fece crollare il sito della London Review of Books·L’asteroide che spazzò via i dinosauri scatenò tempeste di fuoco con un calore 17 volte letale per l’uomo·Adolescenti reclutati come sicari: la rete Foxtrot tra Svezia e Iran·Droni ucraini colpiscono in profondità la Russia: magazzino Wildberries in fiamme, vittime civili·Tra schermi e cura: il doppio volto della tecnologia nella vita delle donne·Mega-Sena: nessun 6, jackpot sale a 135 milioni di reais·La frenata immobiliare australiana si allarga a Brisbane e Adelaide·Arthur Gea, a Los Cabos la prima volta è un capolavoro: Shapovalov cede il trono·Quando la recensione di una classicista fece crollare il sito della London Review of Books·L’asteroide che spazzò via i dinosauri scatenò tempeste di fuoco con un calore 17 volte letale per l’uomo·Adolescenti reclutati come sicari: la rete Foxtrot tra Svezia e Iran·Droni ucraini colpiscono in profondità la Russia: magazzino Wildberries in fiamme, vittime civili·Tra schermi e cura: il doppio volto della tecnologia nella vita delle donne·Mega-Sena: nessun 6, jackpot sale a 135 milioni di reais·
Agg. 18:594 lingue · 21 testate
21 testate|4 lingue|3 min lettura
giovedì 30 aprile 2026

Tentato omicidio Trump: il sospetto si è fotografato armato in albergo prima dell'assalto

Il trentunenne Cole Tomas Allen, accusato di aver tentato di assassinare il presidente Donald Trump durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, ha accettato di rimanere in custodia in attesa del processo, mentre emergono nuovi dettagli sulla preparazione dell’attacco. Secondo i documenti depositati dalla procura federale di Washington, Allen si è scattato un selfie nella sua camera d’albergo trenta minuti prima di irrompere nella hall dell’Hilton, armato fino ai denti: un fucile a pompa calibro 12, una pistola semiautomatica, un coltello e una fondina a tracolla. Il viaggio era iniziato in California, a Torrance, ed era proseguito in treno attraverso gli Stati Uniti fino alla capitale, dove il sospetto aveva prenotato una stanza nello stesso hotel del banchetto. Un’organizzazione che, secondo gli inquirenti, dimostra una pianificazione meticolosa, quasi metodica.

L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza del presidente e dei suoi collaboratori. Le immagini di videosorveglianza mostrano Allen abbattere un varco di sicurezza mentre gli agenti dei Servizi Segreti reagiscono sparando cinque colpi, uno dei quali ha ferito un agente al braccio. Fonti investigative hanno chiarito che non si è trattato di fuoco amico: il proiettile proveniva dall’arma del sospetto. Secondo il punto di vista di Bruxelles, la fragilità del dispositivo di protezione attorno a una figura polarizzante come Trump solleva interrogativi sulla capacità degli Stati Uniti di prevenire attacchi politicamente motivati, in un clima di radicalizzazione che da tempo preoccupa anche le cancellerie europee.

Nel frattempo, la narrazione pubblica si è frammentata tra accuse incrociate. Da un lato, critici interni al Partito Democratico e commentatori come l’ex conduttore della Nbc Chuck Todd hanno puntato il dito contro la retorica incendiaria del presidente, sostenendo che essa crei un ambiente di ostilità nel quale gesti estremisti trovano terreno fertile. Dall’altro, figure vicine all’amministrazione come Erika Kirk hanno denunciato l’ipocrisia dei giornalisti che definiscono Trump “nazista” ma partecipano alla stessa cena di gala. In rete, intanto, sono fiorite teorie del complotto che negano la realtà dell’attentato, alimentate anche da un video deepfake del presidente che viene allontanato dalla sala, prontamente smascherato dai fact-checker.

Dal Medio Oriente all’Asia, l’eco dell’episodio arriva filtrata da diverse sensibilità. L’ottica di Pechino legge il tentato assassinio come la manifestazione di una crisi di governance sistemica, mentre i media arabi hanno sottolineato la freddezza dei commensali, immortalati mentre continuavano a mangiare durante la sparatoria. Per l’Italia e l’Europa, il caso si inserisce in un trend preoccupante di violenza politica “normale”, come lo definisce l’Atlantic: non più frutto di cellule segrete, ma di singoli radicalizzati online, spesso senza precedenti penali. Il processo, che inizierà formalmente l’11 maggio, sarà un test per la tenuta delle istituzioni americane e un monito per i Paesi alleati che guardano a Washington con crescente ansia.

Divergenza delle fonti

— · 21 testate · 4 lingue

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Questa notizia è apparsa su

21 testate · 4 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Trump congela i raid sull’Iran, subordinati a un accordo rapido sullo Stretto di Hormuz

6 lingue · 74 testate

Da Economy & Markets

Il Messico rimbalza dell’1,5% nel secondo trimestre, il miglior dato in oltre cinque anni

1 lingua · 18 testate

Da Technology

GIIAS 2026: Chery lancia la Q con prenotazione solo online, 6.000 ordini in poche settimane

1 lingua · 15 testate

Leggi di più