
Texas, via libera ai Dieci Comandamenti in aula: la sentenza che divide l'America e interroga l'Europa
Con una decisione a maggioranza stretta (9 voti a 8), la Corte d'Appello federale del Quinto Circuito ha ribaltato un'ingiunzione preliminare e autorizzato il Texas a esporre i Dieci Comandamenti in ogni aula scolastica pubblica. La sentenza, di 120 pagine, rappresenta una vittoria cruciale per i conservatori cristiani e per il procuratore generale dello Stato, Ken Paxton, che l'ha definita 'un trionfo per i valori morali'. Il verdetto arriva dopo una lunga battaglia legale avviata da famiglie di diverse fedi, sostenute da organizzazioni come l'American Civil Liberties Union, che vedevano nella legge una violazione del Primo Emendamento.
Il Senate Bill 10, approvato nel giugno 2025, impone l'affissione di un poster con il testo biblico, in caratteri leggibili e in posizione conspicua. Secondo la maggioranza dei giudici, la norma non costituisce un'imposizione sulle coscienze né un sostanziale ostacolo all'esercizio religioso, scagionandola così dalle accuse di infrangere il principio di separazione tra Chiesa e Stato. Tuttavia, la prospettiva delle capitali europee, da Bruxelles a Roma, osserva con preoccupazione questa svolta. In un continente dove il dibattito sui simboli religiosi negli spazi pubblici è sempre acceso, la sentenza texana suona come un campanello d'allarme per i principi di laicità.
Per l'Italia, dove la presenza del crocifisso nelle aule ha generato sentenze contrastanti della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, la questione si ripropone in termini analoghi: fino a che punto l'eredità culturale e morale può giustificare l'esposizione di simboli religiosi in istituzioni pubbliche? L'ottica di Pechino e di altre potenze non occidentali, intanto, potrebbe interpretare questa evoluzione come un segnale di frammentazione interna nelle democrazie liberali, dove i conflitti valoriali rischiano di erodere le basi costituzionali.
La battaglia, però, è lungi dall'essere conclusa. Come anticipato dagli analisti costituzionali americani, il verdetto della Corte d'Appello apre la strada a un possibile scontro alla Corte Suprema federale, che potrebbe dover ridefinire i confini tra Stato e religione. In un'America sempre più polarizzata, il caso del Texas non è isolato: riflette una tendenza conservatrice a reinserire la fede nella sfera pubblica, con ripercussioni che oltrepassano i confini nazionali e interrogano le democrazie occidentali sulla loro identità in trasformazione, tra spinte identitarie e difesa del pluralismo.
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