
Trump chiede 350 miliardi per il Pentagono: la mossa per aggirare i democratici
Il presidente americano spinge per un aumento record della spesa militare, usando una procedura speciale per evitare l'ostruzionismo democratico al Senato.
Donald Trump ha chiesto ai repubblicani del Congresso di approvare con urgenza un pacchetto aggiuntivo di 350 miliardi di dollari per il Pentagono, nell'ambito di un piano che porterebbe il bilancio della difesa statunitense a 1.500 miliardi entro il 2027. La richiesta, annunciata dal presidente sulla sua piattaforma Truth Social, punta a sfruttare il meccanismo della "riconciliazione di bilancio", una procedura che richiede solo una maggioranza semplice al Senato, aggirando così l'opposizione compatta dei democratici. Secondo fonti vicine alla Casa Bianca, l'amministrazione intende destinare le risorse a nuovi sistemi di difesa, alla modernizzazione della flotta aerea e navale, e al potenziamento delle capacità spaziali e dei droni.
La mossa arriva in un momento di forte tensione geopolitica, con gli Stati Uniti che già spendono 901 miliardi per la difesa nell'anno fiscale 2026, un aumento del 13% rispetto all'anno precedente. Da Bruxelles, gli analisti osservano con preoccupazione l'escalation: un bilancio militare americano da 1.500 miliardi rappresenterebbe quasi il 40% della spesa globale per la difesa, con potenziali ripercussioni sugli equilibri della Nato e sulla competizione con Cina e Russia. L'Italia, che già fatica a rispettare l'impegno del 2% del Pil per la difesa, potrebbe trovarsi sotto pressione per aumentare i propri contributi, mentre l'Europa nel suo complesso rischia di vedere ridimensionato il proprio peso nelle decisioni strategiche dell'Alleanza.
Dal punto di vista procedurale, la scelta di Trump di utilizzare la riconciliazione di bilancio è significativa: si tratta di uno strumento pensato per facilitare l'approvazione di leggi di spesa, ma che di solito viene riservato a misure di portata minore. I democratici hanno già denunciato il tentativo di "bypassare il dibattito democratico", mentre alcuni repubblicani moderati esprimono riserve sull'impatto sul debito pubblico. La partita si gioca ora nelle prossime settimane, con la leadership repubblicana chiamata a trovare i voti necessari in un Congresso polarizzato.
In prospettiva, l'esito di questa manovra potrebbe ridefinire non solo la politica di difesa americana, ma anche gli equilibri globali. Pechino segue con attenzione, pronta a rispondere con un ulteriore rafforzamento delle proprie capacità militari. Per l'Europa, il messaggio è chiaro: la finestra per un'autonomia strategica si sta restringendo, mentre Washington accelera verso un riarmo senza precedenti.
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