Accedi
Edizione delle 06:00 CETgiovedì 6 agosto 2026
320 testate · 17 lingue565 briefing oggi
sabato 9 maggio 2026

Trump torna a denunciare i cartelli: “Governano il Messico”, e minaccia un intervento di terra

Il presidente Usa ribadisce che i narcotrafficanti controllano il paese, due giorni dopo aver minacciato azioni militari. La replica di Città del Messico.

Nel giorno della festa della mamma alla Casa Bianca, Donald Trump ha scelto di tornare a colpire il Messico con una frase diventata ormai un refrain della sua amministrazione: «I cartelli governano il Messico, nessun altro lo fa». L’affermazione, priva di prove concrete a sostegno, arriva a due giorni di distanza dall’avvertimento secondo cui Washington sarebbe pronta a fare da sola se il governo di Claudia Sheinbaum non riuscisse a fermare il traffico di droga via terra. Trump ha rivendicato il successo della sua strategia marittima, con una riduzione del 97% del narcotraffico via mare, ma ha insistito che la rotta terrestre attraverso la frontiera meridionale resta il canale principale attraverso cui fentanyl e altre sostanze entrano negli Stati Uniti, causando – ha detto – duecentomila vittime l’anno. «Abbiamo risolto il problema in acqua, presto lo risolveremo sulla terraferma», ha minacciato, lasciando intendere una possibile escalation militare in territorio messicano.

Dal punto di vista di Washington, l’argomentazione è chiara: il controllo dei cartelli sarebbe ormai così pervasivo da rendere inefficace qualsiasi azione del governo messicano. Una prospettiva che però stride con la realtà diplomatica, alimentando tensioni già altissime. Nell’ottica di Città del Messico, queste dichiarazioni rappresentano una provocazione inaccettabile, che mette in discussione la sovranità nazionale e rischia di indebolire la cooperazione bilaterale in materia di sicurezza. La presidenza messicana ha finora risposto con cautela, ma gli ambienti diplomatici della capitale fanno notare come l’amministrazione Trump stia cercando di spostare il dibattito interno sui confini su un terreno di scontro estero, per distrarre l’opinione pubblica da altre difficoltà.

Da una prospettiva europea, e in particolare italiana, la vicenda assume un rilievo che va oltre la cronaca americana. Bruxelles osserva con preoccupazione la deriva unilaterale degli Stati Uniti: un’azione militare in Messico – anche solo minacciata – potrebbe innescare una destabilizzazione regionale con ripercussioni sulle rotte migratorie e sugli accordi commerciali che coinvolgono l’Unione. Roma, da parte sua, segue con attenzione l’evoluzione del rapporto bilaterale, consapevole che una crisi tra Washington e uno dei principali partner latinoamericani finirebbe per riverberarsi anche sulle relazioni transatlantiche, complicando il dialogo già fragile su temi come la lotta al narcotraffico e il controllo delle frontiere. Secondo gli analisti di Bruxelles, l’unica via d’uscita da questa spirale resta un rinnovato impegno multilaterale, ma le parole di Trump sembrano andare esattamente nella direzione opposta: quella di un confronto sempre più duro, in cui il confine tra minaccia retorica e azione concreta si assottiglia giorno dopo giorno.

Ultim'ora
A Buenos Aires i canoni di locazione crescono meno dell’inflazione dopo la fine della legge sugli affitti·La FDA approva il primo vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna per gli over 50·Alex Eala avanza a Toronto, poi il doppio con Venus Williams·Iran e Oman vicini a un'intesa sullo Stretto di Hormuz, ma la riapertura resta subordinata a condizioni·Il Grande Otelo si divide: un pareggio storico tra due film brasiliani·Il ronzio nella borsa del marito svela un tradimento durato un anno·Cile, Kast lancia oltre 30 progetti di legge contro il crimine organizzato·Meghan Markle compie 45 anni: un tuffo in piscina e l’intimità di Montecito·A Buenos Aires i canoni di locazione crescono meno dell’inflazione dopo la fine della legge sugli affitti·La FDA approva il primo vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna per gli over 50·Alex Eala avanza a Toronto, poi il doppio con Venus Williams·Iran e Oman vicini a un'intesa sullo Stretto di Hormuz, ma la riapertura resta subordinata a condizioni·Il Grande Otelo si divide: un pareggio storico tra due film brasiliani·Il ronzio nella borsa del marito svela un tradimento durato un anno·Cile, Kast lancia oltre 30 progetti di legge contro il crimine organizzato·Meghan Markle compie 45 anni: un tuffo in piscina e l’intimità di Montecito·
Agg. 16:412 lingue · 11 testate
11 testate|2 lingue|3 min lettura
sabato 9 maggio 2026

Trump torna a denunciare i cartelli: “Governano il Messico”, e minaccia un intervento di terra

Il presidente Usa ribadisce che i narcotrafficanti controllano il paese, due giorni dopo aver minacciato azioni militari. La replica di Città del Messico.

Nel giorno della festa della mamma alla Casa Bianca, Donald Trump ha scelto di tornare a colpire il Messico con una frase diventata ormai un refrain della sua amministrazione: «I cartelli governano il Messico, nessun altro lo fa». L’affermazione, priva di prove concrete a sostegno, arriva a due giorni di distanza dall’avvertimento secondo cui Washington sarebbe pronta a fare da sola se il governo di Claudia Sheinbaum non riuscisse a fermare il traffico di droga via terra. Trump ha rivendicato il successo della sua strategia marittima, con una riduzione del 97% del narcotraffico via mare, ma ha insistito che la rotta terrestre attraverso la frontiera meridionale resta il canale principale attraverso cui fentanyl e altre sostanze entrano negli Stati Uniti, causando – ha detto – duecentomila vittime l’anno. «Abbiamo risolto il problema in acqua, presto lo risolveremo sulla terraferma», ha minacciato, lasciando intendere una possibile escalation militare in territorio messicano.

Dal punto di vista di Washington, l’argomentazione è chiara: il controllo dei cartelli sarebbe ormai così pervasivo da rendere inefficace qualsiasi azione del governo messicano. Una prospettiva che però stride con la realtà diplomatica, alimentando tensioni già altissime. Nell’ottica di Città del Messico, queste dichiarazioni rappresentano una provocazione inaccettabile, che mette in discussione la sovranità nazionale e rischia di indebolire la cooperazione bilaterale in materia di sicurezza. La presidenza messicana ha finora risposto con cautela, ma gli ambienti diplomatici della capitale fanno notare come l’amministrazione Trump stia cercando di spostare il dibattito interno sui confini su un terreno di scontro estero, per distrarre l’opinione pubblica da altre difficoltà.

Da una prospettiva europea, e in particolare italiana, la vicenda assume un rilievo che va oltre la cronaca americana. Bruxelles osserva con preoccupazione la deriva unilaterale degli Stati Uniti: un’azione militare in Messico – anche solo minacciata – potrebbe innescare una destabilizzazione regionale con ripercussioni sulle rotte migratorie e sugli accordi commerciali che coinvolgono l’Unione. Roma, da parte sua, segue con attenzione l’evoluzione del rapporto bilaterale, consapevole che una crisi tra Washington e uno dei principali partner latinoamericani finirebbe per riverberarsi anche sulle relazioni transatlantiche, complicando il dialogo già fragile su temi come la lotta al narcotraffico e il controllo delle frontiere. Secondo gli analisti di Bruxelles, l’unica via d’uscita da questa spirale resta un rinnovato impegno multilaterale, ma le parole di Trump sembrano andare esattamente nella direzione opposta: quella di un confronto sempre più duro, in cui il confine tra minaccia retorica e azione concreta si assottiglia giorno dopo giorno.

Divergenza delle fonti

— · 11 testate · 2 lingue

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Questa notizia è apparsa su

11 testate · 2 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Attacco missilistico russo su Kiev: 17 morti, nessun intercettore ha funzionato

6 lingue · 71 testate

Da Economy & Markets

I giganti del petrolio incassano utili record sulla guerra in Iran, Trump accusa le major americane

2 lingue · 21 testate

Da Technology

L’amministrazione Trump esenta i modelli open-weight cinesi dai nuovi test di sicurezza sull’IA

3 lingue · 11 testate

Leggi di più