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Sportsabato 23 maggio 2026

Barcellona, la quarta Champions femminile è un dominio senza fine

Con due doppiette di Pajor e Paralluelo, le catalane annichiliscono il Lione (4-0) e agganciano l'Eintracht nella classifica all-time. Una vittoria che ridisegna gli equilibri europei.

Nella notte di Oslo, il Barcellona ha liquidato la pratica Lione con un secondo tempo feroce, chiudendo 4-0 una finale che all'intervallo pareva ancora sospesa. La doppietta di Ewa Pajor, implacabile al 55' e al 70', e i sigilli di Salma Paralluelo nei minuti conclusivi hanno consegnato alle catalane il quarto trofeo continentale, tutte le coppe sollevate dal 2021, raggiungendo l'Eintracht Francoforte a quota quattro e lasciando solo l'Olympique Lione (a otto) più in alto. Secondo la stampa spagnola, la vittoria assume il sapore del riscatto dopo la sconfitta dello scorso anno contro l'Arsenal, e certifica la nascita di una dinastia che affonda le radici in un progetto tecnico e sociale ormai insuperabile.

L'incontro ha raccontato due partite in una. Nella prima frazione il Lione, guidato dall'ex tecnico blaugrana Jonatan Giráldez, aveva dominato il possesso e visto annullarsi un gol di Lindsey Heaps per fuorigioco dopo revisione al VAR, mentre l'estremo Cata Coll salvava più volte la porta. «Abbiamo dovuto resistere a una tempesta», avrebbe poi sintetizzato un cronista inglese, sottolineando la capacità di sofferenza della squadra di Pere Romeu. Poi, la svolta. Con l'uscita dagli spogliatoi, il Barcellona ha alzato ritmo e precisione: Pajor, già capocannoniere del torneo con undici reti, ha capitalizzato due assistenze illuminanti, e Paralluelo ha trasformato la goleada in un manifesto di superiorità tecnica e fisica, facendo dimenticare le perplessità su una rosa corta e un bilancio più contenuto rispetto ai rivali diretti, come annotavano gli analisti iberici.

La prospettiva tedesca, invece, ha letto il risultato come il tramonto di un'epoca. La presenza di Jule Brand tra le fila del Lione non è bastata a mascherare il sorpasso del calcio spagnolo su quello che fu il dominio della Bundesliga e del Wolfsburg. I commentatori svedesi, dal canto loro, hanno notato con un certo orgoglio l'assenza di proprie giocatrici in campo ma la direzione arbitrale della connazionale Tess Olofsson, segno di un Nord Europa che resta centrale nella geografia del pallone femminile pur senza protagoniste sul terreno dell'Ullevaal Stadion. In Italia, il resoconto del successo blaugrana – affidato a poche e misurate righe – è apparso quasi come una nota di cronaca estera, specchio di una distanza siderale tra la realtà del movimento italiano semi-professionistico e l'industria spettacolare che il Barça ha saputo costruire attorno alle proprie calciatrici.

Ciò che rende questo trionfo un punto di non ritorno è la capacità del Barcellona di vincere mentre il suo corrispettivo maschile rincorre ancora, dal 2015, una Champions che non arriva. Il paradosso non è sfuggito agli osservatori arabi, che vedono nella squadra femminile il vero fiore all'occhiello del club catalano. Guardando avanti, il dominio delle blaugrana impone una riflessione al resto d'Europa: Inghilterra, Francia e Germania dovranno colmare un gap che non è solo di investimenti, ma di cultura e continuità progettuale. Per l'Italia, la sfida è ancora più radicale: colmare un abisso che separa un campionato in crescita ma fragile da una macchina perfetta che a Oslo ha celebrato la quarta meraviglia in sei anni, con l'aria di chi non ha alcuna intenzione di fermarsi.

Divergenza — chi la racconta come
37%Media
3 blocchi · posizioni da 0.00 a +0.90
CriticoFavorevole
LATEURSEA
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana+0.90aligned
Stampa europea continentale+0.30aligned
Stampa sud-est asiatica0.00neutral
Stampa latinoamericana+0.90

La squadra femminile del Barcellona ha consolidato la sua dinastia europea con una schiacciante vittoria per 4-0 sul Lione, conquistando il quarto titolo di Champions League in sei anni. Spinte dalla voglia di rivincita dopo la sconfitta in finale dell'anno scorso, le catalane hanno travolto le detentrici del record francese con le doppiette di Pajor e Paralluelo nella ripresa. Questo trionfo riafferma la loro supremazia continentale e eguaglia il record assoluto di titoli.

TrionfoRevanscismo
Stampa europea continentale+0.30

Il Barcellona ha conquistato il suo quarto trofeo della Women's Champions League con una netta vittoria per 4-0 contro il Lione a Oslo. Dopo un primo tempo a reti inviolate in cui il Lione ha creato pericoli, la potenza offensiva delle spagnole si è rivelata decisiva, con Pajor e Paralluelo autrici di una doppietta ciascuna. Il risultato prolunga il recente dominio del Barcellona, anche se la partita è stata più equilibrata di quanto suggerisca il punteggio finale.

DistaccoPragmatismo
Stampa sud-est asiatica0.00

Il Barcellona ha vinto la Women's Champions League 2025/26, battendo il Lione 4-0 nella finale allo Stadio Ullevaal di Oslo. Ewa Pajor e Salma Paralluelo hanno segnato due gol ciascuna nel secondo tempo. Si tratta del quarto titolo europeo del Barcellona.

DistaccoPragmatismo
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sabato 23 maggio 2026

Barcellona, la quarta Champions femminile è un dominio senza fine

Con due doppiette di Pajor e Paralluelo, le catalane annichiliscono il Lione (4-0) e agganciano l'Eintracht nella classifica all-time. Una vittoria che ridisegna gli equilibri europei.

Nella notte di Oslo, il Barcellona ha liquidato la pratica Lione con un secondo tempo feroce, chiudendo 4-0 una finale che all'intervallo pareva ancora sospesa. La doppietta di Ewa Pajor, implacabile al 55' e al 70', e i sigilli di Salma Paralluelo nei minuti conclusivi hanno consegnato alle catalane il quarto trofeo continentale, tutte le coppe sollevate dal 2021, raggiungendo l'Eintracht Francoforte a quota quattro e lasciando solo l'Olympique Lione (a otto) più in alto. Secondo la stampa spagnola, la vittoria assume il sapore del riscatto dopo la sconfitta dello scorso anno contro l'Arsenal, e certifica la nascita di una dinastia che affonda le radici in un progetto tecnico e sociale ormai insuperabile.

L'incontro ha raccontato due partite in una. Nella prima frazione il Lione, guidato dall'ex tecnico blaugrana Jonatan Giráldez, aveva dominato il possesso e visto annullarsi un gol di Lindsey Heaps per fuorigioco dopo revisione al VAR, mentre l'estremo Cata Coll salvava più volte la porta. «Abbiamo dovuto resistere a una tempesta», avrebbe poi sintetizzato un cronista inglese, sottolineando la capacità di sofferenza della squadra di Pere Romeu. Poi, la svolta. Con l'uscita dagli spogliatoi, il Barcellona ha alzato ritmo e precisione: Pajor, già capocannoniere del torneo con undici reti, ha capitalizzato due assistenze illuminanti, e Paralluelo ha trasformato la goleada in un manifesto di superiorità tecnica e fisica, facendo dimenticare le perplessità su una rosa corta e un bilancio più contenuto rispetto ai rivali diretti, come annotavano gli analisti iberici.

La prospettiva tedesca, invece, ha letto il risultato come il tramonto di un'epoca. La presenza di Jule Brand tra le fila del Lione non è bastata a mascherare il sorpasso del calcio spagnolo su quello che fu il dominio della Bundesliga e del Wolfsburg. I commentatori svedesi, dal canto loro, hanno notato con un certo orgoglio l'assenza di proprie giocatrici in campo ma la direzione arbitrale della connazionale Tess Olofsson, segno di un Nord Europa che resta centrale nella geografia del pallone femminile pur senza protagoniste sul terreno dell'Ullevaal Stadion. In Italia, il resoconto del successo blaugrana – affidato a poche e misurate righe – è apparso quasi come una nota di cronaca estera, specchio di una distanza siderale tra la realtà del movimento italiano semi-professionistico e l'industria spettacolare che il Barça ha saputo costruire attorno alle proprie calciatrici.

Ciò che rende questo trionfo un punto di non ritorno è la capacità del Barcellona di vincere mentre il suo corrispettivo maschile rincorre ancora, dal 2015, una Champions che non arriva. Il paradosso non è sfuggito agli osservatori arabi, che vedono nella squadra femminile il vero fiore all'occhiello del club catalano. Guardando avanti, il dominio delle blaugrana impone una riflessione al resto d'Europa: Inghilterra, Francia e Germania dovranno colmare un gap che non è solo di investimenti, ma di cultura e continuità progettuale. Per l'Italia, la sfida è ancora più radicale: colmare un abisso che separa un campionato in crescita ma fragile da una macchina perfetta che a Oslo ha celebrato la quarta meraviglia in sei anni, con l'aria di chi non ha alcuna intenzione di fermarsi.

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La squadra femminile del Barcellona ha consolidato la sua dinastia europea con una schiacciante vittoria per 4-0 sul Lione, conquistando il quarto titolo di Champions League in sei anni. Spinte dalla voglia di rivincita dopo la sconfitta in finale dell'anno scorso, le catalane hanno travolto le detentrici del record francese con le doppiette di Pajor e Paralluelo nella ripresa. Questo trionfo riafferma la loro supremazia continentale e eguaglia il record assoluto di titoli.

TrionfoRevanscismo
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Il Barcellona ha conquistato il suo quarto trofeo della Women's Champions League con una netta vittoria per 4-0 contro il Lione a Oslo. Dopo un primo tempo a reti inviolate in cui il Lione ha creato pericoli, la potenza offensiva delle spagnole si è rivelata decisiva, con Pajor e Paralluelo autrici di una doppietta ciascuna. Il risultato prolunga il recente dominio del Barcellona, anche se la partita è stata più equilibrata di quanto suggerisca il punteggio finale.

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Il Barcellona ha vinto la Women's Champions League 2025/26, battendo il Lione 4-0 nella finale allo Stadio Ullevaal di Oslo. Ewa Pajor e Salma Paralluelo hanno segnato due gol ciascuna nel secondo tempo. Si tratta del quarto titolo europeo del Barcellona.

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